{"id":1490,"date":"2012-12-22T02:01:27","date_gmt":"2012-12-22T00:01:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1490"},"modified":"2012-12-22T02:06:08","modified_gmt":"2012-12-22T00:06:08","slug":"tecnicismo-patologico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2012\/12\/22\/tecnicismo-patologico\/","title":{"rendered":"Tecnicismo patologico"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/il-tecnico.jpg\" title=\"Il tecnico\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/il-tecnico.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"il-tecnico.jpg\" width=\"250\" \/><\/a>Fu quando al liceo, tra il terzo e il quarto anno, cominciai ad appassionarmi di informatica che il mio destino culturale e professionale si deline\u00f2. In quel periodo iniziai a prendere in considerazione un corso di laurea scientifico; poi, in un momento di picco positivo dell&#8217;autostima, decisi di iscrivermi ad ingegneria. Fatti i miei sette anni nell&#8217;atmosfera inconfondibile (non necessariamente in senso positivo) del Politecnico di Torino, mi ci trattenni ancora per un anno nel post-laurea. Uscito di l\u00ec, eccomi ancora a fare il tecnico in un&#8217;azienda, dove ho continuato a lavorare in ambito tecnico pertinacemente, fino ai giorni nostri. Questo breve curriculum per farvi capire che ho passato buona parte della mia vita scolastica e l&#8217;intera vita lavorativa circondato da quella strana razza che viene correntemente definita &#8220;tecnico&#8221;, non nel senso di professionista prestato ad incarichi di governo, come \u00e8 invalso nell&#8217;uso del gergo politico, ma nel senso pi\u00f9 generico di chi abbia appunto seguito studi tecnici e praticato professioni tecniche. C&#8217;\u00e8 poi chi come il ministro Profumo pu\u00f2 assommare entrambe le definizioni di &#8220;tecnico&#8221;. E&#8217; infatti il Rettore del Politecnico di Torino un ingegnere elettrotecnico che ha passato una vita da ricercatore e da professore, prima di raggiungere infine l&#8217;incarico di Ministro.\u00c2\u00a0 Di questo per\u00f2 parler\u00f2 pi\u00f9 avanti, vorrei prima concentrarmi sulla prima definizione di tecnico.<br \/>\nPer anni ho pensato che la fama negativa del tecnico, come una strana sottospecie del genere umano caratterizzata da una mentalit\u00e0\u00a0 chiusa e ristretta, fosse priva di fondamento.<br \/>\nPossibile &#8211; mi chiedevo &#8211; che il tuo modo di essere e di pensare sia cos\u00ec influenzato dal tipo di studio o di professione che svolgi? E perch\u00e9?<br \/>\nCon gli anni mi sono dato una risposta che mi ha dapprima sconcertato, per poi trovarla sempre pi\u00f9 convincente. Il tecnico, da che abbandona gli studi liceali, spesso per lui noiosi, di letteratura, storia o filosofia, non fa che relazionarsi con oggetti: strumenti meccanici, strutture edili, sostanze chimiche, campi elettrici, elettroni o altre particelle subatomiche. Tutta roba che ha caratteristiche, comportamenti, regole, ma che non prova emozioni e che tendenzialmente non sa prendere una decisione che sia una. Se selezioni una struttura portante, la sostanza per una reazione, un semiconduttore adeguato, sai che difficilmente deluder\u00e0\u00a0 le tue attese e se lo far\u00e0\u00a0 sar\u00e0\u00a0 perch\u00e9 hai sbagliato tu a misurarne le caratteristiche, non \u00e8 stato l&#8217;oggetto a deluderti. Cos\u00ec il tecnico pensa anche al mondo sociale, come fosse popolato da oggetti, pensa alle persone come a entit\u00e0\u00a0 misurabili, che ricevono degli stimoli in ingresso e che reagiscono in uscita in modo prevedibile e misurabile. Per carit\u00e0\u00a0, il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Comportamentismo\">comportamentismo<\/a> ha a lungo analizzato la possibilit\u00e0\u00a0 che si riesca a trovare un modello di questo tipo, ma alla fine i risultati di questo filone scientifico sono stati piuttosto deludenti. Eppure l&#8217;ingegnere rimane spiazzato dalle difficolt\u00e0\u00a0 che gli esseri umani ti creano quando cerchi di prevederli, quando cerchi di razionalizzarne fino all&#8217;osso i comportamenti, quando li pensi come un elettrone che reagisce sempre e comunque in quel certo modo ad un flusso di energia. Ci cadevo anch&#8217;io un tempo, quando trovavo tempo perso l&#8217;allestire coloratissime e animate slide powerpoint, quando percepivo come una pagliacciata le convention aziendali, quando il concetto di comunicazione, gestione delle risorse, motivazione e simili attivit\u00e0\u00a0 mi parevano concetti astratti ed astrusi. E invece quegli sgradevoli non tecnici che mi dicevano che sbagliavo avevano assolutamente ragione. Una persona va coccolata, stimolata, emozionata, convinta, affinch\u00e9 faccia quello che desideri faccia. Tutto ci\u00f2 \u00e8 forse pochissimo razionale ma purtroppo o per fortuna funziona proprio cos\u00ec.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/profumo-pallottoliere-1024x659.jpg\" title=\"Profumo e il pallottoliere\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/profumo-pallottoliere-1024x659.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"profumo-pallottoliere-1024x659.jpg\" width=\"300\" \/><\/a>Tutto questo per dire che ho l&#8217;impressione che il <a href=\"http:\/\/www.asca.it\/news-Scuola__Profumo__con_i_test_misuriamo_la_capacita__di_pensare-1231086-POL.html\">trionfalismo<\/a> con cui Profumo ha commentato l&#8217;esito della preselezione per il concorso nazionale insegnante, possa essere il frutto perverso proprio di questo modo di ragionare. L&#8217;idea per cui se tizio sa cos&#8217;\u00e8 un <a href=\"http:\/\/www.informaquiz.it\/node\/2025\/myresults\/201534\">monopsonio<\/a> o cos&#8217;\u00e8 un <a href=\"http:\/\/www.informaquiz.it\/node\/1969\/myresults\/233308\">doppino telefonico<\/a> o che ora \u00e8 a Roma mentre <a href=\"http:\/\/www.informaquiz.it\/node\/2025\/myresults\/272915\">Fiona, Gina e Pamela<\/a> prendono il sole a New York, allora appartiene ad una stirpe eletta sulla quale costruire la scuola di qualit\u00e0\u00a0 del futuro, \u00e8 come la cristiana separazione del grano dal loglio. Il problema \u00e8 che le persone non sono meri esecutori di semplici propriet\u00e0\u00a0 scientifiche che li governano e che dipendono dalle loro propriet\u00e0\u00a0, le persone sono esseri molto pi\u00f9 complessi le cui capacit\u00e0\u00a0 hanno numerorissime dimensioni non necessariamente l&#8217;una legata o correlata all&#8217;altra. Un individuo pu\u00f2 essere abilissimo a risolvere quiz matematici, pu\u00f2 conoscere perfettamente una lingua straniera, o avere straordinarie capacit\u00e0\u00a0 analitiche, ma essere un totale incapace quando si trova di fronte ad una classe di ragazzini urlanti a dover spiegare il teorema di Pitagora o un sonetto di Petrarca. C&#8217;\u00e8 di pi\u00f9: anche se trovassimo un modo migliore per misurare le capacit\u00e0\u00a0 teoriche di un essere umano (ed \u00e8 da dimostrare che ci\u00f2 sia possibile) ci troveremmo di fronte ad un&#8217;altra propriet\u00e0\u00a0 degli esseri umani che i tecnici faticano ad assimilare: gli esseri umani prendono decisioni e quelle decisioni possono anche portarli a decidere di sfoderare le proprie capacit\u00e0\u00a0 solo al bisogno e di tenerle per il resto ben nascoste. Un candidato pu\u00f2 quindi benissimo sgobbare per qualche anno per passare i concorsi, conseguendo brillanti successi e poi trasformarsi nel pi\u00f9 scansafatiche degli insegnanti. Se quindi un&#8217;azienda che produca auto pu\u00f2, selezionando meglio il suo controllo di  qualit\u00e0\u00a0, attendersi legittimamente di avere delle auto migliori,  senza doverne seguire le prestazioni dal primo  chilometro alla rottamazione, chi invece si aspetti delle performance  dalle persone non pu\u00f2 aspettarsi che una selezione a priori basti ad  avere una miglior qualit\u00e0\u00a0 della prestazione, senza un adeguato e  continuo controllo.<br \/>\nAbbiamo letto <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2012\/12\/17\/lettera-ai-miei-allievi-oggi-hanno-bocciato-maestro\/448870\/\">ovunque<\/a> commenti sulla preselezione al concorso nazionale per insegnanti: le domande erano ambigue,\u00c2\u00a0 astruse, spesso formulate male o in modo fuorviante. Soprattutto era poco orientata alle capacit\u00e0\u00a0 richieste per essere un buon insegnante. Ma anche se la preselezione fosse stata strutturata in modo pi\u00f9 orientato alle capacit\u00e0\u00a0 cognitive che un insegnante deve avere, anche se il concorso che ne seguir\u00e0\u00a0 non avesse alcune incomprensibili paradossi (ha senso richiedere una conoscenza dell&#8217;inglese e a livello B2 per gli insegnanti della primaria?), rimarrebberro solo delle selezioni teoriche. Il concetto di scuola moderna, di scuola di qualit\u00e0\u00a0, nella mia testa si coniuga con un controllo continuo dei risultati di chi insegna, della qualit\u00e0\u00a0 quindi della didattica. Sarebbe come se un capo ufficio si vantasse di avere un metodo di selezione delle persone assunte talmente efficace da non avere bisogno poi di verificare come se la cavano i suoi collaboratori quando messi all&#8217;opera.<br \/>\nProfumo o il prossimo ministro dell&#8217;Istruzione potranno legittimamente parlare di scuola di qualit\u00e0\u00a0 quando ci si sar\u00e0\u00a0 messi nella condizione di valutare giorno per giorno l&#8217;effettiva qualit\u00e0\u00a0 della didattica. Valutare la qualit\u00e0\u00a0 di un servizio solo dal metodo di selezione di chi lo eroga \u00e8 illusione tecnocratica che trovo rasenti francamente il patologico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fu quando al liceo, tra il terzo e il quarto anno, cominciai ad appassionarmi di informatica che il mio destino culturale e professionale si deline\u00f2. 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