{"id":2109,"date":"2021-05-30T23:03:45","date_gmt":"2021-05-30T21:03:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=2109"},"modified":"2022-05-30T22:13:40","modified_gmt":"2022-05-30T20:13:40","slug":"29-maggio-12","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2021\/05\/30\/29-maggio-12\/","title":{"rendered":"29 maggio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/stadi-vuoti.jpg\" title=\"Juventus-Inter nello Stadium vuoto\"><img decoding=\"async\" width=\"250\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/stadi-vuoti.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"stadi-vuoti.jpg\" \/><\/a>L&#8217;ultimo anno \u00e8 stato per il calcio un anno di stadi vuoti, un anno nel quale l&#8217;unico rumore percepibile nei campi da calcio erano l&#8217;impatto del pallone con gli scarpini, i fischi dell&#8217;arbitro o gli urli dei giocatori. Dopo un anno cos\u00ec pare ancora pi\u00f9 incredibile che ci fu un tempo in cui gli stadi si riempivano di migliaia di persone l\u00ec convenute solo per farsi la guerra, per sfogare la propria aggressivit\u00e0\u00a0. Probabilmente da Agosto gli appassionati riprenderanno a riempire gli stadi, anche se all&#8217;inizio <a href=\"https:\/\/www.calciomercato.com\/news\/serie-a-stadi-mezzi-pieni-da-agosto-79921\">solo a met\u00e0\u00a0<\/a>. Non posso che augurarmi che quest&#8217;anno lontano dagli stadi abbia indotto chi li frequentava per assecondare le proprie frustrazioni e il proprio bisogno di violenza a trovarsi altri passatempi, lasciando posto a chi li frequenta per amore verso questo sport. Rafforzo questo augurio ricordando, come faccio ad ogni 29 maggio, la cronaca di quello che accade e che vissi, 36 anni fa&#8230;<\/p>\n<p><strong>Ore 16<\/strong>:  dopo una breve gita ad Anversa, l&#8217;autobus   ci  riporta in albergo a  Mechelen. Carichiamo quelli che erano rimasti   l\u00ec  e partiamo verso lo  stadio. Sul pullman ci vengono dati i biglietti    della partita. Faccio  notare a mio padre una stranezza: il settore    indicato sembrerebbbe  posizionato nella stessa curva nella quale i    giornali collocavano i  tifosi inglesi. Probabilmente i giornali    sbagliavano&#8230;<br \/>\n<strong>Ore 17<\/strong>:  arriviamo allo Stadio. Non sembra di essere   nel Nord  Europa. Lo stadio \u00e8  una struttura fatiscente, scalcinata e    arrugginita. Il recinto esterno \u00e8  costituito da un reticolato ossidato e    bucherellato ovunque e la zona  interna al recinto \u00e8 piena di  erbacce,   come fosse abbandonata da anni.  Non c&#8217;\u00e8 nemmeno un cartello  ad   indicarci il settore e solo seguendo il  flusso di chi si era  informato   col passaparola arriviamo di fronte ad un  ingresso sul  quale si   intuisce che un tempo vi fosse scritto: &#8220;Settore  X-Y-Z&#8221;. In  breve siamo   dentro ma c&#8217;\u00e8 qualcosa che non va: attorno a noi  ci sono  troppe facce  e  bandiere inglesi per tranquillizzarci. Capiamo  che il  nostro  settore  non \u00e8 quello ma bens\u00ec quello al di l\u00e0\u00a0 della rete  da  pollaio  che divide  in due la curva. I pi\u00f9 rapidi scavalcano la rete.   Diceva De  Andr\u00e8: <em>&#8220;Si sa che gli sbirri e i carabinieri spesso al loro dovere vengono meno&#8221;<\/em>     aggiungerei io &#8220;tranne che quando sarebbe opportuno farlo&#8221; e infatti     una gendarme belga, dotata di cane al seguito, dimostrando un   quoziente    intellettivo rasoterra, blocca tutti gli altri votandoci al    linciaggio.  Mio padre nel suo discreto francese spiega alla gendarme   la  situazione:  che cio\u00e8 non ci \u00e8 pi\u00f9 possibile rientrare perch\u00e9 ci   hanno  gi\u00e0\u00a0 strappato  i biglietti e che non ci \u00e8 nemmeno possibile   vedere la  partita l\u00ec per  ovvi motivi. La gendarme \u00e8 comprensiva e   simpatetica  quanto un  parchimetro rotto. Decidiamo di uscire comunque,   avremmo poi  deciso come  fare. Troviamo un serpentone formatosi nel   frattempo che  decidiamo  essere la coda del nostro settore e ci   posizioniamo l\u00ec.<br \/>\n<strong>Ore 18.30<\/strong>:  dopo circa un&#8217;ora di coda arriviamo   all&#8217;ingresso  che \u00e8 una porticina  larga quanto una persona. C&#8217;\u00e8 una   fortissima  compressione, il serpentone  si fa piccolo per entrare in   quella  porticina e alla fine si entra  trascinati dalla folla. Lo   strappatore  di biglietti ne controlla uno  ogni tanto. Io e mio padre lo    ignoriamo e siamo dentro. Il settore Z \u00e8  strapieno. Anche all&#8217;interno    lo stadio \u00e8 completamente in rovina. Le  gradinate in cemento sono    ovunque rotte e crepate. Siamo stipati come  bestie al macello, tanto    che il tizio francese o belga di fianco a me mi  spintona ogni volta che    si gira. Il tifo organizzato bianconero \u00e8  nell&#8217;altra curva, attorno a    noi famiglie, gruppi di signori di mezza  et\u00e0\u00a0: apparentemente i  gruppi   delle agenzie turistiche.<br \/>\n<strong>Ore 19<\/strong>:  Una comparsata delle squadre in campo ha   scatenato i  primi cori e la  prima adrenalina. Guardiamo con crescente    preoccupazione al settore  inglese che sembra in ebollizione.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/strage-heysel.jpg\" title=\"strage-heysel.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/strage-heysel.jpg\" alt=\"strage-heysel.jpg\" class=\"floatleft\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Ore 19.15<\/strong>: Parte  il primo bengala, basso, ad altezza d&#8217;uomo,    per colpire. Rimaniamo  sbigottiti, si levano proteste e fischi ma dopo    pochi secondi parte un  secondo razzo e poi un terzo e poi altri ad    intervalli regolari. Non  sembra pi\u00f9 solo la stupidit\u00e0\u00a0 di un singolo,    inizia a serpeggiare la  paura, ci si inizia a sentire come bersagli.    Passano pochi minuti e la  rete da pollaio di cui sopra viene divelta. I    primi inglesi scavalcano  ed attaccano il settore italiano, inizia la    mattanza. Come pervasi da  una foll\u00eca omicida quelli iniziano a  menare   fendenti a chi incontrano, a  raccogliere i calcinacci che si  staccano   dalle gradinate ed a lanciarle  sulla folla inerme, uno di  quei   calcinacci spacca la testa di un tizio  di fianco a mio padre che  quando   si gira vedo macchiato del sangue di  costui. La folla  arretra, si  crea  una ressa insostenibile, mi sento  comprimere il  petto. Non  capisco  dove stiamo andando ma non c&#8217;\u00e8 modo di  fare  scelte. Poi  improvvisamente  la ressa si alleggerisce, \u00e8 successo   qualcosa, non so  che cosa. Gli  inglesi sono sempre l\u00e0\u00a0 anche se pare  che  l&#8217;assalto si  sia fermato, ma  mi accorgo che qualcuno ha superato  le  transenne per  cercare salvezza  nel campo di gioco dove \u00e8 accolto  con il  manganello  da altri gendarmi  che il destino non ha dotato di  facolt\u00e0\u00a0   intellettive. Penso ci sia modo  di seguirli, urlo a mio padre  che si  pu\u00f2  scendere e scendo di qualche  gradino verso il basso. No&#8230;  Rimango   impietrito, attonito. Davanti a me  c&#8217;\u00e8 una distesa di corpi,  non ci   posso credere, non ci voglio credere.  Mentre piovono ancora   bottigliette  un ragazzo sta facendo il massaggio  cardiaco ad un   ragazza. Vorrei  piangere, vorrei urlare, vorrei fare  qualcosa ma \u00e8   dannatamente troppo  tardi. Digrigno i denti. <em>&#8220;Vorrei ammazzarli tutti quei cazzo di inglesi, ammazzarli tutti, cazzzo!!!&#8221;<\/em>.     Puoi leggere e guardare tutto ci\u00f2 che vuoi sulla guerra ma solo   quando   ci affondi dentro, solo quando vedi accanto a te dei corpi   cadere,   capisci quando \u00e8 facile reagire alla violenza con violenza,   quanto \u00e8   facile farsi trascinare nella spirale. Dalle mie spalle sento   la voce di   mio padre. <em>&#8220;C&#8217;\u00e8 l&#8217;uscita, c&#8217;\u00e8 l&#8217;uscita. E&#8217; libera&#8221;<\/em>.   Quella   porticina, da cui pochi minuti prima erano entrate le persone   che erano   l\u00ec distese, adesso \u00e8 l\u00e0\u00a0, libera, non c&#8217;\u00e8 nessun maledetto   inglese tra   noi ed essa. Urlo a mio padre: <em>&#8220;E&#8217; morta della gente. E&#8217; morta&#8221;<\/em>.     Mio padre mi trascina via, sento che qualcuno dietro di noi \u00e8 stato     ancora colpito da qualcosa. Imbocchiamo la porticina, siamo fuori.   Fuori   per\u00f2 c&#8217;\u00e8 ancora il recinto e l&#8217;uscita \u00e8 davanti al settore   inglese, ma   fortunatamente quella vecchia recinzione arrugginita \u00e8   piena di buche,   forziamo una di quelle e siamo fuori. Andando verso il   parcheggio  degli  autobus incontriamo una famiglia inglese, padre,   madre e figlio.  Ho una  rabbia folle dentro di me che non riesco a   controllare e la  faccia mi si  contrae in una smorfia che da quel   giorno accompagna tutti  i miei  momenti di grande rabbia. Il bambino mi   guarda spaventato.  Chiss\u00e0\u00a0 se  quel bambino si \u00e8 mai domandato perch\u00e9   avessi quella faccia  quel giorno&#8230;<br \/>\n<strong>Ore 20.15<\/strong>:  Siamo al parcheggio degli autobus e   cerchiamo di  capire cosa \u00e8  successo, perch\u00e9, come. Vediamo arrivare   piano piano  gli altri della  comitiva. Intanto la radio e la televisione    diffondono le prime notizie.<br \/>\n<strong>Ore 22<\/strong>: L&#8217;autobus si avvia verso Mechelen. Non ci sono tutti. Facciamo il conto di chi manca come chi conta i suoi caduti.<br \/>\n<strong>Ore 23<\/strong>:  Arriviamo in albergo. Qualcuno accende la   televisione.  Stanno giocando.  Guardo come fossero fantasmi gli eroi per   i quali  eravamo venuti fin  quass\u00f9, eravamo venuti pensando a tante   cose ma  mai alla morte. Ricordo  ancora gli occhi spiritati di Tacconi   in un  ricordo liquido come quello  di un incubo.<br \/>\n<strong>Ore 24<\/strong>: Usciamo a mangiare qualcosa.  Una signora   belga, dalla  finestra, in un ottimo italiano, ci esprime  solidariet\u00e0\u00a0.   Mi commuovo.  Solo e soltanto in quel momento mi sembra di  essere   tornato sulla  terra che conoscevo.<\/p>\n<p>In ricordo di<br \/>\n<strong>Rocco Acerra<br \/>\nBruno Balli<br \/>\nAlfons Bos<br \/>\nGiancarlo Bruschera<br \/>\nAndrea Casula<br \/>\nGiovanni Casula<br \/>\nNino Cerrullo<br \/>\nWilly Chielens<br \/>\nGiuseppina Conti<br \/>\nDirk Daenecky<br \/>\nDionisio Fabbro<br \/>\nJaques Fran\u00e0\u00a7ois<br \/>\nEugenio Gagliano<br \/>\nFrancesco Galli<br \/>\nGiancarlo Gonnelli<br \/>\nAlberto Guarini<br \/>\nGiovacchino Landini<br \/>\nRoberto Lorentini<br \/>\nBarbara Lusci<br \/>\nFranco Martelli<br \/>\nLoris Messore<br \/>\nGianni Mastrolaco<br \/>\nSergio Bastino Mazzino<br \/>\nLuciano Rocco Papaluca<br \/>\nLuigi Pidone<br \/>\nBenito Pistolato<br \/>\nPatrick Radcliffe<br \/>\nDomenico Ragazzi<br \/>\nAntonio Ragnanese<br \/>\nClaude Robert<br \/>\nMario Ronchi<br \/>\nDomenico Russo<br \/>\nTarcisio Salvi<br \/>\nGianfranco Sarto<br \/>\nAmedeo Giuseppe Spolaore<br \/>\nMario Spanu<br \/>\nTarcisio Venturin<br \/>\nJean Michel Walla<br \/>\nClaudio Zavaroni<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ultimo anno \u00e8 stato per il calcio un anno di stadi vuoti, un anno nel quale l&#8217;unico rumore percepibile nei campi da calcio erano l&#8217;impatto del pallone con gli scarpini, i fischi dell&#8217;arbitro o gli urli dei giocatori. 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