{"id":1743,"date":"2014-10-18T10:27:19","date_gmt":"2014-10-18T08:27:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1743"},"modified":"2014-10-18T10:32:55","modified_gmt":"2014-10-18T08:32:55","slug":"la-crisi-delle-nazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2014\/10\/18\/la-crisi-delle-nazioni\/","title":{"rendered":"La crisi delle nazioni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/l-indipendenza-della-scozia.jpg\" title=\"Indipendentisti scozzesi\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/l-indipendenza-della-scozia.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"l-indipendenza-della-scozia.jpg\" width=\"250\" \/><\/a>Molto si \u00e8 detto del recente referendum in Scozia che ha rischiato di sfaldare la nazione che ha a lungo dominato il mondo. Pochi  hanno ravvisato una curiosa contraddizione che ha a che fare con questo referendum, ovvero il fatto che si \u00e8 tenuto in un paese il capo del cui Governo a pi\u00f9 riprese ha ipotizzato <a href=\"http:\/\/www.ilpost.it\/2013\/05\/15\/a-che-punto-e-il-referendum-britannico-sulluscita-dallue\/\">un referendum per abbandonare l&#8217;Unione Europea<\/a>, e non dimentichiamoci che l&#8217;UKIP di Nigel Farage, partito in rapida ascesa in quella stessa nazione, ha l&#8217;uscita dall&#8217;Unione nel suo programma. Insomma una nazione tanto gelosa delle sua identit\u00e0\u00a0 da rifiutare di mescolarsi con il resto d&#8217;Europa scopre che quell&#8217;identit\u00e0\u00a0 in realt\u00e0\u00a0 non esiste o \u00e8 comunque abbastanza frammentaria da giustificare a malapena la propria unit\u00e0\u00a0? Il quadro \u00e8 reso ulteriormente confuso dal fatto che gli indipendentisti scozzesi sembrano <a href=\"http:\/\/www.bbc.com\/news\/world-europe-27186622\">convinti europeisti<\/a>, e che Farage <a href=\"http:\/\/www.dailymail.co.uk\/news\/article-2745738\/No-campaigners-plead-Farage-stay-away-Scotland-announces-plans-hold-pro-Union-rally.html\">non \u00e8 particolarmente amato dalle parti di Edinburgo<\/a>. Possiamo quindi limitarci a dire che Inghilterra e Scozia sono due nazioni diverse che vengono tenute artificiosamente insieme e che Cameron e Farage sono inglesi e non britannici? Forse la situazione non \u00e8 cos\u00ec semplice, specie se consideriamo che anche la Catalogna, che il 9 Novembre prossimo voter\u00e0\u00a0 (non ufficialmente) per la sua indipendenza, ha le migliori intenzioni di aderire all&#8217;Unione Europea e restare nell&#8217;Euro. Insomma l&#8217;Unione Europea non \u00e8 certo all&#8217;apice della popolarit\u00e0\u00a0 ma anche sulle nazioni tradizionali aleggia un discreto disagio. Credo valga la pena di provare a chiedersi allora a che cosa davvero corrisponda oggi il concetto di nazione. Per farlo inizio con un simpatico video trovato su youtube che racconta visivamente come i confini d&#8217;Europa si siano evoluti negli ultimi mille anni.<\/p>\n<param name=\"movie\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/u1sjHGODFHg?fs=1&amp;hl=it_IT;start=0\"><\/param>\n<param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\"><\/param>\n<param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\"><\/param> <embed src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/u1sjHGODFHg?fs=1&amp;hl=it_IT;start=45\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"true\" height=\"385\" width=\"640\"><\/embed><\/p>\n<p>\nNoterete, con un po&#8217; di pazienza, che gli ultimi settant&#8217;anni sono quelli in cui i confini europei si sono modificati in misura minore, anzi nell&#8217;Europa occidentale sono rimasti totalmente immutati. E&#8217; interessante chiedersi la ragione di questa particolarit\u00e0\u00a0, specie considerando che i libri di storia sono unanimi nel dirci che negli ultimi settant&#8217;anni la storia ha accelerato il suo corso, insieme alla societ\u00e0\u00a0 umana nel suo complesso.<br \/>\nPartiamo dall&#8217;inizio, che proverei a datare alla societ\u00e0\u00a0 premoderna. In quel contesto i confini tra le diverse entit\u00e0\u00a0 territoriali venivano semplicemente tracciati sulla base della potenza dell&#8217;uno o dell&#8217;altro stato. Uno stato forte cercava di conquistare nuove terre, che voleva dire risorse agricole, minerarie o strategiche (sbocco al mare, vie fluviali, vie commerciali, alture da cui si poteva controllare il territorio, ecc.). Gli stati nascevano e morivano sulla base soprattutto di una sorta di selezione naturale. Laddove le vie di comunicazioni diventavano pi\u00f9 percorribili, i commerci diventavano pi\u00f9 agevoli, diventava pi\u00f9 sensato avere un governo comune del territorio e prima o poi qualcuno decideva che era giunto il momento: si faceva una guerra e si unificava il territorio. <a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/benedictanderson.jpg\" title=\"Benedict Anderson\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/benedictanderson.jpg\" alt=\"benedictanderson.jpg\" class=\"floatleft\" width=\"150\" \/><\/a>Cos\u00ec, suppergi\u00f9, nacquero molte nazioni europee e si arriv\u00f2 allo scoppio della Prima Guerra Mondiale con un numero di entit\u00e0\u00a0 statuali molto limitato in Europa. Nel frattempo per\u00f2 era successo qualcos&#8217;altro: l&#8217;illuminismo, la rivoluzione francese, la rivoluzione americana. L&#8217;individuo aveva preso ad occupare una posizione centrale nella societ\u00e0\u00a0, lo Stato non era pi\u00f9 concepito come propriet\u00e0\u00a0 di un sovrano, ma di una comunit\u00e0\u00a0 che da comunit\u00e0\u00a0 di un \u00e9lite divenne progressivamente l&#8217;insieme dei cittadini. Man mano per\u00f2 che questo processo procedeva si creava un vuoto, se era ben chiaro fin dove si estendevano i possedimenti di un sovrano, era molto pi\u00f9 volatile l&#8217;estensione di una comunit\u00e0\u00a0 di cittadini. A colmare quel vuoto lavor\u00f2 quel &#8220;processo mitopoietico&#8221; a cui Benedict Anderson fa riferimento quando descrive la nascita dello Stato-nazione moderno. La diffusione (facilitata dai mezzi di comunicazione) di una serie di pratiche e di simboli comuni, di &#8220;lingue nazionali&#8221;, di un repertorio di autonarrazioni che contribuirono a creare un&#8217;identit\u00e0\u00a0 nazionale. Quando Anderson parla di &#8220;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Comunit%C3%A0_immaginate\">comunit\u00e0\u00a0 immaginata<\/a>&#8221; si riferisce al fatto che gli abitanti di una nazione si sentono parte di una comunit\u00e0\u00a0 in quanto se la immaginano, non in quanto conoscano effettivamente i propri connazionali. Questo straordinario processo, che vide nelle dittature nazifasciste la propria degenerazione, fu diffuso a tutto il mondo occidentale (e non solo) e ci\u00f2 che oggi sentiamo come &#8220;naturale&#8221; \u00e8 in realt\u00e0\u00a0 il risultato di un procedimento quantomai artificiale. <a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/altare_della_patria_di_roma.jpg\" title=\"Altare della patria di Roma\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/altare_della_patria_di_roma.jpg\" alt=\"altare_della_patria_di_roma.jpg\" class=\"floatright\" width=\"300\" \/><\/a>Ho l&#8217;impressione sia questo processo a giustificare il fatto che un conflitto devastante come nessun altro nella storia dell&#8217;umanit\u00e0\u00a0, come fu la Seconda Guerra Mondiale, abbia in realt\u00e0\u00a0 originato minime modifiche dei confini cos\u00ec come il fatto che, come sottolineato, quei confini siano in gran parte immutati dopo 70 anni. Sembra infatti che tale mitologia nazionale abbia finito con l&#8217;arrestare un processo di evoluzione naturale dei confini tra entit\u00e0\u00a0 statuali. In termini strettamente sociopolitici uno Stato ha due esigenze fondamentali riguarda alla propria dimensione: da una parte quella di avere una forza di negoziazione sullo scacchiere internazionale tale da consentirgli di far valere i propri interessi, dall&#8217;altra una sufficiente omogeneit\u00e0\u00a0 al suo interno da arrivare ad una condivisione di obiettivi che gli consenta l&#8217;organizzazione di una politica nazionale. In assenza di vincoli culturali si potrebbe ipotizzare quindi che in una societ\u00e0\u00a0 che tende ad omogeneizzarsi a livello europeo i confini tra Stato e Stato tendano a sparire. Questi vincoli culturali per\u00f2 ci sono e si vedono molto bene anche oggi. Che succede infatti in questi anni in Europa che giustifica i successi degli anti-europeisti? Succede che, non solo quel concetto di comunit\u00e0\u00a0 immaginata resiste a livello culturale in una parte dell&#8217;opinione pubblica, ma anzi la crisi, come tutte le crisi, tende a farci ripiegare su ci\u00f2 che percepiamo come rassicurante, cio\u00e8 la nostra tradizione, il nostro passato. E&#8217; un po&#8217; il mito del ritorno alle origini che affascina sempre chi si sente disorientato. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 anche una parte consistente dell&#8217;opinione pubblica che ha girato il mondo, che conosce altre realt\u00e0\u00a0, per la quale quella comunit\u00e0\u00a0 che un tempo era &#8220;immaginata&#8221; non \u00e8 pi\u00f9 tanto immaginata, perch\u00e9 ne ha visto una buona parte e ne ha viste anche altre. Il catalano che \u00e8 stato in Andalusia ed \u00e8 stato in Linguadoca sa che, a parte la lingua e lo scartamento del treno, forse ha pi\u00f9 cose in comune con la Linguadoca che con l&#8217;Andalusia. Una delle reazioni possibili del catalano in oggetto pu\u00f2 essere quella di chiedersi perch\u00e9 diavolo deve essere sottoposto allo stesso Governo dell&#8217;andaluso ed eccolo parteggiare per l&#8217;indipendentismo. Siccome per\u00f2 capisce anche che un governo della Catalogna non conterebbe un accidente, pu\u00f2 chiedersi anche perch\u00e9 non avere un livello di Governo superiore che accomuni andaluso, catalano e abitante della Linguadoca. <a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/catalunya-indipendencia.jpg\" title=\"Catalunya indipendencia\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/catalunya-indipendencia.jpg\" alt=\"catalunya-indipendencia.jpg\" class=\"floatleft\" width=\"300\" \/><\/a>Non \u00e8 improbabile che le due reazioni convivano negli indipendentisti-europeisti di cui sopra. Detto in altri termini la retorica delle nazioni si sta sempre pi\u00f9 svuotando di sostanza e questo fa s\u00ec che esse si scoprano troppo disomogenee per non spezzarsi e troppo deboli per non unirsi. Forse in una futura federazione europea le nazioni novecentesche non avranno pi\u00f9 senso come livello di governo locale, mentre avranno senso delle entit\u00e0\u00a0 federate di dimensioni inferiori, con un maggior grado di omogeneit\u00e0\u00a0. Capisco in questo senso gli europeisti che parteggiano per scozzesi e catalani, nella misura in cui una frammentazione degli stati-nazione \u00e8 forse l&#8217;unico vero modo per riuscire a superarli a vantaggio di un livello di aggregazione superiore. Nel frattempo, il referendum in Catalogna sar\u00e0\u00a0 un altro interessante banco di prova della salute delle nazioni e un altro focolaio per riaccendere aspirazioni che anche nel nostro Alto Adige <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2014\/01\/13\/sud-tirolo-referendum-sulla-secessione-dallitalia-il-92-vuole-unirsi-allaustria\/841823\/\">hanno non poche radici<\/a>. Vedremo come andr\u00e0\u00a0 a finire&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molto si \u00e8 detto del recente referendum in Scozia che ha rischiato di sfaldare la nazione che ha a lungo dominato il mondo. 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