{"id":1638,"date":"2013-12-19T21:17:25","date_gmt":"2013-12-19T19:17:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1638"},"modified":"2013-12-24T02:25:08","modified_gmt":"2013-12-24T00:25:08","slug":"uno-vale-laltro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2013\/12\/19\/uno-vale-laltro\/","title":{"rendered":"Uno vale l&#8217;altro"},"content":{"rendered":"<p><em>&#8216;E poi ti dicono &#8220;Tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera&#8221;. <\/em><em>Ma \u00e8 solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando          viene la sera&#8217;<\/em>. <a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/scacchi-e-tarocchi.jpeg\" title=\"Scacchi e Tarocchi.jpeg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/scacchi-e-tarocchi.jpeg\" alt=\"scacchi-e-tarocchi.jpeg\" class=\"floatleft\" width=\"250\" \/><\/a>Questa frase di Francesco De Gregori, inserita nel testo di &#8220;<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=K-VpPGI2S50http:\/\/\">La storia<\/a>&#8220;, \u00e8 forse il frammento di testo di una canzone che mi sono trovato a ripetere pi\u00f9 volte in vita mia, parlando di politica. Sono passati ventotto anni da quando il cantautore romano le ha scritte, probabilmente <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/politica\/13_luglio_31\/de-gregori-non-voto-piu-cazzullo_ae273fd8-f9a2-11e2-b6e7-d24d1d92eac2.shtml\">non ci crede neanche pi\u00f9 lui<\/a>, per\u00f2 la mia esperienza personale mi dice che non esistono due persone, due gruppi, due organizzazioni uguali sulla faccia della terra. Ciononostante, ancora oggi l&#8217;idea che &#8220;uno vale l&#8217;altro&#8221; \u00e8 una delle analisi pi\u00f9 diffuse non solo della politica, ma della societ\u00e0\u00a0 tutta.<br \/>\nEra il &#8217;92, Mani Pulite imperversava e molti dal parrucchiere cercavano di spiegarmi che &#8220;<em>tanto rubano tutti<\/em>&#8220;, anche quelli che la magistratura non riesce a &#8220;<em>beccare<\/em>&#8220;. E io mi affannavo a distinguere ladri da ladri, partiti coinvolti e meno coinvolti. Poi arriv\u00f2 Berlusconi e io mi misi a parlare con i compagni di viaggio in treno, dicendo che Berlusconi non andava bene qui, che Berlusconi non andava bene l\u00e0\u00a0 e tutti a dirmi che &#8220;<em>tanto uno valeva l&#8217;altro<\/em>&#8221; almeno lui &#8220;<em>aveva tanti soldi e quindi non aveva bisogno di rubare<\/em>&#8220;. Poi passarono gli anni, e Berlusconi continuava a governare e io spiegavo al tizio che beveva il caff\u00e9 al bar accanto a me che non si poteva andare avanti cos\u00ec, che ci voleva il ricambio, che non si poteva rivotare gli stessi e mi sentivo ancora dire che &#8220;<em>tanto non sarebbe cambiato nulla, perch\u00e9 anche loro non sono meglio&#8230;<\/em>&#8220;. Ma io non mi rassegnavo e quando Berlusconi imbocc\u00f2 la sua china discendente rieccomi a dire alla cassiera del supermercato che chi era stato all&#8217;opposizione poteva finalmente far svoltare il paese, ed ecco spuntare i grillini a dirmi che chi era stato all&#8217;opposizione aveva le stesse responsabilit\u00e0\u00a0 di chi era stato all&#8217;opposizione, che PD=PDL e quanto altro. Quando poi il M5S \u00e8 andato in Parlamento ecco spuntare i forconi a raccontarmi che i politici sono tutti uguali (compresi i grillini) e che non ci si deve fidare e che, abbattutti i politici, bisogna affidare il paese alla polizia o, in alternativa, ai pompieri.<br \/>\nAlla fine di questo percorso esistenziale mi chiedo<span> <\/span>perch\u00e9 siamo sempre vittime di quelli del &#8220;<em>Tanto sono tutti uguali<\/em>&#8220;. Forse perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 comodo, \u00e8 pi\u00f9 facile, non richiede grande sforzo. L'&#8221;<em>uno vale l&#8217;altro<\/em>&#8221; ti tranquillizza quando le cose vanno bene e d\u00e0\u00a0 libero sfogo alla tua rabbia quando le cose vanno male. Nei periodi di vacche grasse basta dire a s\u00e9 stessi: &#8220;<em>Uno vale l&#8217;altro<\/em>&#8221; per sentirsi sollevato dall&#8217;onere della scelta, nei periodi cupi &#8220;<em>Sono tutti uguali<\/em>&#8221; ti permette di dirigere la tua rabbia contro il primo che passa, senza che troppi distinguo annacquino la tua furia.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/mandiamoli-a-casa-tutti.jpg\" title=\"Mandiamoli a casa tutti\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/mandiamoli-a-casa-tutti.jpg\" alt=\"mandiamoli-a-casa-tutti.jpg\" class=\"floatright\" width=\"250\" \/><\/a>E noi che &#8220;<em>Non sono tutti uguali<\/em>&#8221; che possiamo fare? Solitamente ci sono due linee di tendenza, ben evidenti anche in questi giorni di protesta forconista. La prima \u00e8 quella snob che dice &#8220;<em>Poveri scemi! Non capiscono nulla.<\/em>&#8220;, spesso condita di un p\u00f2 di autofobia: &#8220;<em>Siamo un paese di m&#8230;<\/em>&#8220;, come se invece l&#8217;elettore francese che vota Le Pen lo facesse al termine di un percorso di fine analisi sociopolitica. Oppure c&#8217;\u00e8 la linea del dialogo, quella che invita al confronto, a capirli, ad ascoltarli, come se la sbornia di luoghi comuni che ascolti sull&#8217;autobus o leggi nei commenti su Facebook, non ti fosse ancora bastata. Delle due sicuramente la seconda \u00e8 pi\u00f9 costruttiva ma nessuna delle due ha grosse speranza di successo nel ricondurre all&#8217;ovile razionale gli adoratori dell'&#8221;<em>Uno vale l&#8217;altro<\/em>&#8220;. Temo che anche in una societ\u00e0\u00a0 molto migliore di questa ci sar\u00e0\u00a0 sempre una vasta massa di persone che non hanno voglia di informarsi, di sottilizzare, di costruire mattoncino su mattoncino un mondo migliore. Persone che pensano alla propria vita, ai propri interessi, alla proprio orticello, fino a che quell&#8217;orticello non esplode e quando esplode \u00e8 troppo tardi per andargli a spiegare che c&#8217;\u00e8 il debito pubblico, lo spread, la concorrenza dei paesi in via di sviluppo. Perch\u00e9 \u00e8 incazzato e quando uno \u00e8 incazzato non ti ascolta pi\u00f9 e non \u00e8 nemmeno molto utile ascoltarlo, con buona pace dei dialoghisti di cui sopra, come tutti quelli che sono un po&#8217; incazzati, meglio lasciarlo stare nella speranza che la sua rabbia sbollisca senza fare troppi danni nel frattempo.<br \/>\nE allora forse la cosa migliore \u00e8 che noi, noi che ci crediamo pi\u00f9 costruttivi, pi\u00f9 riflessivi, pi\u00f9 informati, noi che siamo convinti di sapere scegliere fiore a fiore, noi che ci consideriamo la parte della societ\u00e0\u00a0 che traina tutto il resto, che lo indirizza, che fa le scelte, non aspettiamo che la gente scenda in piazza con i forconi (veri o metaforici). Dobbiamo pensarci noi, prima che la pancia si svuoti (la nostra e la loro), dobbiamo trainarla davvero questa societ\u00e0\u00a0, senza perder tempo a discutere se i forconi siano pi\u00f9 fascisti o pi\u00f9 anarchici (fascismo o anarchismo sono solo due possibili reazioni alla stessa frustrazione), senza gite al mare, senza alibi e senza pigrizia. La protesta dei forconi, che appare gi\u00e0\u00a0 in fase in calante, probabilmente si sgonfier\u00e0\u00a0, lasciando in chi vi ha partecipato null&#8217;altro che qualche denuncia e qualche vetro rotto, ma dovr\u00e0\u00a0 rimanere come monito a chi non vi ha partecipato ma che ha delle idee, ha delle convinzioni, ha una sua idea di mondo: un monito a mettere sul tavolo quelle idee, onde evitare che in futuro il livello di rabbia superi di nuovo la soglia e che questa volta i libri comincino a bruciarli davvero. Pensiamoci adesso: incolpare a posteriori quella classe politica che abbiamo consapevolmente scelto noi \u00e8 un po&#8217; da vigliacchi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8216;E poi ti dicono &#8220;Tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera&#8221;. Ma \u00e8 solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera&#8217;. 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