{"id":1960,"date":"2016-08-01T16:48:38","date_gmt":"2016-08-01T14:48:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1960"},"modified":"2016-08-01T16:49:15","modified_gmt":"2016-08-01T14:49:15","slug":"una-squallida-storia-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2016\/08\/01\/una-squallida-storia-italiana\/","title":{"rendered":"Un&#8217;assurda storia italiana"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/salone_libro_torino.jpg\" title=\"Salone del Libro Torino\" style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/salone_libro_torino.jpg\" alt=\"salone_libro_torino.jpg\" width=\"350\" class=\"floatright\" \/><\/a>Immaginatevi cosa pensereste se scopriste che in un&#8217;altra citt\u00e0\u00a0 francese che non sia Cannes, che so, Tolone, hanno deciso di organizzare un Festival del Cinema in concorrenza con il celeberrimo rivale, cos\u00ec, tanto per fare un dispetto ai connazionali. Pensereste probabilmente che sono dei pazzi, che hanno del tempo e dei soldi da sprecare. Invece in Italia simili foll\u00ece sono talmente all&#8217;ordine del giorno che non ci facciamo pi\u00f9 caso, come nella circostanza del delirante progetto di istituire un Salone del Libro a Milano concorrente del quasi trentennale Salone di Torino. \u00c2\u00a0Detto cos\u00ec sembra folle in effetti: tra l&#8217;altro il Salone del Libro di Torino gode apparentemente di buona salute in un contesto, quello editoriale, al contrario tutt&#8217;altro che in grande spolvero. E&#8217; vero che \u00e8 in corso\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/torino.repubblica.it\/cronaca\/2016\/07\/12\/news\/salone_del_libro_di_torino_quattroi_arresti_per_turbativa_d_asta-143898187\/\">un&#8217;inchiesta giudiziaria per turbativa d&#8217;asta<\/a>\u00c2\u00a0che ha colpito i vertici della Fondazione che governa il Salone; ed \u00e8 vero che qualche altra polemica sui\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2015\/10\/06\/salone-del-libro-di-torino-gonfiati-i-dati-sugli-ingressi-degli-ultimi-tre-anni\/2100401\/\">dati di affluenza gonfiati<\/a>\u00c2\u00a0aveva avvelenato l&#8217;organizzazione, ma alla recente edizione di Maggio la presenza dei visitatori era stata, come sempre, pi\u00f9 che abbondante, anzi\u00c2\u00a0<a href=\"https:\/\/letteratitudinenews.wordpress.com\/2016\/05\/17\/salone-del-libro-di-torino-2016-numeri-dati-risultati\/\">in crescita rispetto agli anni passati<\/a>\u00c2\u00a0(considerando i dati non gonfiati), confermando il Salone di Torino\u00c2\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Salone_internazionale_del_libro\">il secondo in Europa per numero di espositori<\/a>\u00c2\u00a0e il terzo per affluenza, dopo il\u00c2\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Salone_del_libro_di_Parigi\">Salon du Livre di Parigi<\/a>\u00c2\u00a0e il\u00c2\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fiera_del_libro_di_Francoforte\">Buchmesse di Francoforte<\/a>. Eppure pare che l&#8217;associazione italiana editori (AIE), nella persona del suo presidente\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.aie.it\/Chisiamo\/Gliorganiassociativi\/Presidente.aspx\">Federico Motta<\/a>\u00c2\u00a0abbia idee ben chiare in merito, e infatti\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/cultura\/2016\/07\/27\/ansa-salone-libro-editori-lasciano-torino-e-vanno-a-milano_de09399e-0159-4fa5-be0d-f23a0db5332f.html\">ha messo recentemente ai voti<\/a>\u00c2\u00a0la decisione di organizzare il nuovo Salone MiBook a Milano, decisione che pare in realt\u00e0\u00a0 fosse in attesa da mesi dell&#8217;esito delle elezioni per comunicarlo (mah&#8230;.).<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/federicomotta.jpg\" title=\"Federico Motta\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/federicomotta.jpg\" alt=\"federicomotta.jpg\" class=\"floatleft\" width=\"250\" \/><\/a>Ho provato a chiedermi quali possano essere le ragioni di un&#8217;azione apparentemente tanto scriteriata. Sono andato alla ricerca di tali ragioni nelle fonti ufficiali, cominciando proprio da Federico Motta che pare il grande sponsor del nuovo Salone. Costui\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/torino.repubblica.it\/cronaca\/2016\/07\/15\/news\/salone_del_libro_motta_da_milano_capacita_di_capire_il_progetto_-144179007\/\">parla a ruota libera<\/a>\u00c2\u00a0<span style=\"line-height: 20.8px; font-size: 1em\">di un progetto ma non spiega in cosa consista questo progetto e perch\u00e9 il Salone del Libro di Torino non possa realizzarlo. Pi\u00f9 dettagliata la\u00c2\u00a0<\/span><a href=\"http:\/\/torino.repubblica.it\/cronaca\/2016\/07\/27\/news\/salone_il_giorno_della_conta_tra_i_signori_dei_libri-144888544\/#pt0-644501\">nota di Feltrinelli<\/a><span style=\"line-height: 20.8px; font-size: 1em\">\u00c2\u00a0(che pare per\u00f2 fosse tra i pi\u00f9 restii) che suona tuttavia come una lunga supercazzola. La nota comincia ancora con un riferimento ad un&#8217;assenza di progetto, senza specificare di che progetto si tratta: <em>&#8220;E&#8217;\u00c2\u00a0<\/em><\/span><em>innegabile che il Salone di Torino \u00e8 stato gestito in modo inadeguato senza una pianificazione che lo facesse crescere ma nemmeno senza la cura che consentisse all&#8217;intero comparto di sentirsi parte di un progetto.&#8221;<\/em> e poi prosegue con cose che non si \u00c2\u00a0possono sentire come: <em>&#8220;Milano, dal canto suo, ha dimostrato di saper &#8220;fare le cose&#8221;, con Expo e il Salone\/Fuorisalone del mobile&#8221;<\/em>. Ora, di per s\u00e9 stabilire che a Milano &#8220;sappiano fare le cose&#8221; citando un solo un paio di eventi mi pare ridicolo, citare l&#8217;Expo come un esempio organizzativo mi pare poi patetico. All&#8217;Expo ci sono stato l&#8217;anno scorso tre volte e ho apprezzato il lavoro splendido che \u00e8 stato fatto nel progetto e nella realizzazione artistica di alcuni stand e di altre attrazioni, ma ho trovato l&#8217;organizzazione dell&#8217;Expo quanto di pi\u00f9 dilettantesco si possa immaginare, che si faccia fare nel 2015 tre ore di coda sotto il sole fuori da uno stand, quando ci sono mille sistemi di prenotazione piuttosto semplici e ampiamente collaudati, \u00e8 qualcosa al quale posso credere solo perch\u00e9 ne ho avuto testimonianza diretta. A modello di organizzazione perfetta di un grande evento, di nuovo non per motivazioni territoriali ma per testimonianza diretta, ho trovato semmai l&#8217;ostensione della Sindone, pur con diverse dimensioni.<br \/>\nTornando per\u00f2 alle motivazioni dell&#8217;istituzione del Salone milanese, tirando le somme, sembra che delle motivazioni ufficiali concrete non ci siano proprio, tra l&#8217;altro le previsioni pi\u00f9 ottimistiche\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/torino.repubblica.it\/cronaca\/2016\/07\/25\/news\/stand_a_costi_dimezzati_e_un_contributo_per_l_aie_le_carte_di_torino_per_convincere_gli_editori-144762231\/\">parlano di un&#8217;affluenza di circa 90.000 visitatori<\/a>, quindi molti di meno che a Torino. Le motivazioni reali, anche se non ufficiali, sono probabilmente, come\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilpost.it\/2016\/07\/15\/salone-libro-torino-aie-milano\/\">suggerisce Il Post,<\/a>\u00c2\u00a0da trovarsi in una di quelle guerre tra bande, triste consuetudine dell&#8217;imprenditoria nazionale, confermata dalla\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/torino.repubblica.it\/cronaca\/2016\/07\/28\/news\/salone_del_libro_dieci_editori_lasciano_l_aie_cattiva_gestione_non_ci_rappresentate_piu_-144983853\/\">scissione nell&#8217;AIE<\/a>\u00c2\u00a0che il tutto ha determinato. Il Salone del Libro di Torino era gestito infatti da una Fondazione, ente terzo che mediava tra esigenze dei grandi e piccoli editori, il nuovo Salone di Milano sar\u00e0\u00a0 gestito direttamente dall&#8217;AIE, associazione nella quale le grandi casi editrici sono sovrarappresentate e che potr\u00e0\u00a0 quindi schiacciare sotto il suo peso economico i piccoli editori.<br \/>\nUn&#8217;altra motivazione spesso citata \u00e8 quella territoriale, ovvero il fatto che la maggior parte delle grandi case editrici hanno sede a Milano, tra cui\u00c2\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Federico_Motta_Editore\">quella<\/a>\u00c2\u00a0fondata appunto dalla famiglia Motta (sorta alla cronache anni fa per\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.adiconsumverona.it\/agcm-condannata-la-federico-motta-editore-per-pratica-commerciale-ingannevole\">una questione giudiziaria<\/a>) e si ritiene che questo le abbia spinte ad avvicinare a s\u00e9 il Salone. E&#8217; un&#8217;ipotesi che \u00e8 confermata dal fatto che la case editrici che si sono opposte (Einaudi, Lindau, Nottetempo, Fazi) hanno sede a Torino o in altre citt\u00e0\u00a0. Parrebbe surreale che nel 2016 i centoventicinque chilometri che separano Milano da Torino elemento significativo in una decisione tanto devastante, ma il provincialismo che affligge l&#8217;imprenditoria italiana \u00e8 tale da non poter escludere nemmeno che la decisione sia motivata dal voler avere il Salone a portata di mano.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/dario_franceschini.jpg\" title=\"Dario Franceschini - Ministro dei Beni e delle Attivit\u00e0\u00a0 culturali\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/dario_franceschini.jpg\" width=\"200\" class=\"floatright\" alt=\"dario_franceschini.jpg\" \/><\/a>In tutto questo il grande assente \u00e8, come spesso accade, il Governo. Le dichiarazioni ufficiali sono\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/12alle12.it\/roma-salone-libro-franceschini-ci-condizioni-rilancio-221471\">poche e scarne<\/a>\u00c2\u00a0e certamente\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/ilmanifesto.info\/la-controcopertina-della-scelta-milanese\/\">non tali da indirizzare la vicenda<\/a>. E invece ci si aspetterebbe qualcosa di diverso, non solo perch\u00e9 si sta mettendo in crisi un&#8217;eccellenza italiana, ma anche perch\u00e9 il Salone di Torino era un&#8217;iniziativa culturale organizzata da una Fondazione legata al Ministero della Cultura. Nel nuovo Salone di Milano sembra non sia previsto invece un controllo pubblico con il prevedibile effetto di ridurne la veste culturale ed incrementarne quella commerciale, peraltro quella meno interessante tutto sommato. L&#8217;idea di fare del Salone una grande libreria con ingresso a pagamento mi parrebbe probabilmente destinata al fallimento e certamente sarebbe un danno culturale per il paese, di cui per\u00f2, in questo caso, il nostro Premier, che blatera spesso di cultura, sembra non preoccuparsi.<br \/>\nAlla fine pare proprio che le uniche vittime di questa assurda vicenda siamo noi lettori, non tanto in quanto lettori torinesi che dovranno farsi un&#8217;ora e mezza di auto (pi\u00f9 consuete code milanesi) per raggiungere il Salone, ma noi lettori in generale che avremo, secondo le ultime notizie, due Saloni, uno delle piccole case editrici a Torino e uno dei grandi a Milano, con il risultato di avere un quadro incompleto e frammentario. Se questo \u00e8 quello che la maggioranza degli editori italiani hanno\u00c2\u00a0<span style=\"line-height: 20.8px; font-size: 1em\">acutamente<\/span><span style=\"line-height: 20.8px; font-size: 1em\">\u00c2\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">pensato per rilanciare un settore in difficolt\u00e0\u00a0, credo che si capisca anche bene perch\u00e9 \u00e8 in difficolt\u00e0\u00a0.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Immaginatevi cosa pensereste se scopriste che in un&#8217;altra citt\u00e0\u00a0 francese che non sia Cannes, che so, Tolone, hanno deciso di organizzare un Festival del Cinema in concorrenza con il celeberrimo rivale, cos\u00ec, tanto per fare un dispetto ai connazionali. Pensereste probabilmente che sono dei pazzi, che hanno del tempo e dei soldi da sprecare. 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