{"id":1870,"date":"2015-09-09T08:24:27","date_gmt":"2015-09-09T06:24:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1870"},"modified":"2015-09-09T22:18:40","modified_gmt":"2015-09-09T20:18:40","slug":"cosa-cambia-una-foto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2015\/09\/09\/cosa-cambia-una-foto\/","title":{"rendered":"Pu\u00c3\u00b2 una foto cambiare la storia?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/aylan-e-il-suo-fratellino.jpg\" style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\" title=\"Aylan e il suo fratellino Galip\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/aylan-e-il-suo-fratellino.jpg\" alt=\"aylan-e-il-suo-fratellino.jpg\" width=\"250\" class=\"floatright\" \/><\/a>Come molti anch&#8217;io mi sono commosso di fronte alla fotografia del corpo del\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilpost.it\/2015\/09\/03\/bambino-siriano-morto-spiaggia-turchia\/\">bimbo Aylan<\/a>\u00c2\u00a0steso sulla spiaggia, anche a me \u00e8 venuto un groppo in gola sentendo la disperazione del suo Pap\u00e0\u00a0 che non \u00e8 riuscito a sottrarlo a questo atroce destino. Tutti noi abbiamo una sfera emotiva, abbiamo una sensibilit\u00e0\u00a0 che ci rende impossibile vedere queste scene senza dire a noi stessi: &#8220;Facciamo qualcosa&#8221;. Se i giornali italiani di estrema destra sono usciti, la mattina dopo che la foto era stata diffusa, con prime pagine deliranti (o meglio, ancora pi\u00f9 deliranti del solito) \u00e8 perch\u00e9 anche nella sensibilit\u00e0\u00a0 di molti dei loro lettori quelle immagini hanno lasciato un segno, un segno che ovviamente nella visione dei direttori di quei giornali va subito estirpato. Certo, il mio emisfero sinistro lavora e mi ricorda che di bambini in quei barconi ce ne sono tanti e tantissimi non arrivano dall&#8217;altra parte del mare, che \u00e8 solo un caso che il corpo di quel bambino sia arrivato a riva (quello del suo fratellino invece \u00e8 rimasto in mare) e sia stato fotografato, altrimenti sarebbe andato solo ad aggiornare le statistiche tragiche che leggiamo ogni giorno nel triste bilancio delle vittime dell&#8217;emigrazione. Ma allora perch\u00e9 tanti in questi giorni suggeriscono che quella foto potrebbe cambiare, o ha gi\u00e0\u00a0 cambiato, la visione che le opinioni pubbliche europee hanno dell&#8217;immigrazione? Ha forse cambiato qualcosa in quello che sappiamo sull&#8217;immigrazione? Assolutamente no. Anche le fonti di informazione pi\u00f9 xenofobe non possono nascondere che ogni giorno ai confini d&#8217;Europa le persone che perdono la vita per fuggire dalla guerra sono tantissime e molti di loro sono bambini.<br \/>\nE allora perch\u00e9 quella foto dovrebbe cambiare alcunch\u00e9 nella nostra opinione sul tema? Credo che per rispondere dobbiamo partire da una considerazione su come si affronta oggi di immigrazione, ovvero che nella stragrande maggior parte dei casi la visione che le persone hanno dell&#8217;immigrazione ha a che fare solo ed esclusivamente con l&#8217;emotivit\u00e0\u00a0.<br \/>\nDi immigrazione si parla ovunque, ci sono forze politiche che la avversano, che ne parlano in modo quasi compulsivo. Recentemente anche nel Movimento Cinque Stelle si \u00e8 sviluppato un ampio dibattito, si sono formulate delle\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.beppegrillo.it\/2015\/08\/quattro_proposte_sullimmigrazione_di_vittorio_bertola.html\">proposte<\/a>, identificate dagli autori come rivoluzionarie, anche se appaiono in realt\u00e0\u00a0 tutt&#8217;altro che originali. Tuttavia nello sterminato calderone delle argomentazioni in merito, non c&#8217;\u00e8 nessuna vera convincente proposta che possa avere come effetto una consistente limitazione del flusso dei migranti. S\u00ec, certo, c&#8217;\u00e8 il vecchio slogan &#8220;non lasciamoli sbarcare&#8221;, un&#8217;azione che riempirebbe le nostre spiagge di cadaveri, le cui foto riempirebbero le prime pagine dei giornali di tutto il mondo e chi ne \u00e8 responsabile si ritroverebbe con una bella denuncia al Tribunale Internazionale per i Diritti dell&#8217;Uomo.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/kobane.jpg\" title=\"Kobane, la citt\u00e0\u00a0 del piccolo Aylan\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/kobane.jpg\" alt=\"kobane.jpg\" width=\"250\" class=\"floatleft\" \/><\/a>In definitiva, se guardiamo l&#8217;immigrazione con la mente sgombra da elementi emotivi ed etici, come fenomeno storico nel suo complesso, non possiamo non concludere che, volenti o nolenti, c&#8217;\u00e8 e dobbiamo solo pensare a come gestirla senza troppi disagi per gli uni e per gli altri. Certo, molte cose si possono fare o non fare per gestirla, ma si tratta di questioni tecniche che nulla hanno a che fare con i temi ideologici che tanto dividono gli uni e gli altri dai bar ai social network. E siamo poi sicuri che l&#8217;immigrazione sia un problema sociale cos\u00ec devastante? Siamo proprio sicuri che ad esempio la nostra sicurezza sia peggiorata negli ultimi vent&#8217;anni? Tutti\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/\">i dati<\/a>\u00c2\u00a0che\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.associazioneantigone.it\/news\/antigone-news\/2868-comunicato-stampa-meno-reati-e-meno-detenuti-non-tornare-indietro\">circolano<\/a>\u00c2\u00a0in merito smentiscono questa idea e d&#8217;altronde questa asserzione \u00e8 suffragata dalla mia personale esperienza personale. Quasi tutti i casi di microcriminalit\u00e0\u00a0 di cui siano state vittime miei familiari (incrociando le dita) risalgono ad epoca precedente al 1990. Ma allora perch\u00e9 questo tema \u00e8 diventato oggetto di discussione in ogni luogo pubblico e privato? Perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un problema di fondo che tutte queste discussioni nascondono, ed \u00e8 quello che ruota intorno quel complesso concetto che si chiama identit\u00e0\u00a0.<br \/>\nRicordo che anni fa un mio caro amico italo-tunisino, di ritorno da un viaggio a Parigi, mi disse: &#8220;Io capisco che i francesi ce l&#8217;abbiano con noi. Gli abbiamo rubato la loro citt\u00e0\u00a0&#8220;. In questa frase c&#8217;\u00e8 il senso di un disagio che ogni pensionata che al mattino va a fare la spesa a Porta Palazzo prova vedendo attorno a s\u00e9 africani, sudamericani o asiatici. E&#8217; s\u00ec una forma di disagio verso il diverso, ma \u00e8 una fobia con caratteristiche particolari perch\u00e9 declinata sull&#8217;ambiente in cui viviamo. Non vi sfuggir\u00e0\u00a0 che molti di coloro che non sopportano di vedere persone di colore sotto casa vanno felici in vacanza a Cuba o alle Mauritius. Questo accade perch\u00e9 pi\u00f9 che una fobia, ci\u00f2 che \u00e8 in gioco \u00e8 la paura della perdita della propria identit\u00e0\u00a0: un&#8217;identit\u00e0\u00a0 che ognuno di noi costruisce anche a partire da un ambiente che sente suo, in quanto abitato da persone con cui sente di condividere a sua volta un&#8217;identit\u00e0\u00a0 comune, un ambiente che oggi molti in molti non sentono pi\u00f9 loro perch\u00e9 la presenza di persone &#8220;diverse&#8221; glielo rende irriconoscibile. Questo \u00e8 il problema e non c&#8217;entra con l&#8217;immigrato regolare o irregolare, con quanto spendiamo per i profughi, con la criminalit\u00e0\u00a0 o altro fenomeno sociale: c&#8217;entra con come viviamo l&#8217;immigrazione come fenomeno storico a livello puramente emotivo. C&#8217;\u00e8 chi la vive con serenit\u00e0\u00a0 e chi la vive con disagio, c&#8217;\u00e8 chi non sopporta il lavavetri, il venditore di rose, l&#8217;ambulante sulla spiaggia e chi li vede come parte di un mondo nuovo pieno magari di insidie ma anche di opportunit\u00e0\u00a0. Chi ha ragione e chi ha torto? Chiederselo sarebbe come chiedersi se ha ragione chi soffre di vertigini o chi ne \u00e8 immune. Tutte le fobie hanno caratteristiche patologiche \u00e8 la xenofobie non fa eccezione e il caso dell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.giornalettismo.com\/archives\/1885686\/video-operatrice-calci-sgambetto-migranti-ungheria\/\">esponente del partito ungherese Jobbik che prendeva a calci i bambini<\/a> mi pare significativo. La cosa per\u00f2, bel lungi dall&#8217;avere ripercussioni sul sistema sanitario, ne ha molte invece sulla politica. Chi \u00e8 messo a disagio dall&#8217;immigrazione sente il bisogno infatti di sentirsi dire che non \u00e8 definitiva, che il suo mondo torner\u00e0\u00a0 quello di prima, in cui a Porta Palazzo si sentiva parlare solo in italiano o magari a quello ancora prima in cui si sentiva solo il piemontese. E allora \u00e8 pronto a dare la propria simpatia e il proprio voto a chiunque prospetti scenari diversi, purch\u00e9 una parola di speranza venga a confortarlo. Non importa che quella speranza sia basata su scenari illusori, supportata da luoghi comuni e mistificazioni.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/marco-di-lorenzo.jpg\" title=\"Marco di Lorenzo - uno dei due assassini di Anatolij Korol\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/marco-di-lorenzo.jpg\" alt=\"marco-di-lorenzo.jpg\" width=\"250\" class=\"floatright\" \/><\/a>Cos\u00ec la foto di Aylan non \u00e8 solo la solita foto-verit\u00e0\u00a0 che fa breccia nelle coscienze addormentate, ma ha scoperto anche e soprattutto tante di quelle mistificazioni, come quella del &#8220;non lasciamoli sbarcare&#8221; o quella del &#8220;sono tutti delinquenti e tagliagole&#8221;. Quale essere umano pu\u00f2 sentirsi ancora dire &#8220;Prima gli italiani&#8221; quando questo vuol dire mettere gli\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/napoli.repubblica.it\/cronaca\/2015\/09\/05\/news\/ucraino_assassinato_carabinieri_fermano_due_sospettati-122259827\/\">assassini di Anatolij Korol<\/a>\u00c2\u00a0prima di Aylan? La foto ha messo a nudo tutte le bugie che certe forze politiche raccontano, ma soprattutto le bugie che le persone raccontano a s\u00e9 stesse per sostenere in s\u00e9 la speranza del ritorno al mondo di quarant&#8217;anni fa, un ritorno illusorio quanto l&#8217;eterna giovinezza.<br \/>\nCambieranno davvero le cose? Forse, ma attenzione perch\u00e9 l&#8217;emotivit\u00e0\u00a0 \u00e8 spesso un&#8217;onda a cui segue sempre la risacca. Cambieranno certamente le cose quando le persone guariranno dalle loro fobie, supereranno i propri tab\u00f9 e si abitueranno all&#8217;idea che il mondo \u00e8 cambiato, che le nostre citt\u00e0\u00a0 non sono pi\u00f9 quelle di un tempo e che la nostra societ\u00e0\u00a0 non \u00e8 pi\u00f9 quella di un tempo ma le une e l&#8217;altra sono quelle di oggi, solo quelle di oggi. E quello di oggi \u00e8 un momento della storia dell&#8217;umanit\u00e0\u00a0 in cui ragionare ancora in termini di comunit\u00e0\u00a0 nazionali \u00e8 un anacronismo, un ferro vecchio che non solo non ci aiuta pi\u00f9, ma che anzi ci impedisce di capire e di vivere serenamente il mondo del 2015. Il vero cambiamento si avr\u00e0\u00a0 quando Aylan non lo considereremo pi\u00f9 un bambino curdo ma un bambino e basta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come molti anch&#8217;io mi sono commosso di fronte alla fotografia del corpo del\u00c2\u00a0bimbo Aylan\u00c2\u00a0steso sulla spiaggia, anche a me \u00e8 venuto un groppo in gola sentendo la disperazione del suo Pap\u00e0\u00a0 che non \u00e8 riuscito a sottrarlo a questo atroce destino. 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