{"id":1947,"date":"2016-06-19T01:18:49","date_gmt":"2016-06-19T01:18:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1947"},"modified":"2024-01-16T18:32:07","modified_gmt":"2024-01-16T18:32:07","slug":"refendum-brexit-ovvero-la-fine-dellambiguita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2016\/06\/19\/refendum-brexit-ovvero-la-fine-dellambiguita\/","title":{"rendered":"Refendum Brexit ovvero la fine dell&#8217;ambiguit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/cameron.jpg\" title=\"Cameron in difficolt\u00e0\u00a0\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/cameron.jpg\" width=\"250\" class=\"floatright\" alt=\"cameron.jpg\" \/><\/a>Mancano pochi giorni alla fatidica data nella quale la Gran Bretagna sar\u00e0\u00a0 chiamata a decidere sulla sua adesione all&#8217;Unione Europea. E&#8217; un referendum che sta avendo un eco mondiale perch\u00e9, per la prima volta, l&#8217;Unione Europea, uno degli attori centrali dello scacchiere mondiale, potrebbe perdere un aderente anzich\u00e9 aumentarli e certamente non \u00e8 un aderente di secondo piano ma una delle pi\u00f9 solide economie al mondo. Questa sua posizione ha scatenato molte preoccupazioni proprio perch\u00e9 il Regno Unito deve alla propria tradizionale stabilit\u00e0\u00a0 e affidabilit\u00e0\u00a0 una parte importante della forza del suo sistema economico\u00c2\u00a0e, al di l\u00e0\u00a0 del merito, l&#8217;uscita dall&#8217;Unione Europea \u00e8 giudicata da molti un &#8220;colpo di testa&#8221; alieno alla tradizione britannica. In pi\u00f9 la posizione fortemente europeista dell&#8217;indipendentismo scozzese rischia di creare, in caso di vittoria del fronte &#8220;Brexit&#8221;, una spaccatura per la quale gli indipendentisti\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2016-06-16\/salmond-snp-no-brexit-scozia-pronta-referendum-restare-ue-083452.shtml?uuid=ADkjh5c\">hanno gi\u00e0\u00a0 annunciato<\/a>\u00c2\u00a0che chiederanno un nuovo referendum secessionista che, a questo punto, rischia di avere un esito molto diverso dal precedente.\u00c2\u00a0Il dibattito politico in Regno Unito sul tema \u00e8 comprensibilmente\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.dailymail.co.uk\/news\/article-3600472\/Question-Time-viewers-stunned-left-wing-ex-BBC-journalist-launches-appalling-attack-Boris-Johnson-crazed-right-wing-Conservatives-Brexit.html\">piuttosto acceso<\/a>. Da un lato si ritrovano gli stessi luoghi comuni sull&#8217;Europa che riscuotono una certa popolarit\u00e0\u00a0 anche da noi, dall&#8217;altro le analisi, anche delle fonti <a href=\"https:\/\/next.ft.com\/content\/70d0bfd8-d1b3-11e5-831d-09f7778e7377#axzz4AkS5ggrM\">meno europeiste<\/a>, dipingono per l&#8217;eventuale uscita <a href=\"https:\/\/www.forexinfo.it\/Brexit-cosa-succede-se-il-Regno\">scenari foschi<\/a> che non mancano di turbare i sonni e innervosire chi \u00e8 consapevole dei rischi che il paese corre. Come \u00e8 possibile per\u00f2 che si sia arrivati a questo? Perch\u00e9 una delle pi\u00f9 grandi economie del mondo sta per andare incontro a quello che molti considerano un atto di autolesionismo di massa senza precedenti nella storia della democrazia?<br \/>\nCominciamo dal chiederci che cosa l&#8217;Unione Europea rappresenti davvero. E&#8217; solo un accordo tra Stati o \u00e8 qualcosa di pi\u00f9? Forse dopo la Seconda Guerra Mondiale poteva rappresentare un accordo di libero scambio tra Stati assecondato dalle ambizioni di alcuni sognatori. Oggi \u00e8 qualcosa di diverso perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una fetta rilevante della popolazione degli stati che ne fanno parte che si ritiene cittadino pi\u00f9 dell&#8217;Europa che del proprio paese. Sono le persone che per motivi professionali, o magari anche personali, hanno contatti continui con gli altri paesi europei e considerano una seccatura, ben pi\u00f9 di una specificit\u00e0\u00a0 di cui andar fiero, l&#8217;idea che in Italia e in Francia o Germania ci siano regole diverse, prassi diverse, diverse prese di corrente o unit\u00e0\u00a0 di misura. Sono la generazione che ha fatto l&#8217;Erasmus, che lavora o ha avuto esperienze di lavoro in altri paesi dell&#8217;Unione, che magari tuttora attraversa con assiduit\u00e0\u00a0 quei confini che qualcuno vorrebbe trasformare in barriere. Non \u00e8 un caso se\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.theguardian.com\/politics\/2016\/apr\/02\/eu-referendum-young-voters-brexit-leave\">tra i giovani i favorevoli alla Brexit sono una chiara minoranza<\/a>. Per questa generazione la possibilit\u00e0\u00a0 che l&#8217;Europa si unifichi sotto un unico governo, abbia una politica estera, fiscale e sociale comune, non solo non preoccupa, ma \u00e8 semmai auspicabile.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/brexit3.jpg\" title=\"Conflitto di generazioni sulla Brexit\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/brexit3.jpg\" alt=\"brexit3.jpg\" width=\"300\" class=\"floatleft\" \/><\/a>Siccome\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cafebabel.it\/politica\/articolo\/brexit-viaggio-nella-citta-piu-euroscettica-del-regno-unito.html\">questa generazione<\/a>\u00c2\u00a0rappresenta una componente trainante dei rispettivi paesi non \u00e8 strano che la politica abbia a lungo assecondato le esigenze di costoro anche a dispetto dei mugugni di chi trovava inaccettabile mescolarsi con popoli contro i quali si erano combattute nel passato guerre senza quartiere. Poi qualcosa ha cominciato ad andare storto in un meccanismo socio-economico che nel passato aveva garantito benessere e non \u00e8 stato difficile\u00c2\u00a0per alcuni\u00c2\u00a0attribuirlo empiricamente alla novit\u00e0\u00a0 della crescente presenza e influenza dell&#8217;Unione Europea. Magari la crisi ha in realt\u00e0\u00a0 altre cause ma per trarre questa conclusione bisogna avere gli strumenti culturali e analitici per farlo e non a caso nel Regno Unito\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.telegraph.co.uk\/news\/2016\/03\/21\/eu-referendum-who-in-britain-wants-to-leave-and-who-wants-to-rem\/\">le persone con pi\u00f9 alta scolarizzazione sono contrarie alla Brexit<\/a>. In tutta Europa per\u00f2 ci sono molte persone che, abbeveratisi per decenni alla fonte della retorica patriottico-nazionalista, hanno conservato sempre grossi dubbi di fondo sulla opportunit\u00e0\u00a0 di delegare un qualunque potere a persone di diversa nazionalit\u00e0\u00a0 e quando la crisi \u00e8 esplosa l&#8217;hanno attribuita all&#8217;Europa con la stessa razionalit\u00e0\u00a0 con la quale immancabilmente il tifoso di calcio attribuisce la sconfitta all&#8217;arbitro.<br \/>\nBisogna capirsi sul concetto di nazionalismo perch\u00e9 siamo soliti associare l&#8217;idea di nazionalismo a quella estrema delle dittature nazifasciste o, per eredit\u00e0\u00a0, a movimenti di estrema destra, ma in realt\u00e0\u00a0 a ben guardare questa \u00e8 solo la manifestazione estrema di quella pi\u00f9 moderata espressione di forte appartenenza nazionale e di valorizzazione del proprio status di nazione che, per connotarlo in modo positivo, definiamo patriottismo (la differenza di connotazione \u00e8 pi\u00f9 che altro legata ai due periodi, il glorioso periodo risorgimentale e l&#8217;oscuro periodo della prima met\u00e0\u00a0 del ventesimo secolo). Ogni volta che ci sentiamo dire che l&#8217;Italia \u00e8 bella, \u00e8 un paese meraviglioso, che bisogna essere orgogliosi di essere italiani c&#8217;\u00e8 qualcosa dentro di noi che rafforza l&#8217;idea che, come italiani, siamo migliori di chi non lo \u00e8.\u00c2\u00a0Perfino quando ci mettiamo davanti alla televisione a tifare per la Nazionale di calcio manifestiamo un nazionalismo, ludico certo, ma sempre nazionalismo \u00e8. C&#8217;\u00e8 chi ha la capacit\u00e0\u00a0 di gestire la dissonanza cognitiva che si crea laddove qualcuno ci dica che, nonostante tutto ci\u00f2, \u00e8 meglio essere governati da Juncker piuttosto che da Renzi; c&#8217;\u00e8 chi non ce l&#8217;ha.<br \/>\nIn Regno Unito, pi\u00f9 che altrove, questa ambiguit\u00e0\u00a0 \u00e8 stata conservata gelosamente dall&#8217;establishment. Un paese, sotto certi aspetti cosmopolita come pochi, ha trovato\u00c2\u00a0per\u00f2\u00c2\u00a0la sua unit\u00e0\u00a0 proprio in un esasperato nazionalismo, una contrapposizione tra noi (sull&#8217;isola) e gli altri (sul continente) senza la quale il Regno Unito sarebbe probabilmente andato in pezzi da molto tempo, viste le storiche differenze interne che lo caratterizzano. Ma il Regno Unito \u00e8 anche un paese che ha fatto della sua specificit\u00e0\u00a0 culturale, come economica e sociale, la sua ragione di successo o almeno molti ritengono sia cos\u00ec. Per questo, da quando \u00e8 iniziato il processo di unificazione europea, il Regno Unito ha seguito tale processo in maniera passiva se non addirittura ostativa, in una pertinace volont\u00e0\u00a0 di autonomia sempre contrastata della consapevolezza dei rischi di un eccessivo isolamento. E cos\u00ec il Regno Unito ha tenacemente esercitato un ruolo da freno del processo di integrazione continuando a concepire l&#8217;Unione Europea come un luogo dove portare e difendere le proprie istanze nazionali ma a cui delegare meno poteri possibili. Per sostenere questa posizione che, nella sua evidente ambiguit\u00e0\u00a0, ha sempre fatto molto comodo, l&#8217;establishment britannico non ha mai mancato di trasmettere all&#8217;opinione pubblica un\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.telegraph.co.uk\/news\/worldnews\/europe\/eu\/10823040\/EU-elections-2014-What-has-the-European-Union-done-for-us.html\" style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">diffuso scetticismo<\/a>\u00c2\u00a0sull&#8217;Unione Europea, le sue istituzioni, il successo e l&#8217;utilit\u00e0\u00a0 del suo operato. Neanche un anno fa il Primo Ministro inglese Cameron, sostenuto da gran parte della stampa inglese, aveva condotto una\u00c2\u00a0<a href=\"https:\/\/next.ft.com\/content\/c6168638-fe17-11e3-b4f1-00144feab7de\" style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">insensata battaglia<\/a>\u00c2\u00a0perch\u00e9 fosse disatteso il voto delle elezioni europee e il Trattato di Lisbona e fosse scelto un Presidente di Commissione diverso da quello indicato agli elettori. La gran parte della stampa inglese,\u00c2\u00a0<a href=\"https:\/\/next.ft.com\/content\/d6cc46ac-fbb0-11e3-9a03-00144feab7de\" style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">Financial Times in testa<\/a>, sostenne Cameron sospingendolo verso una sconfitta sua e del paese che fin\u00ec per indebolirne la capacit\u00e0\u00a0 contrattuale. Fu tutto allora un fiorire di accuse all&#8217;Unione Europea basate su luoghi comuni tipici anche dell&#8217;anti-europeismo di casa nostra. Prima di allora, nel 2013, in fase di campagna elettorale, Cameron\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.rte.ie\/news\/2013\/0123\/364037-david-cameron-eu\/\">si era impegnato<\/a>\u00c2\u00a0ad organizzare, in caso di vittoria, il referendum Brexit, convinto forse che i no all&#8217;Unione Europea sarebbero stati una minoranza e il fatto di averlo verificato con un referendum avrebbe placato i sostenitori dell&#8217;uscita. Cameron \u00e8 poi\u00c2\u00a0<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/UK_renegotiation_of_EU_membership,_2016\">andato con il cappello in mano<\/a>\u00c2\u00a0a Bruxelles a implorare qualche concessione in pi\u00f9 in cambio del suo posizionamento anti-Brexit, ottenendo briciole che ha spacciato per una grande vittoria, in nome della quale si \u00e8 improvvisamente dichiarato a favore del &#8220;Remain&#8221;. La stessa improvvisa conversione \u00e8 stata compiuta all&#8217;unisono dalla stampa britannica. Il Financial Times di cui sopra, feroce antieuropeista da sempre, ha scoperto improvvisamente che\u00c2\u00a0<a href=\"https:\/\/next.ft.com\/content\/3748166e-3151-11e6-ad39-3fee5ffe5b5b\" style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">forse \u00e8 meglio rimanere<\/a>, anzi sarebbe una sciagura andarsene. Il problema \u00e8 che l&#8217;opinione pubblica britannica \u00e8 come un bambino a cui per anni hanno detto che Babbo Natale esiste, hai voglia in poche settimane a spiegargli che non esiste e non \u00e8 mai esistito. Il fronte degli euroscettici \u00e8 diventato un fiume in piena e i goffi sforzi di chi ha creato la piena per ricondurla negli argini appare tardivo e forse inutile.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/uk-in-eu.jpg\" title=\"Regno Unito e Unione Europea\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/uk-in-eu.jpg\" class=\"floatright\" width=\"300\" alt=\"uk-in-eu.jpg\" \/><\/a>Da un lato \u00e8 difficile pensare ad un Unione Europea senza Regno Unito, per contro \u00e8 difficile pensare che un Unione Europea con questo Regno Unito possa intraprendere un cammino necessario a farne un soggetto che abbia un ruolo politico e che possa riportare il cittadino europeo al centro delle sue decisioni. Non possiamo non dimenticarci che se il processo di democratizzazione dell&#8217;Europa ha fatto solo piccoli passetti avanti in questi decenni buona parte della colpa \u00e8 attribuibile alla\u00c2\u00a0<a href=\"https:\/\/next.ft.com\/content\/663ab6b6-3da2-11e3-9928-00144feab7de\" style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">riluttanza<\/a>\u00c2\u00a0del Regno Unito ad accettare qualunque decisione che desse potere e centralit\u00e0\u00a0 politica al Parlamento e alle istituzioni europee. Da sempre sostengo esattamente il contrario di quanto sostenuto dalle \u00e9lite britanniche, ovvero che l&#8217;Unione Europea ha senso in quanto prospettiva di unificazione politica e culturale del continente, altrimenti un sistema economico e finanziario comune senza un controllo politico e senza un&#8217;identit\u00e0\u00a0 culturale comune, diventa solo una fonte di instabilit\u00e0\u00a0 politica ed economica, un&#8217;istituzione fragile e quindi in grado di andare abbastanza facilmente fuori controllo in crisi come quella che l&#8217;ha investita in questi anni. Questo significa che se il rischio corso convincer\u00e0\u00a0 i britannici a superare la propria ostilit\u00e0\u00a0 verso il resto del continente ed a cambiare rotta e approccio verso la prospettiva europea, allora c&#8217;\u00e8 da augurarsi convintamente che vinca il &#8220;Remain&#8221; e che da domani finalmente il Regno Unito salga a bordo di un progetto di integrazione politica. Se invece una vittoria del Remain dovesse finire per perpetuare il piede in due staffe britannico, allora forse \u00e8 meglio (per noi che rimaniamo, non certo per i britannici) che vincano i &#8220;Leave&#8221; e che l&#8217;Europa si alleggerisca del peso britannico in vista del suo lungo e arduo cammino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mancano pochi giorni alla fatidica data nella quale la Gran Bretagna sar\u00e0\u00a0 chiamata a decidere sulla sua adesione all&#8217;Unione Europea. 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