{"id":1617,"date":"2013-10-11T21:13:04","date_gmt":"2013-10-11T19:13:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1617"},"modified":"2013-11-19T14:33:23","modified_gmt":"2013-11-19T12:33:23","slug":"il-fatidico-sculaccione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2013\/10\/11\/il-fatidico-sculaccione\/","title":{"rendered":"Il fatidico sculaccione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/diritti-delluomo.jpg\" title=\"I diritti del Bambino\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/diritti-delluomo.jpg\" wisth=\"350\" class=\"floatright\" alt=\"diritti-delluomo.jpg\" \/><\/a>Solo la parola &#8220;sculaccione&#8221;, contenuta nel titolo, avr\u00e0\u00a0 suscitato in molti, dei sommovimenti interiori. Immagino che gi\u00e0\u00a0 qualcuno dei pochi lettori di questo blog abbia imbracciato la tastiera pronto a scatenarsi con pistolotti sull&#8217;aggressivit\u00e0\u00a0 repressa che i genitori sfogano sui bambini, l&#8217;illusoriet\u00e0\u00a0 dell&#8217;educazione tramite metodi coercitivi e cos\u00ec via&#8230; Il punto \u00e8 che, come genitore, anch&#8217;io mi sono trovato a vivere il conflitto interiore tra la convinzione culturalmente radicata che anche le forme pi\u00f9 leggere di violenza siano deprecabili e la triste constatazione, in taluni momenti della propria vita di genitore, dell&#8217;assenza di altre risorse per riuscire ad essere convincenti. Specifico che anch&#8217;io come tanti mi sono abbeverato a testi di pedagogia che spiegavano che con i figli bisogna sempre e comunque dialogare e ho sempre considerato opzioni diverse come ultima ratio, ma poi accade che l&#8217;ultima ratio diventi tale ed ecco che, come sospinti verso un baratro, ci si senta proiettati ineluttabilmente verso il fatidico sculaccione&#8230;<br \/>\nSi d\u00e0\u00a0 il caso che nel giardino di casa nostra ci sia la ghiaia. Si sa che i bambini hanno una grossa predisposizione a esplorare il mondo attraverso la bocca e la superficie liscia e fresca di una pietruzza \u00e8 senz&#8217;altro una conoscenza molto interessante. E&#8217; quindi capitato a me e mia moglie di sorprendere a pi\u00f9 riprese nostra figlia, di due anni e mezzo, mentre si trastullava con una pietra in bocca. Le abbiamo spiegato che quel gioco era molto pericoloso, che avrebbe potuto inghiottirla e farsi molto male. Per\u00f2 quello che non sempre ti spiegano i testi di cui sopra \u00e8 che una bambina di quell&#8217;et\u00e0\u00a0 ha ancora un rapporto piuttosto labile con il concetto di causa-effetto: non dico che non serva spiegare che un&#8217;azione ha delle conseguenze, non dico che non serva dialogare, metterla di fronte alle sue responsabilit\u00e0\u00a0, ai rischi che corre e cos\u00ec via, anzi credo serva proprio a costruirlo quel rapporto. Dico che finch\u00e9 tutto questo spiegare non ha prodotto i suoi frutti (e non accade subito) ci\u00f2 non ti garantisce affatto che la prossima volta non la troverai di nuovo con una pietra in bocca, perch\u00e9 le piace e le piace anche ripetere sequenze di eventi che diventano allettanti rituali, come ad esempio il Pap\u00e0\u00a0 o la Mamma che si arrabbiano, e che con piglio deciso si piegano su di lei e la ammoniscono a non farlo pi\u00f9.<br \/>\nCos\u00ec un giorno, come vinto dall&#8217;ineluttabilit\u00e0\u00a0 di una scelta fino ad allora posticipata, all&#8217;ennesima esibizione di una pietra in bocca il sottoscritto si lasci\u00f2 andare a proferire un &#8220;<em>La prossima volta che ti trovo con una pietra in bocca ti prendi un bello sculaccione<\/em>&#8220;. Non so se, di nuovo per poca dimistichezza con il rapporto causa-effetto, o perch\u00e9 in fondo questo concetto di sculaccione, per quanto non si annunciasse come un&#8217;esperienza piacevole, la incuriosisse, sta di fatto che nostra figlia ha lasciato passare davvero poco tempo prima di sfidarmi a mantenere la mia promessa. Non pi\u00f9 tardi del giorno seguente si presentava infatti da me e mia moglie, esibendo una bella pietruzza liscia e levigata sulla lingua. La inducevamo con le buone ad espellere la pietra, dopodich\u00e9 alle mie parole: &#8220;<em>Sai che Pap\u00e0\u00a0 mantiene quello che promette<\/em>&#8221; intuiva che l&#8217;aria stava diventando pesante e cercava di scappare, ma ero pi\u00f9 veloce, la poggiavo sulle mie ginocchia e facevo scendere la mia mano sul suo sedere.<br \/>\nDa quel giorno non ci \u00e8 mai pi\u00f9 capitato di sorprendere nostra figlia con una pietra in bocca. Quello sculaccione non \u00e8 stata un&#8217;esperienza che ho gradito, non ho appagato alcun mio desiderio di rivalsa nei confronti di alcuno e alcunch\u00e9, anzi mi \u00e8 sinceramente dispiaciuto, non credo di avere contribuito nemmeno in minima parte a educarla o a darle strumenti per affrontare meglio la vita, forse ho perfino leggerissimamente incrinato la fiducia in s\u00e9 stessa, ho per\u00f2 cercato di evitare che mia figlia facesse pi\u00f9 qualcosa che ritengo molto pericoloso e credo di esserci riuscito. E se ci\u00f2 non \u00e8 avvenuto per intima convinzione, ma solo per collegamento pavloviano tra l&#8217;azione di mettere la pietra in bocca e il dolore sul sedere, beh pazienza&#8230;<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/sculaccione.jpg\" title=\"Lo sculaccione\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/sculaccione.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"sculaccione.jpg\" width=\"250\" \/><\/a>Questo mi ha aperto gli occhi sulla necessit\u00e0\u00a0 di prendere i modelli di comportamento che ci vengono suggeriti per quello che sono, dei riferimenti generali senza eccessi moralistici e senza regole assolute. Un bambino che cresce senza una spiegazione, circondato da regole apparentemente dogmatiche, fatte rispettare con la coercizione probabilmente crescer\u00e0\u00a0 con una visione un po&#8217; troppo fatalistica del mondo che lo circonda; per contro dei genitori che crescono un bambino limitandosi a proporre delle regole e spiegandole adeguatamente, ma senza imporre alcun costo per il loro mancato rispetto, potrebbero avere un bambino che semplicemente non le rispetta e se fortunatamente non inghiotte mai una pietra, non si prende mai un malanno serio per essere uscito sotto la pioggia, non si prende mai una zampata dal gatto per avergli tirato i baffi, in altre parole se sar\u00e0\u00a0 abbastanza fortunato da schivare i rischi da cui quelle regole lo proteggono, penser\u00e0\u00a0 comunque che i genitori tutte queste norme se le sono inventate per loro sfizio e potrebbero rimanergli delle difficolt\u00e0\u00a0 ad accettare qualunque limite alla propria libert\u00e0\u00a0, che magari si porter\u00e0\u00a0 dietro anche quando le regole sar\u00e0\u00a0 in grado di comprenderle e non gliele imporranno pi\u00f9 Mamma e Pap\u00e0\u00a0 ma la societ\u00e0\u00a0 che lo circonda.<br \/>\nHo proprio l&#8217;impressione che una giusta via di mezzo, fatta di molte spiegazioni ma anche di punizioni ed, in casi estremi, anche di sculaccioni, sia quella preferibile. In fondo \u00e8 uno dei tanti volti di quel compromesso tra individualismo e comunitarismo, tra disciplina e ribellione, tra autonomia e interdipendenza, indispensabile per vivere in modo sano con s\u00e9 stessi e con la societ\u00e0\u00a0 che ci circonda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Solo la parola &#8220;sculaccione&#8221;, contenuta nel titolo, avr\u00e0\u00a0 suscitato in molti, dei sommovimenti interiori. 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