{"id":2040,"date":"2019-02-01T23:37:54","date_gmt":"2019-02-01T23:37:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=2040"},"modified":"2024-01-16T18:28:04","modified_gmt":"2024-01-16T18:28:04","slug":"baricco-e-lelite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2019\/02\/01\/baricco-e-lelite\/","title":{"rendered":"Baricco e l&#8217;\u00e9lite"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alessandro_Baricco#\/media\/File:Alessandro_Baricco.jpg\" title=\"Alessandro Baricco\"><img decoding=\"async\" width=\"250\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/800px-alessandro_baricco.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"800px-alessandro_baricco.jpg\" \/><\/a>Il dibattito pubblico \u00e8 stato vivacizzato nelle ultime settimane da un articolo di Baricco pubblicato su <a href=\"https:\/\/rep.repubblica.it\/pwa\/longform\/2019\/01\/17\/news\/alessandro_baricco_repubblica_dibattito_e_lite_popolo-216793834\/\">La Repubblica<\/a> e sul sito <a href=\"https:\/\/thecatcher.it\/elite-game-baricco-91303a9ff352ttp:\/\/\">The Catcher<\/a>. L&#8217;articolo ha suscitato molte reazioni su varie fonti di informazioni e vorrei aggiungere a questo dibattito anche il contributo di questo blog. Provo, per prima cosa, a sintetizzare l&#8217;articolo, per chi non abbia voglia di leggerlo e per provare a ripercorrerlo velocemente per meglio indirizzare i miei commenti.<br \/>\nL&#8217;idea di Baricco \u00e8 raccontare la storia degli ultimi anni legandone gli sviluppi alla crescente rivolta sociale dell'&#8221;uomo comune&#8221; contro le &#8220;\u00e9lite&#8221;. In estrema sintesi per Baricco ci\u00f2 che ha suscitato questa rivolta \u00e8 che, mentre la tecnologia facilitava l&#8217;accesso all&#8217;informazione (o almeno alla percezione di essere informati) e quindi determinava una redistribuzione del sapere (presunto), le \u00e9lite non hanno facilitato una eguale redistribuzione della ricchezza e ci siamo ritrovati ad aver a che fare con un popolo informato ma insoddisfatto delle proprie condizioni di vita. Le \u00e9lite  non hanno saputo prevenire n\u00e9 reagire a tutto ci\u00f2 e oggi si trovano spaesate e impotenti. Baricco cita infine l&#8217;Unione Europea come un esempio di un progetto delle \u00e9lite  che \u00e8 stato mandato in crisi proprio perch\u00e9 percepito come imposto dall&#8217;alto.<br \/>\nNon \u00e8 in s\u00e9 un discorso molto originale anche se \u00e8 piuttosto ben strutturato e il tono distaccato lo rende in qualche modo ascoltabile. Sarebbe un articolo interessante se l&#8217;intento fosse riprodurre la rappresentazione della situazione come il cittadino comune la vede, ma come analisi oggettiva della realt\u00e0\u00a0 \u00e8 invece abbastanza deludente. Questo perch\u00e9 tutta la rappresentazione che Baricco d\u00e0\u00a0 delle \u00e9lite  e del loro rapporto con le trasformazioni sociopolitiche in atto risente della stessa rappresentazione falsa e fuorviante che ne d\u00e0\u00a0 il populismo. Le \u00e9lite  sono rappresentate come un gruppo monolitico che prende decisioni e che, una volta prese, si ingegna su come imporle ad un &#8220;popolo&#8221; pi\u00f9 o meno passivo. Ogni rappresentazione non pu\u00f2 che essere solo una semplificazione della realt\u00e0\u00a0, ma questa lo \u00e8 troppo per risultare utile a conoscere la realt\u00e0\u00a0 stessa.<br \/>\nNel mondo reale infatti le \u00e9lite  sono tante e differenti, con differenti obiettivi, speculativi o ideali, tattici o strategici. E&#8217; vero che la competizione tra queste \u00e9lite  determina le grandi trasformazioni sociopolitiche (Bourdieu ha scritto cose interessanti in merito nel suo straordinario &#8220;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/La_distinzione._Critica_sociale_del_gusto\">La Distinzione<\/a>&#8220;), ma tale competizione non si attua nelle oscure stanze del potere, nei congressi di Bilderberg o sul <a href=\"https:\/\/www.giornalettismo.com\/archives\/40416\/il-complotto-del-britannia\">panfilo Britannia<\/a>, ma si attua con i ben noti meccanismi della politica che passano attraverso il controllo del consenso e l&#8217;appropriazione dei mezzi produttivi, informativi e coercitivi (aspetto ques&#8217;ultimo fondamentale soprattutto nelle dittature). Le \u00e9lite, nelle persone di politici, imprenditori, giornalisti, docenti universitari, eccetera, cercano di elaborare strategie, proporre visioni e orientare l&#8217;opinione pubblica a sostenerle e le svolte storiche passano attraverso questi complessi meccanismi, non tramite riunioni segrete. Non esiste quindi un&#8217;unica \u00e9lite  a cui addossare la colpa di quello che \u00e8 andato storto, ma semmai ci si pu\u00f2 lamentare che l&#8217;\u00e9lite  che ha vinto probabilmente non era quella con la proposta migliore. Tra gli anni &#8217;90 e l&#8217;inizio del terzo millennio l&#8217;\u00e9lite  che propugnava una societ\u00e0\u00a0 pi\u00f9 equa \u00e8 stata soppiantata da chi vedeva come proprio obiettivo la massimizzazione dello sviluppo economico, a prescindere dall&#8217;equit\u00e0\u00a0 sociale. E&#8217; successo sulla stampa, \u00e8 successo nelle universit\u00e0\u00a0 e di conseguenza \u00e8 successo anche nelle cabine elettorali (si veda nel grafico il colore delle maggioranze di governo nei 28 stati membri in questo periodo). Di conseguenza le societ\u00e0\u00a0 europee sono diventate, in linea con questo andamento, meno eque e portano oggi Baricco a dire che non c&#8217;\u00e8 stata ridistribuzione della ricchezza. Possiamo chiederci come mai le \u00e9lite  egualitarie hanno perso ed \u00e8 sicuramente un bell&#8217;esercizio ma \u00e8 fuorviante puntare il dito contro le \u00e9lite  come elemento di sistema.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/flashes\/vignetta-new-yorker-populismo\/\" title=\"Populism according to Will McPhail\"><img decoding=\"async\" width=\"350\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/populism.jpg\" alt=\"populism.jpg\" class=\"floatleft\" \/><\/a>Non dimenticherei poi che quella parte della nostra societ\u00e0\u00a0 che non \u00e8 \u00e9lite  e che Baricco chiama &#8220;gente&#8221; non \u00e8 stato in questi anni solo un soggetto passivo e non lo \u00e8 in ogni caso, almeno in democrazia. Una buona parte di quella &#8220;gente&#8221; \u00e8 rappresentata da coloro che hanno votato liberamente per soggetti politici che si proponevano di rendere la societ\u00e0\u00a0 pi\u00f9 ineguale e che ci sono riusciti.\u00c2\u00a0 Non lo hanno fatto consapevolmente e probabilmente sono tuttora inconsapevoli della parte che hanno avuto in tutto ci\u00f2, ma, con tutti gli alibi che si possono fornire alla &#8220;gente&#8221;, \u00e8 fuorviante descriverla come un soggetto passivo in questo processo.<br \/>\nParliamo poi dell&#8217;Unione Europea. L&#8217;Unione Europea \u00e8 nata in realt\u00e0\u00a0 dalla convergenza di intenti tra un&#8217;\u00e9lite  intellettuale che vedeva nel superamento dei confini la possibilit\u00e0\u00a0 di scongiurare nuovi conflitti in Europa e di un&#8217;\u00e9lite  economico-finanziario che vedeva nel superamento dei confini la possibilit\u00e0\u00a0 di fare business. C&#8217;erano probabilmente altre \u00e9lite  che erano contrarie ma in una prima fase non avevano troppo peso, anche perch\u00e9 non vedevano l&#8217;Europa come un pericolo. Quando negli anni &#8217;90 la maggior parte dei paesi europei hanno visto scemare quell&#8217;afflato ideale, anche perch\u00e9 governati per lo pi\u00f9 da governi conservatori, una parte delle \u00e9lite  politiche che vedevano con preoccupazione la transizione di potere verso una democrazia europea, che temevano di non poter padroneggiare come prima, hanno cominciato a guadagnare potere ed influenza ed hanno iniziato a raccontare l&#8217;Unione Europea come qualcosa di lontano e poco comprensibile. La questione linguistica e il gap culturale hanno contribuito ma l&#8217;andamento economico ha dato il contributo pi\u00f9 determinante. Non \u00e8 certo un caso se il nostro paese, un tempo re dell&#8217;europeismo \u00e8 diventato tra i pi\u00f9 euroscettici, mentre paesi come la Spagna o il Portogallo, che hanno avuto performance economiche ben migliori delle nostre nell&#8217;ultimo decennio, sono tra i pi\u00f9 eurofili. Quindi, anche qui, non c&#8217;\u00e8 stata un&#8217;\u00e9lite  che ha elaborato male il suo progetto, ma tra le varie \u00e9lite, ha vinto quella a cui andava bene un&#8217;Europa dell&#8217;economia e della finanza ma non necessariamente della politica, quindi non dei cittadini. Quei cittadini che comunque si sono avvantaggiati della presenza dell&#8217;Europa dell&#8217;economia e della finanza, come contraltare alle altre potenze mondiali ma che non hanno percepito questo vantaggio: sia perch\u00e9 la maggior parte dei vantaggi andavano ad una minoranza di cittadini, sia perch\u00e9 era pi\u00f9 forte il messaggio che gli arrivava dalle \u00e9lite  locali che ne sottolineavano i lati negativi.<br \/>\nCi\u00f2 su cui mi sento di concordare con Baricco \u00e8 l&#8217;importanza che ha avuto la tecnologia. Al cittadino comune la mole di informazione che Internet ha garantito ha dato la percezione di contare pi\u00f9 di prima ed \u00e8 diventata meno accettabile la subalternit\u00e0\u00a0 nella quale la vecchia struttura sociale lo teneva. Sono cos\u00ec tramontati definitivamente i mezzi di intermediazione tradizionali tra \u00e9lite  e cittadini comuni (partiti, organizzazioni sindacali, chiesa, fonti di informazione tradizionali) ma a quel punto il cittadino comune ha cominciato a sentire un&#8217;eccessiva distanza rispetto ad una politica che non capiva e la necessit\u00e0\u00a0 di sentirsi raccontato il mondo in un mondo diverso rispetto a prima. La crisi ha fatto il resto dando l&#8217;idea che quella politica, cos\u00ec incomprensibile, fosse anche inefficiente. Questo ha reso sempre pi\u00f9 pagante un modo di fare politica totalmente prono alla comunicazione e altrettanto privo di un progetto, in un&#8217;ottica molto simile a quella commerciale. Non a caso le campagne elettorali recenti sono concentrate su pochi slogan di immediata comprensione e le questioni di fondo, come redistribuzione delle risorse, welfare e crescita economica, rimangono sullo sfondo.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.cartoonstock.com\/directory\/r\/rich_and_poor.asp\" title=\"The rich and the poort by Marc Baldwin\"><img decoding=\"async\" width=\"250\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/social-issues.jpg\" alt=\"social-issues.jpg\" class=\"floatright\" \/><\/a>Condivido la conclusione di Baricco sul fatto che da questa situazione si esce studiando, approfondendo e informando. Per poter informare per\u00f2 \u00e8 necessario non piegarsi a rappresentazioni fasulle, per quanto forse maggioritarie oggi, della realt\u00e0\u00a0, che purtroppo \u00e8 quello che fa Baricco. E&#8217; necessario che quella parte della nostra societ\u00e0\u00a0 (che sia \u00e9lite  o non \u00e9lite) che prima ha sostenuto la padella delle forze iperliberiste, e poi ha deciso di saltare nella brace del populismo si rassegni al fatto che la forza di una societ\u00e0\u00a0 liberaldemocratica \u00e8 la percezione della stragrande maggioranza dei cittadini di far parte della stessa macchina che funziona e che distribuisce a tutti benessere. Quando troppe persone hanno l&#8217;impressione di ricevere solo le briciole quella societ\u00e0\u00a0 si lacera e la macchina smette di funzionare che \u00e8 esattamente quello che sta succedendo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dibattito pubblico \u00e8 stato vivacizzato nelle ultime settimane da un articolo di Baricco pubblicato su La Repubblica e sul sito The Catcher. 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