{"id":1855,"date":"2015-07-24T01:35:26","date_gmt":"2015-07-23T23:35:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1855"},"modified":"2015-07-25T02:12:00","modified_gmt":"2015-07-25T00:12:00","slug":"la-sovranita-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2015\/07\/24\/la-sovranita-oggi\/","title":{"rendered":"La sovranit\u00c3\u00a0 oggi"},"content":{"rendered":"<p>Era il 1893, la Grecia era un paese indipendente, sovrano nell&#8217;accezione che molti danno a questa espressione, aveva confini presidiati, aveva una sua valuta, non c&#8217;era nessuno che gli chiedesse di adeguarsi a normative sulla produzione dei formaggi o sulla gestione dei piani telefonici. Non c&#8217;era l&#8217;UE, non c&#8217;era l&#8217;Euro, non c&#8217;era Schengen. In quell&#8217;anno per\u00f2\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.stradeonline.it\/istituzioni-ed-economia\/1288-crisi-del-debito-anche-questa-volta-non-e-differente\">la Grecia and\u00f2 in default<\/a>\u00c2\u00a0e la situazione fu risolta da una commissione insediata dalla potenze europee per gestire i debiti del paese ellenico: la cosa non si risolse con una bella emissione di carta moneta come qualcuno oggi suggerisce a Tsipras. E&#8217; successo molte\u00c2\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Insolvenza_sovrana\">altre volte<\/a>\u00c2\u00a0a paesi sovrani, fuori da ogni vincolo monetario o politico, doversi dichiarare incapace di rimborsare i debiti e mettersi a trattare con i creditori. E allora? A cosa serve la &#8220;sovranit\u00e0\u00a0&#8221; di cui molti parlano oggi con nostalgia?<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/derubati-di-sovranita.jpg\" title=\"ll libro: Derubati di sovranit\u00e0\u00a0\" style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/derubati-di-sovranita.jpg\" alt=\"derubati-di-sovranita.jpg\" width=\"150\" class=\"floatright\" \/><\/a>Partiamo col chiederci cos&#8217;\u00e8 questa\u00c2\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sovranit%C3%A0\">famosa sovranit\u00e0\u00a0<\/a>. La sovranit\u00e0\u00a0 \u00e8 il perimetro all&#8217;interno del quale un &#8220;soggetto di diritto pubblico&#8221; ha potere. Si badi: il soggetto pu\u00f2 essere un governo ma anche una singola persona. La singola persona, ove non ricopra incarichi politici, ha sovranit\u00e0\u00a0 grazie ai meccanismi democratici che gli permettono di influire su chi lo governa. Ma se chi sono in grado di influenzare non ha potere non ne ho neanche io.<br \/>\nQuando\u00c2\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=gco-PAW84qs\">qualcuno<\/a>\u00c2\u00a0si lamenta della perdita di sovranit\u00e0\u00a0 a cosa si riferisce allora? Immagino si riferisca al fatto che il governo nazionale ha oggi meno potere di ieri e questo perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 la percezione che una fetta del suo potere sia stata trasferita altrove. Siccome la percezione di molti \u00e8 che i governi nazionali sono quelli sui quali abbiamo la possibilit\u00e0\u00a0 di influire, i teorici della sovranit\u00e0\u00a0 nazionale sostengono che ridando ai governi nazionali quello che \u00e8 stato tolto saremo, come cittadini, di nuovo sovrani. E&#8217; cos\u00ec? Proviamo a cercare di capirlo con una serie di esempi.<br \/>\nPoniamo il caso della moneta, \u00e8 vero che se l&#8217;Italia avesse di nuovo una moneta tutta sua, avremmo di nuovo come cittadini la cosiddetta sovranit\u00e0\u00a0 monetaria? (far\u00f2 finta di seguito che la moneta sia amministrata dal governo come vorrebbero molti teorici del ritorno alla lira e non in autonomia dalla Banca Centrale come in molti paesi che hanno una propria valuta) Questo presupporrebbe che una volta ripreso il controllo della moneta possiamo svalutarla quanto vogliamo e battere carta moneta quando vogliamo, ovvero che un governo oggi possa giocare con la proprio moneta in libert\u00e0\u00a0. E&#8217; proprio cos\u00ec? O meglio, lo \u00e8 quanto lo era negli anni &#8217;70 e &#8217;80 quando l&#8217;Italia cerc\u00f2 a colpi di svalutazione (a dire la verit\u00e0\u00a0 con risultati deludenti) di mantenere la sua economia competitiva? Non entro nel merito di tutti gli effetti nefasti che una svalutazione pu\u00f2 avere nel breve\/medio (inflazione) o nel lungo periodo (spostamento della produzione industriale verso attivit\u00e0\u00a0 a bassa intensit\u00e0\u00a0 di capitale),\u00c2\u00a0e l&#8217;Italia non \u00e8 certo proprio un paziente che uscito bene dalla cura della svalutazione, ma\u00c2\u00a0c&#8217;\u00e8\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/noisefromamerika.org\/articolo\/svalutazione-che-passione\">ampia letteratura<\/a> <a href=\"http:\/\/noisefromamerika.org\/articolo\/insostenibile-pesantezza-euro\">sul tema<\/a>\u00c2\u00a0in rete ben pi\u00f9 autorevole del sottoscritto. Vorrei qui\u00c2\u00a0solo sottolineare cosa mi induce a pensare che oggi sia diverso da ieri. Un tempo gli scambi commerciali tra Stati avevano un impatto molto minore sull&#8217;economia nel suo complesso rispetto ad oggi: quando quindi le banche centrali decidevano di pilotare una svalutazione della moneta giocando su tassi di interesse o aumentando la base monetaria, la rigidit\u00e0\u00a0 con cui i mercati reagivano era tale da riuscire a tenere sotto controllo la situazione.\u00c2\u00a0Negli ultimi trent&#8217;anni invece l&#8217;impatto sull&#8217;economia di\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.indexmundi.com\/g\/g.aspx?v=89&amp;c=it&amp;l=it\">importazioni<\/a>\u00c2\u00a0e\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.indexmundi.com\/g\/g.aspx?c=it&amp;v=85&amp;l=it\">esportazioni<\/a>\u00c2\u00a0\u00e8, molto approssimativamente, raddoppiato: questo significa che una fluttuazione della valuta ha ripercussioni e quindi effetti di instabilit\u00e0\u00a0 molto maggiore di un tempo.\u00c2\u00a0Negli ultimi anni non sono mancati casi di svalutazione andata fuori controllo: il caso della\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.consob.it\/web\/investor-education\/gli-anni-90-ed-inizio-2000\">crisi asiatica<\/a> della fine anni &#8217;90 \u00e8 molto interessante.\u00c2\u00a0L&#8217;<a href=\"http:\/\/it.ibtimes.com\/turchia-continua-la-bufera-lira-picco-la-banca-centrale-rinuncia-difendere-il-cambio-1346653\">instabilit\u00e0\u00a0 della lira turca<\/a>\u00c2\u00a0\u00e8 considerata da molti un pesante macigno sull&#8217;economia di quel paese, pur in forte sviluppo.\u00c2\u00a0Ma anche l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/mondo\/2015-04-10\/rublo-montagne-russe-peggiore-migliore-moneta-mondo-tre-mesi-104329.shtml?uuid=ABgpPIND\" style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">incredibile fluttuazione<\/a>\u00c2\u00a0che il rublo ha avuto negli ultimi mesi (ha dimezzato il proprio valore per poi ritornare al valore originale) indica che \u00e8 molto pi\u00f9 difficile giocare oggi su certi fattori, senza avere rimbalzi di difficile gestione. Non \u00e8 un caso se il governo russo ha reagito alla tempesta valutaria sul rublo imponendo una serie di restrizioni alle operazioni bancarie, restrizioni che in un paese semidittatoriale come la Russia sono plausibili, in un paese come l&#8217;Italia molto meno. <a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/lira.jpg\" title=\"La lira\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/lira.jpg\" width=\"250\" class=\"floatleft\" alt=\"lira.jpg\" \/><\/a>Se oggi tornassimo alla lira, il governo si troverebbe verosimilmente costretto ad impedire agli italiani di aprire un conto in Euro in una banca straniera, nel quale tenere i propri risparmi al riparo da svalutazioni della lira, altrimenti anche la lira rischierebbe di entrare in una corsa al ribasso senza fine. Non dimentichiamoci poi che nel tempo le importazioni sono diventate un elemento importante del nostro paniere di consumi, quindi una svalutazione avrebbe un impatto negativo decisamente maggiore rispetto al passato sul potere d&#8217;acquisto dei nostri salari. Non illudiamoci nemmeno che i vantaggi sulle esportazioni siano cos\u00ec rilevanti come in passato, sia perch\u00e9 molti generi in cui l&#8217;Italia \u00e8 forte, come l&#8217;alta moda, ha una scarsa elasticit\u00e0\u00a0 al prezzo, sia perch\u00e9 molte aziende italiane hanno linee produttive all&#8217;estero e quindi la riduzione del costo del lavoro conseguente ad una svalutazione di una valuta solo italiana sarebbe modesta. Ma se comunque le aziende che vendono nella grande distribuzione potrebbero avere giovamento, in termini di competitivit\u00e0\u00a0 sul prezzo, da una svalutazione, pensiamo ad aziende che vendano invece a listino (listino ovviamente in Euro o comunque in valuta diversa da quella italiana) che si troverebbero a dover fissare un listino, indovinando quale saranno nel periodo di validit\u00e0\u00a0 del listino le fluttuazioni del cambio e assumendosi quindi un\u00c2\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rischio_di_cambio\" style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">margine di rischio<\/a>\u00c2\u00a0ulteriore. Non dimentichiamoci poi del disagio e dei costi per i tanti turisti europei che ogni anno si riversano in Italia nel trovarsi di nuovo a dover cambiare valuta. In definitiva se spesso negli ultimi cinquant&#8217;anni ci si \u00e8 posti il problema di fissare il tasso di cambio non \u00e8 forse per una cospirazione internazionale, ma perch\u00e9 l&#8217;instabilit\u00e0\u00a0 del tasso di cambio \u00e8 un problema per i mercati e sicuramente oggi lo \u00e8 pi\u00f9 di quanto\u00c2\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/interventi-governatore\/integov1995\/Fazio_290495.pdf\" style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">non lo fosse vent&#8217;anni fa<\/a>. Se una nazione come la Macedonia che non fa nemmeno parte dell&#8217;UE ha adottato l&#8217;Euro, e si sforza di mantenere una discreta stabilit\u00e0\u00a0 finanziaria, pur non avendo obblighi in questo senso, vuol dire che forse la sovranit\u00e0\u00a0 monetaria non \u00e8 poi un boccone cos\u00ec prelibato oggi, o lo \u00e8 comunque molto meno di ieri, tanto che <a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/archives\/19322\/euro-lira-falso-mito-della-sovranita\/\">alcuni considerano preferibile<\/a> far parte di un sistema monetario relativamente stabile, anche se se ne devono accettare le regole, che far parte di un sistema monetario che offre maggiore libert\u00e0\u00a0 ma instabile e difficilmente controllabile. Se nella\u00c2\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Area_valutaria_ottimale\">teoria delle aree valutarie ottimali<\/a>\u00c2\u00a0la forte integrazione economica \u00e8 considerata come un fattore che rende appunto un&#8217;area valutaria ottimale, mi viene da dire che l&#8217;Europa sia un&#8217;area valutaria ottimale oggi pi\u00f9 di vent&#8217;anni fa.<br \/>\nParliamo adesso di normative, supponiamo di uscire dall&#8217;Unione Europea (ricordo che non \u00e8 previsto dai trattati un&#8217;uscita dall&#8217;Euro senza uscita dall&#8217;UE). Non dovremo allora pi\u00f9 piegarci a quanto imposto in termini di modalit\u00e0\u00a0 di produzione del formaggio, o di energia dissipata da un tostapane, ma, attenzione, non potremo nemmeno imporlo agli altri. Oggi che pi\u00f9 del 30% dei prodotti che compriamo arrivano dall&#8217;estero come facciamo ad avere un controllo, a governare quel flusso, se non ci sediamo pi\u00f9 ad un tavolo comune con chi li produce? Oggi siamo in grado di difendere il Parmigiano dal &#8220;Parmisan&#8221; in tutta Europa, perch\u00e9 ci sediamo a Bruxelles e a Strasburgo. Se usciamo potremo anche proibire la commercializzazione del &#8220;Parmisan&#8221; in Italia, ma chi tuteler\u00e0\u00a0 il Parmigiano negli altri 32 paesi dell&#8217;Unione? Consideriamo che oggi\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.parmigiano-reggiano.it\/come\/guida_parmigiano_reggiano\/parmigiano_reggiano_cifre.aspx\" style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">pi\u00f9 di un terzo<\/a>\u00c2\u00a0della produzione di parmigiano \u00e8 diretta all&#8217;estero (e di questa fetta\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.clal.it\/?section=imp_exp_istat&amp;cod=04069061&amp;mov=E\" style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">il 65% verso l&#8217;Unione Europea<\/a>) ed \u00e8 una quantit\u00e0\u00a0 che \u00e8 raddoppiata negli ultimi 10 anni. Come cittadini poi non dimentichiamoci che la gran parte delle misure che sono state introdotte in Italia per andare incontro alle esigenze dei consumatori nascono da direttive europee, siamo cos\u00ec desiderosi di farne a meno?<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/fuga-di-cervelli.jpg\" title=\"Fuga di cervelli\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/fuga-di-cervelli.jpg\" alt=\"fuga-di-cervelli.jpg\" width=\"250\" class=\"floatright\" \/><\/a>Parliamo poi di mobilit\u00e0\u00a0 delle persone. Oggi gi\u00e0\u00a0 lamentiamo la fuga dei cervelli, cosa succederebbe domani se il salario in Euro di un impiegato in Francia divergesse ancor pi\u00f9 di quello attuale rispetto al valore di quello italiano in Lire? Negli anni &#8217;70 lo scoglio linguistico era considerato insuperabile, ed era anche pi\u00f9 difficile di oggi mantenere delle relazioni con i propri parenti e amici trasferendosi all&#8217;estero: oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, i vincoli sono molti di meno ed in questo scenario le persone migliori verosimilmente fuggirebbero all&#8217;istante verso l&#8217;estero. Pensiamo a quello che \u00e8 successo e sta succedendo in Ungheria, dove la classe media sta da tempo\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/esteri\/2013\/04\/03\/news\/ungheria_esodo_emigranti_fuga_orban-55858731\/\" style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">lasciando il paese<\/a> in massa.<br \/>\nPer sintetizzare, il mondo \u00e8 cambiato rispetto a certi modelli di riferimento che ancora oggi molti hanno in mente. Oggi la nostra societ\u00e0\u00a0 in tutti i campi (sociale, economico, lavorativo, finanziario) ha superato i confini tra nazioni, e non solo quelli tra le nazioni europee. In questo scenario svincolarsi dall&#8217;Europa e tornare ad avere solo competenze nazionali \u00e8 un bottino assai misero, perch\u00e9 la maggior parte di quello che riguarda la nostra vita quotidiana ne rimarrebbe fuori. <a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/ritorno-alla-lira.jpg\" title=\"Ritorno alla lira\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/ritorno-alla-lira.jpg\" width=\"250\" class=\"floatleft\" alt=\"ritorno-alla-lira.jpg\" \/><\/a>Per non voler condividere con altri la nostra influenza su un comune governo europeo, ci ritroveremmo tra le mani quella esclusiva su un governo nazionale debole e giocoforza subalterno, rinunciando a qualunque influenza su flussi commerciali, economici, sociali, nei quali siamo e rimarremo comunque coinvolti fino in fondo. Ma allora: se non vogliamo mandare indietro le lancette della storia, se non vogliamo chiuderci in un&#8217;autarchia anacronistica, che cosa possiamo fare per recuperare la nostra percezione di sovranit\u00e0\u00a0? Perch\u00e9 chi fa riferimento alla ripresa di sovranit\u00e0\u00a0 raccoglie facili consensi? Perch\u00e9 manca la percezione di influenzare il livello superiore, quello europeo, quello sovranazionale, cos\u00ec come influenziamo gli altri livelli, quello nazionale, quello regionale, quello locale? Manca un po&#8217; per ignoranza, certamente. Se chiedete in giro: pochi si dimostreranno al corrente di quali fossero i candidati al soglio di Presidente della Commissione Europea e che, con il nostro voto alle europee, abbiamo eletto Juncker. Ma in parte \u00e8 comunque una percezione corretta, perch\u00e9, a dispetto di qualche passetto avanti, come appunto quello di avere oggi un Presidente di Commissione Europea eletto dai cittadini europei, continuiamo a vedere che alla fine sono i governi nazionali a decidere e, ovviamente, decidono sulla base dei propri rispettivi interessi. Il caso della Grecia dimostra che oggi, quando ci sono decisioni fondamentali per il futuro dell&#8217;Unione, sono Germania, Francia e poche altre a decidere e il ruolo delle istituzioni europee \u00e8 ancora marginale. Manca una vera democrazia europea che governi tutti i processi, che vanno dall&#8217;immigrazione, alla politica estera, dal commercio al controllo sui bilanci nazionali.<br \/>\nChe cosa ci dice allora davvero la vicenda greca? Che finch\u00e9 l&#8217;Europa sar\u00e0\u00a0 la somma delle voci dei vari governi nazionali, le cose rispetto al 1893 non cambieranno molto, n\u00e9 in un senso n\u00e9 nell&#8217;altro. Le cose cambieranno quando l&#8217;Europa avr\u00e0\u00a0 la voce di un singolo governo democratico europeo. Allora s\u00ec che avremo di nuovo la nostra &#8220;sovranit\u00e0\u00a0&#8220;, allora s\u00ec che chi si siede con Tsipras per trovare soluzioni per il debito greco avr\u00e0\u00a0 un mandato dai cittadini dell&#8217;Unione e non solo da quelli tedeschi.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/statiunitideuropa.png\" title=\"Una possibile bandiera degli Stati Uniti di Europa\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/statiunitideuropa.png\" class=\"floatright\" width=\"250\" alt=\"statiunitideuropa.png\" \/><\/a>Chi, cavalcando un anacronistico, e anche un po&#8217; patetico, nazionalismo di ritorno, ci parla di sovranit\u00e0\u00a0 indicando la direzione opposta, forse lo fa per marketing politico o forse perch\u00e9 non ha proprio capito che alcune cosette sono cambiate nel mondo negli ultimi trent&#8217;anni. Chi invece si muove in quella direzione, come forse sta\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lettera43.it\/politica\/ue-il-progetto-di-hollande-sei-stati-in-un-unione-rafforzata_43675179961.htm#.Va4R71EQeEQ.facebook\">facendo Hollande<\/a>\u00c2\u00a0in questi giorni, potrebbe scrivere una parola fondamentale per il recupero dell&#8217;autentica sovranit\u00e0\u00a0 dei cittadini e quindi, sperabilmente, anche di un&#8217;Europa pi\u00f9 solidale. E&#8217; una soluzione che prospetta scenari ignoti ancora inesplorati, difficili da immaginare, ed \u00e8 certamente molto pi\u00f9 semplice proporre un &#8220;indietro tutta&#8221; verso un affascinante mondo di ieri, che per\u00f2, purtroppo o per fortuna, non esiste pi\u00f9. Purtroppo la scarsissima copertura mediatica che la svolta di Hollande ha avuto sui sempre provincialissimi media italiani ci ricorda che la resistenza passiva che i gruppi di interesse di casa nostra dimostrano sempre verso queste proposte \u00e8 parte del problema.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era il 1893, la Grecia era un paese indipendente, sovrano nell&#8217;accezione che molti danno a questa espressione, aveva confini presidiati, aveva una sua valuta, non c&#8217;era nessuno che gli chiedesse di adeguarsi a normative sulla produzione dei formaggi o sulla gestione dei piani telefonici. Non c&#8217;era l&#8217;UE, non c&#8217;era l&#8217;Euro, non c&#8217;era Schengen. 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