{"id":1844,"date":"2015-06-27T10:18:21","date_gmt":"2015-06-27T08:18:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1844"},"modified":"2015-06-27T11:00:13","modified_gmt":"2015-06-27T09:00:13","slug":"non-lasciare-nessuno-indietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2015\/06\/27\/non-lasciare-nessuno-indietro\/","title":{"rendered":"Non lasciare nessuno indietro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/chierimastoindietro.jpg\" title=\"Rimanere indietro\" style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/chierimastoindietro.jpg\" alt=\"chierimastoindietro.jpg\" class=\"floatright\" width=\"250\" \/><\/a>Lo slogan &#8220;<em>Non lasciare indietro nessuno<\/em>&#8221; spesso risuona nella retorica dell&#8217;area politica a sinistra di Renzi. Ed in effetti trovo non ci sia modo pi\u00f9 efficace per criticare le politiche di Renzi. Non \u00e8 questione di essere democratico o meno, non \u00e8 questione di essere troppo di destra o poco di sinistra, \u00e8 questione di concezione del proprio ruolo di Governo di un paese.\u00c2\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alexis_de_Tocqueville\">Alexis De Tocqueville<\/a>\u00c2\u00a0gi\u00e0\u00a0 nel XIX secolo parlava del rischio che la democrazia si trasformasse nella\u00c2\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dittatura_della_maggioranza\">dittatura della maggioranza<\/a>\u00c2\u00a0e anche per questo le Costituzioni moderne enfatizzano il concetto per il quale il ruolo di chi governa un paese \u00e8 governarlo nell&#8217;interesse di tutti i cittadini, non solo di una parte. Una visione pi\u00f9 o meno sociale d\u00e0\u00a0 un&#8217;enfasi diversa all&#8217;idea di &#8220;tutti i cittadini&#8221; ma il concetto \u00e8 che chi governa un paese non pu\u00f2 solo occuparsi della massimizzazione del PIL o di un livello di benessere medio dei cittadini, ma deve essere in grado di offrire opportunit\u00e0\u00a0 di una vita migliore a tutti, dai primi agli ultimi.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/vignetta-scuolademocratica.jpg\" title=\"Vignetta scuolademocratica.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/vignetta-scuolademocratica.jpg\" width=\"250\" class=\"floatleft\" alt=\"vignetta-scuolademocratica.jpg\" \/><\/a>Prendiamo concretamente la riforma della scuola. Se ne \u00e8 parlato molto, ho sentito molti pareri: quasi tutti i pareri critici che ho sentito facevano riferimento ad una ideologia della scuola assolutamente discutibile e rivedibile che portava immancabilmente ad alcuni mantra: &#8220;<em>aumentare la responsabilit\u00e0\u00a0 dei presidi in termine di gestione amministrativa o di assunzioni di insegnanti \u00e8 un attacco alla democrazia scolastica<\/em>&#8220;, &#8220;<em>selezionare gli insegnanti in base al merito fa della scuola un&#8217;azienda<\/em>&#8221; eccetera. Partiamo da un presupposto: chi manda i propri figli a scuola, chiede alla scuola di formare i suoi figli e chi ha figli o chi ha lavorato nella scuola sa che non \u00e8 un lavoro facile e per farlo ci vogliono persone che lo sappiano fare ed un&#8217;organizzazione alle loro spalle che funzioni. Alla scuola si chiede quindi di selezionare e motivare queste persone e di spendere il poco denaro a disposizione nel modo migliore, in modo da consentire a queste persone di svolgere il proprio lavoro al meglio. Poi si chiede ovviamente anche di poter discutere determinate decisioni ed avere voce in capitolo nelle stesse, ma tra queste decisioni non trovo abbia senso esserci la scelta dei docenti, su cui non credo i genitori o gli altri docenti possano reclamare competenze. Anzi, io come genitore, se scopro che a mia figlia insegnano che l&#8217;omosessualit\u00e0\u00a0 \u00e8 una malattia o che Mussolini \u00e8 stato un grande statista, voglio poter andare dal Preside e dirgli quello che penso dei docenti che sceglie, senza sentirmi dire &#8220;Eh, non dipende da me&#8221;. Pensare che quindi certe decisioni possano essere prese dal solo Preside non porta ad una minore democrazia ma solo ad una maggiore chiarezza di responsabilit\u00e0\u00a0. Ogni responsabilit\u00e0\u00a0 comporta un controllo e qui mi pare che la riforma zoppichi parecchio, ma anche questo \u00e8 un punto che sembra non interessare a molti.<br \/>\nLa scuola non \u00e8 un&#8217;azienda, si dice poi: certo, ma il fatto che un&#8217;azienda adotti certi processi per motivare le persone a dare il massimo non esclude che possa farlo anche un istituto scolastico, con gli stessi obiettivi. Pensare quindi che si adotti un processo di valutazione degli insegnanti che produca eventualmente degli incentivi economici ai pi\u00f9 bravi non \u00e8 affatto un&#8217;eresia, anzi agli insegnanti pi\u00f9 bravi di mia figlia sarei ben contento di poter far avere un premio.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/sistema-educativo.jpg\" title=\"Il sistema dei concorsi\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/sistema-educativo.jpg\" class=\"floatright\" width=\"300\" alt=\"sistema-educativo.jpg\" \/><\/a>Purtroppo per\u00f2, nascosto dalla cortina fumogena della contestazione\u00c2\u00a0preconfezionata, ricca di slogan e povera di contenuti, c&#8217;\u00e8 un problema sostanziale della riforma: quello iniziale, ovvero che lascia fuori quelli che non riescono ad entrare dentro. I 100mila forse saranno assunti e siamo tutti contenti che ci\u00f2 accada, ma gli altri vedranno apparentemente vanificarsi decenni di lunga attesa, di lavoro, di sacrifici fisici ed economici, nel miraggio di trovare finalmente un giorno l&#8217;agognata immissione in ruolo. Tra quelli c&#8217;\u00e8 ad esempio chi ha speso molto tempo e molti soldi per superare il famoso TFA, per potere accedere all&#8217;abilitazione. Oggi a costoro il duo Renzi e Giannini va a spiegare che hanno perso tempo e denaro inutilmente perch\u00e9 non ne avranno alcun vantaggio, oppure c&#8217;\u00e8 chi semplicemente ha lavorato per anni e anni, magari ottimamente, pur passando da supplenza a supplenza, e si ritrova oggi il suo curriculum azzerato, con la necessit\u00e0\u00a0, gli uni e gli altri, per poter sperare di lavorare ancora, di affrontare un concorso che li vedr\u00e0\u00a0 gomito a gomito con neolaureati ventenni, che magari possono studiare giorno e notte senza una famiglia di cui occuparsi. Chi d\u00e0\u00a0 delle risposte a queste persone? Chi dice a queste persone che il nostro Governo \u00e8 il governo di tutti? No, non \u00e8 il governo di tutti, \u00e8 il governo di quelli che ce la fanno o, peggio, che sono pi\u00f9 fortunati o raccomandati, gli altri&#8230; si arrangino.<br \/>\nSe la componente autenticamente sociale del nostro quadro politico vorr\u00e0\u00a0 rifondarsi, dopo il passaggio del ciclone renziano, dovr\u00e0\u00a0 ripartire, a mio modo di vedere, proprio da qui, riponendo in soffitta vuoti schematismi ideologici che nella societ\u00e0\u00a0 della comunicazione non riscuotono pi\u00f9 nemmeno il fascino di cui un tempo godevano, e ricordandosi che cosa vuol dire davvero &#8220;non lasciare indietro nessuno&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo slogan &#8220;Non lasciare indietro nessuno&#8221; spesso risuona nella retorica dell&#8217;area politica a sinistra di Renzi. 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