{"id":1596,"date":"2013-08-28T19:42:34","date_gmt":"2013-08-28T17:42:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1596"},"modified":"2013-08-28T19:51:39","modified_gmt":"2013-08-28T17:51:39","slug":"litalia-del-parco-giochi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2013\/08\/28\/litalia-del-parco-giochi\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italia del parco giochi"},"content":{"rendered":"<p>Quest&#8217;estate, durante un breve periodo di villeggiatura nella costa ligure di Ponente, mi \u00e8 capitato un episodio spiacevole ma tanto significativo, rispetto a molte cose che ho raccontato nel passato su questo blog, che ho pensato valesse la pena di farne parte ai lettori de &#8220;Il Colore del Grano&#8221;.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/arma_taggia_lungomare.jpg\" title=\"Arma di Taggia\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/arma_taggia_lungomare.jpg\" alt=\"arma_taggia_lungomare.jpg\" class=\"floatright\" width=\"350\" \/><\/a>Ero con mia moglie e mia figlia al parco giochi di Arma di Taggia che frequentiamo assiduamente quando siamo da quelle parti e Matilde, che compie a Ottobre 3 anni, era intenta ad una vorticosa full immersion di scivolo (nel parco giochi in oggetto ce ne sono due uno davanti all&#8217;altro). Mi capitava ad un certo punto di notare un bambino tra i 4 e i 5 anni che si muoveva in modo piuttosto brusco e prepotente tra scivoli ed altalene, non rispettando la coda, spingengo via gli altri bimbi e cos\u00ec via&#8230; Capirete che un bambino di 5 anni si arrampica su uno scivolo molto pi\u00f9 velocemente di un bambino pi\u00f9 piccolo ed \u00e8 quindi normale che, se non moderato dai genitori, possa dimostrare insofferenza nel momento in cui se\u00c2\u00a0lo\u00c2\u00a0ritrova davanti sulla scaletta. Succedeva proprio cos\u00ec infatti quando poco dopo il bambino prepotente trovava davanti a s\u00e9 Matilde che stava lentamente affrontando il primo scalino dello scivolo pi\u00f9 grande. Il bambino non aveva nessuna intenzione di rallentare il suo gioco e quindi allungava\u00c2\u00a0la mano\u00c2\u00a0davanti a quella di mia figlia per cercare di passarle davanti. Visto che, insieme a mia moglie, insegniamo sempre a mia figlia a rispettare gli altri, mi sentivo in dovere di dimostrarle che il comportamento del bambino era sbagliato; cos\u00ec, in tono pacato ma deciso, dicevo al prepotente: &#8220;Bambino, non tocca a te, tocca alla bimba!&#8221;. Il bambino si fermava guardandomi con un&#8217;espressione interrogativa e mia figlia, rincuorata dall&#8217;intervento paterno, completava il primo gradino. Ripresosi dallo stupore per un intervento inatteso e evidentemente non compreso, il bambino per\u00f2 ripartiva alla carica facendo a sua volta il primo gradino e allungando il braccio verso Matilde, come a volerla spinger gi\u00f9.\u00c2\u00a0Percepivo la situazione di pericolo e quasi guidato meccanicamente dall&#8217;istinto di protezione genitoriale, infilavo le braccia sotto le ascelle del bimbo prepotente bloccandone la salita e scongiurando conseguenze peggiori.<br \/>\nHo poi ripensato spesso a quel momento e mi sono chiesto se altre\u00c2\u00a0azioni\u00c2\u00a0non sarebbero state pi\u00f9 sagge e\u00c2\u00a0avvedute, ad esempio proteggere\u00c2\u00a0piuttosto mia figlia da un&#8217;eventuale caduta\u00c2\u00a0ma, sia perch\u00e9 mi era pi\u00f9 facile nella posizione in cui ero, sia perch\u00e9 instintivamente in una situazione di pericolo si cerca di\u00c2\u00a0fermare la causa del pericolo prima che la possibile vittima, sono portato a ritenere che l&#8217;azione che ho compiuto sia stata quella che qualunque genitore premuroso avrebbe fatto al posto mio. Capisco che a nessun genitore fa piacere che un estraneo tocchi, sebbene in modo innocuo, suo figlio, ma ci sono situazioni in cui pu\u00f2 succedere di essere costretti a farlo.<br \/>\nRisolta la situazione mi volgevo verso un signore,\u00c2\u00a0alto a palestrato,\u00c2\u00a0che era accorso nel frattempo e che immaginavo essere il padre del bambino, con espressione di\u00c2\u00a0garbato rimprovero; ma la sua reazione non era certo quella di porgere le sue scuse. Mi metteva un dito sotto il naso e mi diceva digrignando i denti: &#8220;Tu per\u00f2 le mani addosso a mio figlio non le metti&#8221;. Ne nasceva una discussione animata in cui il tizio mi minacciava di ritorsioni fisiche, trattenuto da una signora che capivo poi essere la madre del bambino, la quale pi\u00f9 pacatamente chiedeva spiegazioni su quello che era successo. La ricostruzione che ne facevo sembrava averla tranquillizzata e si allontava con il marito, che pure mi guardava ancora con occhi rancorosi. Passava qualche decina di secondi, durante i quali la situazione pareva tranquillizzata e avevamo quindi ripreso a seguire nostra figlia nelle sue evoluzioni, quando era questa volta la madre del bimbo ad avvicinarsi a me. Non so se il marito o il figlio le avevano nel frattempo raccontato una versione diversa dei fatti. Sta di fatto che il suo volto era adesso completamente trasformato in un&#8217;espressione rabbiosa e mi urlava in faccia, con la voce rotta dall&#8217;emozione: &#8220;Guarda che se metti ancora le mani addosso a mio figlio chiamo i carabinieri!&#8221; e poi aggiungeva di conoscere il comandante dei Carabinieri di non ho capito dove e che mi avrebbe fatto mandare in galera.<br \/>\nL&#8217;episodio si concludeva cos\u00ec senza ulteriori ripercussioni: la mia faccia ne usciva intera cos\u00ec come la mia fedina penale,\u00c2\u00a0ma ho trovato molte cose su cui riflettere degli eventi di quei pochi minuti.<br \/>\nIl primo \u00e8 indubbiamente il malinteso senso di protezione che anima molti genitori, che \u00e8 lo stesso per cui il genitore, pur ignorante, si sente autorizzato a contestare l&#8217;insegnante che ha dato un brutto voto al figlio. Il signore palestrato non era vicino a me,\u00c2\u00a0non ha visto la scena e non poteva giudicare se il mio intervento fosse stato provvidenziale, appropriato o\u00c2\u00a0fuori luogo,\u00c2\u00a0ma ha comunque deciso che non dovevo toccare suo figlio, cos\u00ec come il genitore dello studente si sente in grado di\u00c2\u00a0stabilire che l&#8217;insegnante di letteratura che ha dato un brutto voto a suo figlio si sbaglia anche se non sa nemmeno chi sia Montale.\u00c2\u00a0Questo comportamento \u00e8 parente stretto di quello che Banfield chiamava <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Familismo_amorale\">familismo amorale<\/a>, ovvero quel fenomeno tipico del nostro paese per il quale tendiamo a creare attorno al nostro recinto familiare una barriera, attraverso la quale non valgono o valgono debolmente le regole minime di convivenza e cooperazione civile e le categorie di bene e male, che invece vengono applicate all&#8217;interno del recinto. C&#8217;\u00e8 uno steccato che \u00e8 quello della nostra famiglia che queste persone proteggono indipendentemente dagli eventi\u00c2\u00a0e rispetto al quale impediscono qualunque invasione. Nessuno di quei due genitori ha negato che il comportamento del loro figlio fosse oggettivamente biasimevole in base alle regole socialmente condivise, ma hanno considerato questo fatto irrilevante rispetto all&#8217;invasione di campo che avevo compiuto nel fermare il loro figlio.<br \/>\nIl secondo elemento \u00e8 il rapporto con l&#8217;istituzione sociale. Il padre che, una volta precisato che avevo violato il suo recinto e quindi meritavo una reazione, non si appellava ad un&#8217;autorit\u00e0\u00a0 esterna ma a s\u00e9 stesso e alla sua possanza fisica per riaffermare il suo potere sul &#8220;recinto&#8221;. Anche qui c&#8217;\u00e8 il disconoscimento di qualunque autorit\u00e0\u00a0 esterna, non solo il genitore dell&#8217;altro bambino, ma anche di un&#8217;autorit\u00e0\u00a0 terza. C&#8217;\u00e8 lui, il difensore del recinto, e io, l&#8217;invasore da allontanare, eventualmente con la forza, nessun altro \u00e8 preso in considerazione. Quando poi l&#8217;autorit\u00e0\u00a0 terza entra in gioco, nelle minacce della madre di denunce ai Carabinieri, non \u00e8 un&#8217;autorit\u00e0\u00a0 super partes che applica in modo imparziale una legge dello Stato che tutela i bambini. E&#8217; un amico, un conoscente, uno che non sta propriamente dentro al recinto ma che pu\u00f2 essere reclutato per difenderlo in nome di un\u00c2\u00a0idea di &#8220;clan&#8221; ovvero di una sorta di recinto allargato. Uno che dall&#8217;alto del suo potere pu\u00f2 permettersi di punirmi senza che il marito si sporchi le mani.<br \/>\nSe ripercorro questi punti noto che di molti dei vizi descritti ho gi\u00e0\u00a0 parlato su questo blog e che sono tra quelli che pi\u00f9 contribuiscono a dare un&#8217;immagine ignorante e arrogante degli abitanti del nostro paese. Inutile dire inoltre che in tutto questo la prima vittima di questi comportamenti\u00c2\u00a0\u00e8 proprio il bambino che, dalla reazione di padre e madre certamente non ha capito di\u00c2\u00a0avere sbagliato, ma di essere semmai stato assolutamente nel giusto a volersi far largo sullo scivolo, e la prossima volta gestir\u00e0\u00a0 ancora peggio la sua impazienza e esiter\u00e0\u00a0 ancora di meno a spingere un bambino lento gi\u00f9 dalla scaletta.<br \/>\nAnch&#8217;io qualche volta\u00c2\u00a0mi chiedo perch\u00e9 passo del tempo a scrivere di comportamenti come questi in questo blog. In fondo spesso mi riferisco a fatti lontani di cui, a pensarci bene, senza l&#8217;altoparlante mediatico, non avrei\u00c2\u00a0forse mai avuto notizia. Poi capita di finire in mezzo a prepotenza, maleducazione e arroganza e di correre il rischio che una serata di vacanza finisca malamente. Allora capisco perch\u00e9 lo faccio: per poter sperare un giorno di poter passare una tranquilla serata estiva al parco giochi con la mia famiglia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quest&#8217;estate, durante un breve periodo di villeggiatura nella costa ligure di Ponente, mi \u00e8 capitato un episodio spiacevole ma tanto significativo, rispetto a molte cose che ho raccontato nel passato su questo blog, che ho pensato valesse la pena di farne parte ai lettori de &#8220;Il Colore del Grano&#8221;. 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