{"id":2116,"date":"2021-11-26T23:48:21","date_gmt":"2021-11-26T21:48:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=2116"},"modified":"2021-11-26T23:52:12","modified_gmt":"2021-11-26T21:52:12","slug":"lesame-di-storia-che-servirebbe-forse-ad-andrea-agnelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2021\/11\/26\/lesame-di-storia-che-servirebbe-forse-ad-andrea-agnelli\/","title":{"rendered":"Il ripasso di storia che servirebbe forse ad Andrea Agnelli"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=106775019\" title=\"Giampiero Boniperti Di Sconosciuto - La Juventus, una scelta di vita. Tanti auguri Presidente (in italian). @juventusfc (July 4, 2016)., Pubblico dominio\"><img decoding=\"async\" width=\"250\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/giampiero_boniperti_-_juventus_football_club.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"giampiero_boniperti_-_juventus_football_club.jpg\" \/><\/a>Era il 1969, la Juventus veniva da un decennio di subalternit\u00e0\u00a0 alle milanesi, segu\u00ecto all&#8217;addio al calcio di Giampiero Boniperti e all&#8217;addio alla Juventus di Omar Sivori, ed interrotto dal solo scudetto del 1967, l&#8217;unico scudetto bianconero del dopoguerra rimasto isolato e che sembr\u00f2 pi\u00f9 un regalo del destino e di un&#8217;Inter distratta dalla Coppa dei Campioni che il segno di una ritrovata grandezza. In quegli anni, mentre le milanesi mietevano successi in Europa e nel mondo, la Juve si doveva accontentare di una finale di Coppa delle Fiere persa a Torino contro il Ferencvaros, stregata come sarebbe stata la gran parte della  storia delle finali europee di Madama. Dal punto di vista societario, la Juventus aveva sempre, fino ad allora, segu\u00ecto il modello patronale, diffuso in Italia non solo nel calcio e ancora ben presente nel calcio attuale, per il quale le decisioni importanti le prende chi ci mette i soldi. Negli anni, alla conduzione della societ\u00e0\u00a0, si erano alternati i rampolli di casa Agnelli (Giovanni e Umberto) e figure vicine alla famiglia ma non al calcio (Piero Dusio e Vittore Catella). In quel 1969 l&#8217;ingresso al vertice della societ\u00e0\u00a0 di Giampiero Boniperti, l&#8217;uomo simbolo ancora oggi della Juventus, fu una novit\u00e0\u00a0, sia nel ruolo di amministratore delegato che in quello successivo di presidente. E fu una novit\u00e0\u00a0 che ebbe un impatto devastante. Solo tre anni dopo la Juventus sarebbe tornata al vertice del calcio italiano, con il primo di una sequenza di nove scudetti in quattordici anni che \u00e8 stata al momento solo eguagliata dalla Juventus attuale dei nove scudetti consecutivi. E da quel vertice la Juventus si sarebbe allontanata solo sporadicamente nei cinquant&#8217;anni successivi dando quasi sempre  continuit\u00e0\u00a0 ad una linea societaria nella quale la propriet\u00e0\u00a0 metteva i  soldi ma li amministravano persone interne al mondo del calcio che di calcio capivano. L&#8217;unica incursione della propriet\u00e0\u00a0 nella Juventus fu la  breve ed ingloriosa stagione di Luca Montezemolo iniziata e finita all&#8217;inizio degli anni &#8217;90. E cos\u00ec, mentre altre propriet\u00e0\u00a0 pi\u00f9 desiderose  di manovrare il proprio giocattolo, buttavano nel calcio fiumi di soldi per seguire la propria pancia, come un frequentatore compulsivo del Casin\u00f2, la Juventus si affidava invece alla competenza, mietendo successi su successi.<br \/>\nQuesta separazione tra societ\u00e0\u00a0 e propriet\u00e0\u00a0 ha fatto per tutti questi decenni la differenza, segnando un gap incolmabile (o colmabile al prezzo di investimenti economici  insostenibili nel medio-lungo periodo) con le altre realt\u00e0\u00a0 del nostro calcio, troppo legate alle isterie dei propri presidenti, convinti di capirci di calcio per aver scaldato i sedili della tribuna d&#8217;onore e al massimo aver tirato quattro calci all&#8217;oratorio in giovent\u00f9. Anche la rinascita del 2010 avvenne cos\u00ec, affidando la societ\u00e0\u00a0 ad un personaggio come Marotta  che vive nel calcio fin da ragazzo e che lo conosce come pochi.<br \/>\nQuando per\u00f2 nel 2018 c&#8217;\u00e8 stata la rottura tra la Juve e Marotta una discontinuit\u00e0\u00a0 in questa linea si \u00e8 creata. La scarsa personalit\u00e0\u00a0 della dirigenza juventina nel post-Marotta ha lasciato spazio al  Presidente Andrea Agnelli che ha dato l&#8217;impressione di prendere la scena e di trasformarsi nel presidente-padrone di cui sopra con risultati (negativi) che non hanno tardato a manifestarsi.<br \/>\nL&#8217;affare Ronaldo nella sua interezza \u00e8 sembrata la classica scelta di chi il calcio non lo conosce e che pensa che un fuoriclasse possa cambiare da solo una squadra. Le Juventus che furono campioni d&#8217;Europa e del Mondo nel passato, con Platini nel 1985 e Del Piero nel 1996, erano squadroni, non un insieme di comprimari del leader. E&#8217; vero, c&#8217;\u00e8 stata la pandemia e i mancati benefici sul marketing che la societ\u00e0\u00a0 si attendeva potrebbero avere a che fare con questo, per\u00f2 \u00e8 chiaro che i <a href=\"https:\/\/www.fanpage.it\/sport\/calcio\/cristiano-ronaldo-e-costato-alla-juve-piu-di-350-milioni-per-tre-eliminazioni-in-champions\/\">150 milioni di perdite<\/a> che l&#8217;affare Ronaldo ha determinato nel suo insieme non si possono solo addebitare al Covid e d&#8217;altra parte pagare un giocatore quasi quattro volte tanto rispetto al pi\u00f9 pregiato dei suoi compagni \u00e8 qualcosa di non compatibile con lo spirito di uno sport di squadra. Le difficolt\u00e0\u00a0 nella gestione della squadra e dello spogliatoio e la presenza dell&#8217;asso portoghese ingombrante per chi voleva costuire un nuovo ciclo sono altri elementi che probabilmente non sono stati valutati. E&#8217; vero che quando CR7 \u00e8 sbarcato alla Juventus l&#8217;amministratore delegato era Marotta, ma il dirigente varesino era ai titoli di coda e sembra chiaro, da quanto \u00e8 venuto dopo, che la decisione non sia stata sua ma di chi \u00e8 rimasto oltre.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/pirlo-allegri-sarri.jpg\" title=\"Allegri-Pirlo-Sarri\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/pirlo-allegri-sarri.jpg\" class=\"floatleft\" alt=\"pirlo-allegri-sarri.jpg\" \/><\/a>Se sbagliare un business case \u00e8 per\u00f2 comprensile, la gestione del ruolo di allenatore sembra essere l&#8217;ambito in cui la societ\u00e0\u00a0 ha mostrato maggiormente la sua incertezza e debolezza. Quando nel 2019 la collaborazione con Massimiliano Allegri si interruppe, la linea appariva chiara: Allegri aveva tenuto saldo il timone della Juventus nel post-Conte, aveva dato continuit\u00e0\u00a0 alla supremazia della Juve in Italia ed era perfino riuscito ad andare vicino due volte alla conquista della Champions, per\u00f2 aveva una concezione di calcio utilitaristica e storicamente superata, lontana da quanto si faceva in Europa e le sberle prese dall&#8217;Ajax, nella primavera del 2019, dopo aver miracolosamente superato l&#8217;Atletico Madrid, sembravano testimoniarlo. Gi\u00e0\u00a0 allora parve per\u00f2 strano che al posto del tecnico livornese arrivasse Sarri, personaggio con un passato di polemiche con la Juventus e il cui <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Locus_of_control\">locus of control esterno<\/a> sembrava poco sintonizzato sulle lunghezze d&#8217;onda bianconere, ma se la decisione di prenderlo sembr\u00f2 poco comprensibile, apparve ancor meno fondata la decisione di allontanarlo dopo un anno magari non esaltante, ma che aveva pur portato in bacheca il nono scudetto consecutivo. La scelta di prendere, a quel punto, un tecnico come Pirlo, che non aveva mai allenato prima, a nessun livello, sembrava quasi foll\u00eca, specie per un organico che un vecchio volpone come Sarri aveva faticato a tenere insieme. Tuttavia alla fine, considerando l&#8217;azzardo di avere fatto fare esperienza a Pirlo allenando la Juventus, una Coppa Italia e una Supercoppa avrebbero potuto essere traguardi sufficienti per una conferma, ma a questo punto la societ\u00e0\u00a0 faceva quello che meno era ragionevole aspettarsi, non solo allontanava Pirlo ma si riprendeva Allegri, come a dire: &#8220;Scusate, abbiamo sbagliato tutto e ingaggiato inutilmente due allenatori, spendendo fior di quattrini per niente, ma in realt\u00e0\u00a0 andava bene Allegri&#8221;. Non \u00e8 un caso che l&#8217;ambiente sia rimasto quantomeno perplesso dalla scelta, specie in quanto accompagnata da un contratto principesco, che forse poteva essere semmai riservato ad un potenziamento dell&#8217;organico. I risultati erano prevedibili e sono quelli che vediamo: una squadra che naviga molto lontano dai primi posti, un calcio noioso e sterile, un ambiente piuttosto sconcertato. Lo sconcerto \u00e8 certamente legato ad una scelta infelice, un allenatore che non ha mai nascosto di non gradire il calcio aggressivo e spettacolare che si gioca in Europa e a cui la Juve si deve adeguare se vuole vincere fuori dai confini nazionali (e forse ormai anche in Italia). Lo sconcerto maggiore \u00e8 per\u00f2 nella percezione che la societ\u00e0\u00a0 non abbia capito che se la Juve vuole rilanciarsi deve affidarsi ad un progetto chiaro ed a lungo termine e non ad una sequenza di balbettii e mosse contradditorie, di cui l&#8217;ingaggio di Allegri \u00e8 solo l&#8217;ultimo atto. Anche qui la storia della Juventus, una storia di pochi avvicendamenti sulla panchina e di allenatori che hanno avuto il tempo di dare continuit\u00e0\u00a0 al proprio progetto, sembra essere stata dimenticata.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Andrea_Agnelli_2017.jpg\" title=\"Andrea Agnelli - Quirinale.it, Attribution, via Wikimedia Commons\"><img decoding=\"async\" width=\"250\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/andrea_agnelli_2017.jpg\" alt=\"andrea_agnelli_2017.jpg\" class=\"floatright\" \/><\/a>Ho lasciato per ultima la questione della Supercoppa perch\u00e9 qui c&#8217;\u00e8 poco da argomentare. La sovraesposizione che Agnelli ha scelto di avere in questa vicenda, porta ad escludere che in questa triste storia ci sia lo zampino di altri dirigenti juventini che non siano lui. Ancora oggi stento a pensare che qualcuno potesse immaginare che lo strappo proposto, con i tempi e con le modalit\u00e0\u00a0 scelte, potesse andar a segno. Il calcio \u00e8 uno sport che ha un radicamento sociale troppo forte per poter strappare dal mattino alla sera societ\u00e0\u00a0 come Juventus, Inter o Milan dalla loro storia e trasferirle in una Superlega in cui giochino tra di loro per tutto l&#8217;anno facendo a meno di 120 anni pi\u00f9 o meno di tradizione; e questo non \u00e8 un segreto, \u00e8 una verit\u00e0\u00a0 alla portata di tutti. Chi non lo ha capito dovrebbe fare una riflessione profonda su quanto accaduto e di quale capacit\u00e0\u00a0 manageriali \u00e8 dotato.<br \/>\nDetto tutto ci\u00f2, e confermata l&#8217;impressione che la poca conoscenza del calcio sia alla base del declino della Juventus, ci\u00f2 che mi sentirei di consigliare ad Andrea Agnelli \u00e8 di ripensare a quello che suo padre e suo zio avevano imparato a fare, ovvero a cercare qualcuno che di calcio ci capisse davvero, il migliore possibilmente, e chiamarlo a dirigere la societ\u00e0\u00a0. Lo faccia, ricordandosi di Boniperti, di Allodi, di Marotta, anche di Moggi (con tutto quello che se ne pu\u00f2 dire di male) e rendendosi conto che quello che Andrea, di suo, pu\u00f2 dare alla Juventus non \u00e8 la competenza calcistica o le sue doti manageriali, ma \u00e8 il suo cognome e quello che ne consegue per la solidit\u00e0\u00a0 delle prospettive future della societ\u00e0\u00a0 (e non \u00e8 assolutamente poco).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era il 1969, la Juventus veniva da un decennio di subalternit\u00e0\u00a0 alle milanesi, segu\u00ecto all&#8217;addio al calcio di Giampiero Boniperti e all&#8217;addio alla Juventus di Omar Sivori, ed interrotto dal solo scudetto del 1967, l&#8217;unico scudetto bianconero del dopoguerra rimasto isolato e che sembr\u00f2 pi\u00f9 un regalo del destino e di un&#8217;Inter distratta dalla Coppa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[3160,1753,2124,2299,6,2016,3404,3410],"class_list":["post-2116","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-juve","tag-allegri","tag-allenatore","tag-andrea-agnelli","tag-boniperti","tag-juventus","tag-marotta","tag-ronaldo","tag-supercoppa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2116","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2116"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2116\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2116"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2116"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2116"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}