{"id":1540,"date":"2013-04-24T20:26:58","date_gmt":"2013-04-24T18:26:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1540"},"modified":"2013-04-24T19:31:36","modified_gmt":"2013-04-24T17:31:36","slug":"il-trionfo-della-conservazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2013\/04\/24\/il-trionfo-della-conservazione\/","title":{"rendered":"Il trionfo della conservazione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/bersani-alfano.jpg\" title=\"Bersani e Alfano durante il voto presidenziale\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/bersani-alfano.jpg\" alt=\"bersani-alfano.jpg\" class=\"floatright\" width=\"350\" \/><\/a>Ricostruire cosa \u00e8 successo in questi giorni e che ha portato alla rielezione di Napolitano alla carica di Presidente della Repubblica \u00e8 un rompicapo non da poco. L&#8217;esasperato tatticismo che ha prodotto alla fine il pi\u00f9 grigio dei nulla di fatto \u00e8 costituito di una serie di mosse e contromosse che sembrano obbedire ad una logica impazzita ma sono forse solo il risultato di una lunga serie di mosse compiute dai vari giocatori della partita, che facendo il loro gioco in modo individualmente assolutamente comprensibile hanno prodotto questo curioso esito. I giocatori sono moltissimi ed \u00e8 una forte semplificazione citarne solo alcuni ma il tempo stringe e i post troppo lunghi non li legge nessuno.<br \/>\nIniziamo con Berlusconi (qui non c&#8217;\u00e8 semplificazione perch\u00e9 nel PdL non ci sono altre voci rilevanti). Si \u00e8 portato a casa quello che voleva, non perch\u00e9 Napolitano sia uno dei suoi, ma semplicemente perch\u00e9 gli ha sempre dimostrato di anteporre la &#8220;Ragion di Stato&#8221; a questioni morali e di immagine, ed \u00e8 quindi percepito dal suo elettorato come una presenza tranquillizzante e uno dei pi\u00f9 disponibili, tra gli uomini di sinistra, a difendere un suo eventuale ritorno futuro al Governo. Un Presidente &#8220;moralista&#8221;, come Rodot\u00e0\u00a0 ma anche Prodi, che ne sferzasse continuamente i costumi politici e personali, sarebbe stata una rovina per l&#8217;uomo del Bunga Bunga e dei mille processi. Ma soprattutto: un Presidente eletto da PD e M5S che spronasse questi partiti ad un governo di scopo che avesse tra i suoi obiettivi una legge sul conflitto di interessi sarebbe la rovina peggiore. Non posso non aggiungere cinicamente che eleggere un Presidente molto avanti con l&#8217;et\u00e0\u00a0 significa mettere in preventivo che non porti a termine il suo settennato. In previsione di nuove elezioni non lontane, che Berlusconi conta di vincere, ci\u00f2 potrebbe consentirgli di eleggere un nuovo Presidente, questa volta (la prima da che \u00e8 in politica) con un Parlamento a lui fedele.<br \/>\nPassiamo a Grillo. Qui il discorso \u00e8 complicato perch\u00e9 Grillo aveva bisogno che le cose andassero proprio come sono andate, ovvero proporre un candidato di bandiera credibile (meno male che Gabanelli e Strada hanno rinunciato!), votabile dalla sinistra e sfruttare le divisioni della sinistra per farlo cadere. L&#8217;insuccesso in Friuli conferma che l&#8217;elettorato non zoccolodurista del M5S non ha gradito l&#8217;intransigenza nel No alla collaborazione al Governo del paese e un atteggiamento pi\u00f9 accomodante si imponeva, anche se era essenziale che la cosa si risolvesse comunque in una rottura. Essenziale perch\u00e9 se \u00e8 vero che una parte rilevante dell&#8217;elettorato di Grillo gli rimprovera il No a Bersani, Grillo vede una prospettiva di governo come la peste, perch\u00e9 gli alienerebbe il consenso proprio del suo elettorato pi\u00f9 fedele, quello che vive del concetto per il quale &#8220;i politici sono tutti uguali&#8221;. Cosa c&#8217;era dunque di pi\u00f9 accomodante che scegliere come candidato un&#8217;icona della sinistra? E quale miglior modo per calmare i malumori dei &#8220;governisti&#8221; che il No del Partito Democratico? L&#8217;unico punto debole avrebbe potuto essere Prodi, che gli iscritti del M5S avevano indicato come uno dei loro preferiti (ottavo nella classifica) e che, con il voto cinquestellato, sarebbe probabilmente diventato presidente. Perch\u00e9 il M5S non abbia preso in considerazione l&#8217;opportunit\u00e0\u00a0 di votarlo avrebbe potuto essere una domanda imbarazzante per Grillo ma, fortunatamente per lui, i riflettori puntati sulle divisioni nel PD gli hanno rubato in questo caso la scena.<br \/>\nE veniamo proprio al PD, ed iniziamo da Renzi. Lui ha assunto in questo scenario un ruolo da segretario ombra impallinando prima Finocchiaro e Marini, poi nicchiando su Prodi, defilandosi poi su Napolitano. La ricandidatura del Presidente uscente lo ha messo nella condizione di ottenere quanto voleva: un governo di larghe intese con il PdL. Anche se non sar\u00e0\u00a0 lui a guidarlo obbedir\u00e0\u00a0 comunque al suo auspicio, pi\u00f9 volte formulato, di accordo con Berlusconi. Non so se a lungo andare questa strategia pagher\u00e0\u00a0: la base democratica \u00e8 in subbuglio e Renzi \u00e8 considerato uno dei maggiori responsabili di quella che si considera una Caporetto del partito. Potrebbe non essere scontato a questo punto che sia Renzi a succedere a Bersani.<br \/>\nE veniamo proprio a Bersani. Il Segretario, ormai dimissionario, ha fatto il proprio gioco fino alla fine: sapeva che la sua sconfitta nel tentativo di forzare una collaborazione con il M5S (anche perch\u00e9 era ci\u00f2 che la base chiedeva) lo destinava ad una rapida conclusione della sua parabola politica e tutto ci\u00f2 che poteva fare era cercare di tenere unito il partito. Lo ha fatto in modo contraddittorio, prima sostenendo una candidatura di conciliazione con il PdL (Marini), poi una di rottura (Prodi). Forse Bersani \u00e8 stato quello, proprio perch\u00e9 comunque destinato ad uscire di scena, che meno ha lavorato pro domo sua ma, dovendo cercare inutilmente di tenere insieme un gruppo che si muoveva seguendo ognuno un proprio percorso, ha dato un&#8217;impressione di schizofrenia che non ha reso particolarmente glorioso il suo epilogo.<br \/>\nInfine D&#8217;Alema. Non so quale parte ha avuto D&#8217;Alema nei vari impallinamenti e nei vari &#8220;tradimenti&#8221; ma D&#8217;Alema rappresenta al meglio chi lavora nell&#8217;ombra, chi tesse le sue trame obliquamente e quindi in D&#8217;Alema cerchiamo soprattutto di rappresentarci quella tipologia di politico, che ha sicuramente molti esemplari nel gruppo che ha con successo operato per raggiungere il risultato finale. Anche l\u00ec c&#8217;era l&#8217;obiettivo di proporre un &#8220;governo di larghe intese&#8221; ma l\u00ec l&#8217;obiettivo non \u00e8 di successo personale ma di negarsi all&#8217;abbraccio mortale con il M5S. Cercare una piattaforma comune con il M5S voleva dire spingere il PD verso ipotesi pi\u00f9 coraggiose e verso un partito pi\u00f9 aperto al rinnovamento del suo personale. Un <em>homo dalemicus<\/em> non pu\u00f2 permettersi che si parli con disprezzo di politici di lungo corso, che si porti la politica fuori dai palazzi, che si trovino modelli democratici innovativi e nella sua mente Rodot\u00e0\u00a0 rappresentava questo genere di rischio. Per questo meglio abbatterlo e meglio Napolitano.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/boldrini_napolitano_and_grasso_2013.jpg\" title=\"Boldrini Napolitano e Grasso\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/boldrini_napolitano_and_grasso_2013.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"boldrini_napolitano_and_grasso_2013.jpg\" width=\"300\" \/><\/a>Finita questa orgia dietrologica, torniamo davanti alla ribalta e diciamoci che cosa noi comuni mortali abbiamo percepito di tutto questo. La definirei un&#8217;operazione di conservazione, quasi di imbalsamatura della nostra politica. Non ho granch\u00e9 contro Napolitano. A parte il comportamento, dal mio punto di vista esecrabile, tenuto nella vicenda delle intercettazioni delle Procura di Palermo, trovo che abbia gestito il suo settennato con un equilibrio ma anche un autorevolezza ed un coraggio che ne fanno uno dei migliori Presidenti della Repubblica che mi ricordi. E&#8217; per\u00f2 la dimensione simbolica quella che prevale in questa scelta: siamo usciti da elezioni che hanno terremotato il quadro politico, trasformando un movimento che alle scorse elezioni neanche esisteva nel primo partito italiano e ridimensionando tutti gli altri. In questo scenario riproporre per la prima volta nella storia repubblicana il Presidente uscente e per giunta ottantasettenne \u00e8 la dimostrazione di sordit\u00e0\u00a0 pi\u00f9 palese che la nostra classe politica poteva mostrare al paese e agli osservatori internazionali che chiedevano e chiedono all&#8217;Italia una svolta. Non so se ho indovinato nell&#8217;attribuire le rispettive strategie ai vari  attori, forse no, ma la cosa certa \u00e8 che ognuno di loro ha lavorato per  s\u00e9 e per l&#8217;oggi, al massimo per il domani. Il risultato sembra incomprensibile quasi folle, ma \u00e8 un risultato di una politica che non ragiona per grandi obiettivi ma per rimanere sull&#8217;onda, per resistere all&#8217;oggi e al domani, per il dopodomani si vedr\u00e0\u00a0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricostruire cosa \u00e8 successo in questi giorni e che ha portato alla rielezione di Napolitano alla carica di Presidente della Repubblica \u00e8 un rompicapo non da poco. 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