{"id":1754,"date":"2014-11-19T21:37:28","date_gmt":"2014-11-19T19:37:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1754"},"modified":"2014-11-19T20:37:49","modified_gmt":"2014-11-19T18:37:49","slug":"non-piango-per-mio-figlio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2014\/11\/19\/non-piango-per-mio-figlio\/","title":{"rendered":"Non piango per mio figlio"},"content":{"rendered":"<p>A proposito della strana crisi nella quale si vengono improvvisamente a trovare le pi\u00f9 elementari norme sociali, quando di mezzo ci sono i nostri figli, ci sono un po&#8217; di storie che vorrei raccontarvi o ricordarvi.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/madrevincenzoiacolare.jpg\" title=\"La madre di Vincenzo Iacolare\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/madrevincenzoiacolare.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"madrevincenzoiacolare.jpg\" width=\"200\" \/><\/a>La prima forse la conoscete gi\u00e0\u00a0: \u00e8 quella del quattordicenne di Napoli seviziato con il compressore di un autolavaggio. L&#8217;autore del crimine \u00e8 un tale Vincenzo Iacolare di ventiquattro anni che, non contento di prendere in giro <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2014\/10\/10\/italia\/cronache\/vincenzo-colpevole-di-obesit-mamma-perch-mi-torturavano-SinJAjmu0QVVUYvQg93kmK\/pagina.html\">un ragazzo del suo quartiere<\/a> per la sua obesit\u00e0\u00a0, ha pensato bene, un bel giorno, di sottoporlo a tortura con un compressore da autolavaggio. Il malcapitato \u00e8 finito in ospedale con <a href=\"http:\/\/www.blitzquotidiano.it\/cronaca-italia\/napoli-bulli-violentano-ragazzino-di-14-anni-col-compressore-e-in-fin-di-vita-1990289\/\">lesioni molto gravi<\/a>. Forse ancora pi\u00f9 aberrante dell&#8217;idea stessa di sottoporre a tortura un ragazzo per prenderlo in giro \u00e8 il liquidare questa vicenda come &#8220;Uno scherzo&#8221;. E&#8217; infatti la madre di Vincenzo ad aver ha <a href=\"http:\/\/www.lettera43.it\/cronaca\/caso-iacolare-se-la-mamma-difende-un-criminale_43675144235.htm\">ripetutamente affermato<\/a> che \u00c2\u00ab<em>Era solo uno scherzo senza malizia, state esagerando&#8230;<\/em>\u00c2\u00bb. Mi rendo conto che la miseria umana produce altra miseria umana ma credo ci sia qualcosa di pi\u00f9 che una semplice famiglia sbagliata, di un&#8217;assenza di valori, dietro a questo episodio.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/scuola-gozzano-rivarolo.jpg\" title=\"Scuola Guido Gozzano di Rivarolo\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/scuola-gozzano-rivarolo.jpg\" alt=\"scuola-gozzano-rivarolo.jpg\" class=\"floatleft\" width=\"200\" \/><\/a>E allora vengo alla seconda storia che probabilmente non conoscete, perch\u00e9 avvenuta in quella landa desolata che si chiama Piemonte, regione oscura del nostro paese, che sale piuttosto raramente agli onori della cronaca. E&#8217; la <a href=\"http:\/\/www.localport.it\/eventi\/notizie\/notizie_espansa.asp?N=136817\">storia<\/a> di un ragazzino di Rivarolo Canavese, storia che vi racconter\u00f2 cos\u00ec come da testimonianze dirette o indirette raccolte. Il ragazzino ha 11 anni, frequenta le medie con qualche difficolt\u00e0\u00a0 ed \u00e8 assistito da un&#8217;insegnante di sostegno. La diversit\u00e0\u00a0 genera reazioni diverse: c&#8217;\u00e8 chi, ovvero la maggioranza dei suoi compagni, guarda a lui con simpatia e affetto, ma c&#8217;\u00e8 anche chi dalla diversit\u00e0\u00a0 \u00e8 infastidito. Ad una sua compagna, pi\u00f9 grande ma nella sua stessa classe causa bocciatura, il ragazzino non \u00e8 molto simpatico e, secondo i compagni, lei lo molesta continuamente. Un giorno il ragazzo non ne pu\u00f2 pi\u00f9 e le d\u00e0\u00a0 uno spintone, lei non si fa niente, almeno cos\u00ec sostengono i testimoni. Improvvisamente per\u00f2 salta fuori un graffio al collo che i maligni dicono si sia fatta lei da sola per meglio giustificare quanto segue. Sta di fatto che va dal suo fidanzatino, un ragazzo pi\u00f9 grande che frequenta l&#8217;ITIS, a raccontarle quanto accaduto. Costui aspetta fuori dalla scuola il ragazzino e lo pesta di brutto, mandandolo in ospedale con un occhio a rischio. I genitori del ragazzino, convocati a scuola per riferir loro l&#8217;accaduto, si ritrovano, all&#8217;uscita dell&#8217;istituto, di fronte a loro l&#8217;autore del pestaggio che li affronta minacciosamente. Non so come riescano a non cadere nel tranello di reagire ma ci riescono e, senza attendere un minuto, <a href=\"http:\/\/lasentinella.gelocal.it\/ivrea\/cronaca\/2014\/10\/31\/news\/lite-davanti-alla-gozzano-dodicenne-al-pronto-soccorso-1.10221782\">vanno dai carabinieri<\/a>. Vi aspettereste che le famiglie della coppietta reagiscano con scuse o altro nei confronti della famiglia del ragazzino? Purtroppo assolutamente niente, non una parola contro i loro figli. Anzi, pochi giorni dopo, la madre della ragazza rilascia <a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/articolo-canavese-vicenda-gozzano.jpg\" title=\"articolo-canavese-vicenda-gozzano.jpg\">un&#8217;intervista<\/a> ad un foglio locale in cui lamenta l&#8217;isolamento di cui la figlia \u00e8 stata oggetto a scuola, dopo gli eventi accaduti. Il bello \u00e8 che la superficialit\u00e0\u00a0 dell&#8217;articolista trasmette a chi legge perfino l&#8217;impressione che abbia pure le sue ragioni e ci sia davvero una persecuzione in atto. Ovviamente nelle parole della madre non c&#8217;\u00e8 una parola di autocritica, non una scusa, nulla da cui traspaia un minimo di rincrescimento per aver fatto mandare in ospedale il ragazzino.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/michael-zehaf-bibeau.jpg\" title=\"L'attentatore in una vecchia foto\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/michael-zehaf-bibeau.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"michael-zehaf-bibeau.jpg\" width=\"200\" \/><\/a>La terza storia si svolge ad Ottawa, in Canada. E&#8217; quella di un tizio, figlio di madre canadese (funzionaria dell&#8217;ufficio immigrati e rifugiati) e di padre libico che, dopo il divorzio dei genitori, comincia a dedicarsi a piccole attivit\u00e0\u00a0 criminali. Poi si converte all&#8217;Islam, inizia a simpatizzare per la guerriglia libica e decide di trasferirsi in Libia ma non gli concedono il passaporto. Cos\u00ec decide, nel suo delirio, di compiere un&#8217;azione estrema. Va al Parlamento di Ottawa e si mette a sparacchiare in giro ammazzando un soldato, di guardia al Memoriale di Guerra, Nathan Cirillo (foto a fianco). Alla fine gli sparano e la sua tribolata vita finisce l\u00ec. Immagino che lo scoprire che tuo figlio \u00e8 un terrorista sia qualcosa che mette a dura prova la tua autostima e probabilmente qualche colpa ce l&#8217;hanno i genitori se il loro figlio diventa un terrorista. Per\u00f2 mi ha colpito quanto <a href=\"http:\/\/news.nationalpost.com\/2014\/10\/23\/michael-zehaf-bibeaus-mother-i-cry-for-the-victims-not-my-son\/\">ha dichiarato Susan<\/a>, la madre dell&#8217;omicida, a nome di entrambi i genitori: &#8220;<em>If I&#8217;m crying it&#8217;s for the people, Not for my son.<\/em>&#8220;, &#8220;<em>Se piango \u00e8 per le vittime, non per mio figlio<\/em>&#8220;. Mi si dir\u00e0\u00a0 che sono reati diversi e sono contesti diversi, mi si dir\u00e0\u00a0 che \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 difficile giustificare un attentato terroristico rispetto ad un semplice atto violento, ma non spendere neanche una lacrima per un figlio morto \u00e8 un comportamento tanto insolito da richiedere una riflessione, anche se si tratta di un folle omicida.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/campana_vetro.jpg\" title=\"Campana di vetro\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/campana_vetro.jpg\" alt=\"campana_vetro.jpg\" class=\"floatleft\" width=\"150\" \/><\/a>Che cosa ci porta ad assolvere i nostri figli sempre e comunque? Cosa ci spinge a scordarci quelle stesse regole che in altri casi brandiamo come il pi\u00f9 profondo dei nostri valori, non appena scopriamo che ad averle violate \u00e8 sangue del nostro sangue? Credo che l&#8217;origine stia nel pensare che i legami di sangue siano talmente forti e sia tanto doveroso onorarli fino in fondo, da poter sacrificare, nel loro nome, i nostri legami con le regole sociali e quindi con la societ\u00e0\u00a0 stessa. Purtroppo \u00e8 un errore, perch\u00e9, continuando a trasmettere ai nostri figli l&#8217;idea che la tua mamma ti giustificher\u00e0\u00a0 sempre qualunque cosa tu faccia, che c&#8217;\u00e8 sempre un tribunale, quello dei tuoi genitori, dove sarai sempre assolto, ti fai solo complice della loro difficolt\u00e0\u00a0 di stare nelle regole, di stare nella societ\u00e0\u00a0, di convivere secondo norme condivise con gli altri, ovvero con quella parte del loro mondo che non ha nessuna particolare voglia di giustificarli.<br \/>\nQuella madre di Rivarolo \u00e8 forse la prima colpevole dell&#8217;isolamento di sua figlia anche se probabilmente non se rende conto. Ma d&#8217;altronde magari anche Susan aveva giustificato suo figlio la prima volta che aveva rapinato un drugstore o che aveva spacciato droga. Magari solo ora ha capito di aver sbagliato. Oppure non lo ha fatto davvero mai e suo figlio \u00e8 finito cos\u00ec di suo, anche questo \u00e8 un rischio che esiste. Ma quello che \u00e8 certo \u00e8 che farsi complice delle difficolt\u00e0\u00a0 sociali di nostro figlio \u00e8 quanto pi\u00f9 aberrante un genitore possa fare, eppure, senza probabilmente rendersene conto, \u00e8 quanto moltissimi genitori fanno ogni giorno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A proposito della strana crisi nella quale si vengono improvvisamente a trovare le pi\u00f9 elementari norme sociali, quando di mezzo ci sono i nostri figli, ci sono un po&#8217; di storie che vorrei raccontarvi o ricordarvi. La prima forse la conoscete gi\u00e0\u00a0: \u00e8 quella del quattordicenne di Napoli seviziato con il compressore di un autolavaggio. 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