{"id":1484,"date":"2012-12-11T00:04:53","date_gmt":"2012-12-10T22:04:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1484"},"modified":"2012-12-11T09:19:11","modified_gmt":"2012-12-11T07:19:11","slug":"ma-che-scuola-vuoi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2012\/12\/11\/ma-che-scuola-vuoi\/","title":{"rendered":"Ma che scuola vuoi?"},"content":{"rendered":"<p>La situazione della scuola italiana, vista dall&#8217;esterno, \u00e8 un ribollire di conflitti pi\u00f9 o meno armati, una guerra non dichiarata tra il Ministro in carica e il personale scolastico, con scontri, incontri, accordi e colpi bassi.<br \/>\nGli ultimi round si sono combattuti nelle ultime settimane sulle ore di lezione degli insegnanti di scuola media, che il Ministro Profumo aveva proposto di aumentare da 18 a 24. Considerando che pi\u00f9 ore di lezione significano pi\u00f9 classi, quindi pi\u00f9 compiti da correggere, pi\u00f9 colloqui con i genitori, pi\u00f9 riunioni eccetera, l&#8217;aumento di orario effettivo poteva realisticamente essere ben maggiore di 6 ore. Anche il pi\u00f9 inflessibile negriero stenterebbe a proporre ai suoi schiavi un aumento di un terzo dell&#8217;orario di lavoro senza nemmeno una fetta di pane in pi\u00f9 nel rancio, ma Profumo non \u00e8 sembrato in un primo tempo porsi il problema; poi per\u00f2 ci ha ripensato e ha deciso di soprassedere per il momento. Alla fine l&#8217;aumento di orario \u00e8 saltato, questo soprattutto per <a href=\"http:\/\/www.ilgiorno.it\/milano\/cronaca\/2012\/11\/22\/806147-Sospeso-Sciopero-Insegnanti-Sabato-24-Novembre.shtml\">bloccare lo sciopero della scuola<\/a> previsto per il 24 Novembre. Oltre all&#8217;aumento il governo si \u00e8 giocato, per fermare i sindacati, un&#8217;apertura sugli scatti di anzianit\u00e0\u00a0 per gli insegnanti, lo sblocco per\u00f2 al momento pare destinato a <a href=\"http:\/\/www.flcgil.it\/scuola\/scatti-di-anzianita-il-governo-dice-si-ma-a-carico-del-fondo-di-istituto.flc\">gravare per la maggior parte sui fondi di istituto<\/a>, ovvero il denaro necessario per le attivit\u00e0\u00a0 scolastiche, quindi l&#8217;insegnante rischia di avere pi\u00f9 soldi in tasca ma di non avere gli strumenti per insegnare. Insomma la guerriglia continua.<br \/>\nCome per molte guerre che si trascinano da anni la domanda che viene da farsi \u00e8 &#8220;Perch\u00e9?&#8221;, ovvero qual \u00e8 l&#8217;obiettivo finale di questo lavoro ai fianchi che il Ministero dell&#8217;Istruzione, Universit\u00e0\u00a0 e Ricerca sta compiendo da anni sugli insegnanti.<br \/>\nChe il Ministro precedente, Mariastella Gelmini, fosse stata messa l\u00ec solo come curatore fallimentare di una Scuola la cui utilit\u00e0\u00a0 il capo di quel Governo non aveva chiara, \u00e8 evidente e non mi sorprende quindi che non ci fosse un piano che non fosse di sottrarre alla scuola progressivamente risorse. Stento a credere invece che un personaggio come Profumo non abbia un piano: magari il suo piano non lo condividerei, ma sarebbe gi\u00e0\u00a0 consolante ne avesse. Possibile invece che non abbia in testa un&#8217;idea di come dovrebbe essere la Scuola italiana del terzo millennio? Se ce l&#8217;ha certamente non l&#8217;ha lasciata trasparire nei mesi in cui ha ricoperto il dicastero.<br \/>\nDi idee se ne possono proporre tante: iniziamo con il dire che la scuola di oggi \u00e8 diversa da quella di vent&#8217;anni fa, non c&#8217;\u00e8 crescita demografica da molti anni e il reclutamento di insegnanti deve essere certamente ripensato. Ho l&#8217;impressione che in un mondo dove le informazioni sono facilmente reperibili, la funzione di semplice trasmissione delle informazioni \u00e8 irrilevante e l&#8217;insegnante deve diventare soprattutto un attivatore delle attitudini dei ragazzi e un controllore dei loro progressi. L&#8217;insegnante che recita la lezione leggendo dal libro non era un bello spettacolo ai tempi dei miei studi, oggi diventa davvero un anacronismo. A proposito di insegnanti qualcosa di cui si parla da anni \u00e8 il premio al merito, ma verso questa idea sono stati fatti davvero pochissimi passi e non si capisce anche qui quale sia il punto di arrivo: un pagellino per ogni insegnante? E redatto da chi? Dal dirigente di riferimento? Da una commissione super-partes? O dal risultato dall&#8217;immancabile test a crocette? E in quest&#8217;ultimo caso il test va somministrato all&#8217;insegnante o ai suoi studenti? La risposta a queste domande fa molta differenza ovviamente: il test a crocette come sempre \u00e8 difficilmente contestualizzabile (gli stessi risultati possono essere un miracolo in una scuola di una periferia disagiata e un fallimento in una scuola di una zona residenziale abbiente) e per controllarne eventuali abusi \u00e8 necessario comunque un controllo (altrimenti, come oggi per il Test Invalsi, faccio circolare le risposte esatte e nella mia scuola o classe risultano essere tutti dei geni). Per\u00f2 se ci vuole invece un controllo bisogna tener presente che la commissione super-partes costa e che il giudizio del dirigente presuppone una struttura dirigenziale della scuola diversa da quella attuale, nella quale i dirigenti spadroneggiano sul proprio orticello come dei piccoli <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gauleiter\">Gauleiter<\/a>, con potere assoluto su tutto e tutti. Per trasformare tali personaggi in appassionati del merito occorre una struttura di controllo che premi le scuole che funzionano meglio, anche questo costa, ma d&#8217;altronde anche una scuola inefficiente costa: una scuola in cui insegnanti ignoranti e sfaccendati fanno danni e altri bravi e competenti rimangono nel precariato \u00e8 una scuola che costa alla collettivit\u00e0\u00a0.<br \/>\nRimane poi il fatto che anche il dirigente con le migliori intenzioni non pu\u00f2 che reclutare i suoi insegnanti in base alle graduatorie e non \u00e8 inutile chiedersi se le graduatorie riflettono davvero il merito. Al di l\u00e0\u00a0 infatti dell&#8217;impossibilit\u00e0\u00a0 pratica di misurare, in un qualunque genere di test, le capacit\u00e0\u00a0 effettive di insegnamento, cosa che obbliga il ministero a misurare gli insegnanti sulla base delle competenze teoriche, c&#8217;\u00e8 l&#8217;annoso problema dei concorsi fasulli, delle raccomandazioni, di quelli che copiano senza che nessuno li sanzioni. Anche qui forse servirebbero controlli pi\u00f9 capillari, commissioni pi\u00f9 numerose e variegate, tutte cose che costano naturalmente. L&#8217;alternativa potrebbe essere il prendere atto del fallimento delle graduatorie e dei concorsi nazionali e indirizzare la scuola verso una svolta in senso cooptativo, ovvero una modalit\u00e0\u00a0 selettiva per la quale le nomine sarebbero effettuate dal dirigente scolastico selezionando soggettivamente l&#8217;insegnante che ritiene pi\u00f9 adatto per il posto vacante. E&#8217; un meccanismo che vige in ogni azienda e se vige \u00e8 perch\u00e9 evidentemente funziona abbastanza bene, per\u00f2 presuppone un apparato di dirigenti scolastici con un certo approccio rispetto al merito, altrimenti ci ritroveremmo scuole ridotte a corti di insegnanti incapaci ma conniventi con un dirigente che fa i comodi propri, e qui torniamo al tema del controllo sui risultati dei dirigenti.<br \/>\nUn altro tema sulla scuola che spesso \u00e8 dibattuto \u00e8 l&#8217;indirizzo di studi. Se ci sono esponenti del governo che credono opportuno <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/economia\/12_ottobre_22\/fornero-scende-in-piazza-se-mi-invitano_b156df5c-1c3e-11e2-b6da-b1ba2a76be41.shtml\">ricordare agli studenti<\/a> che non devono aspettarsi necessariamente di poter lavorare su ci\u00f2 che hanno studiato, a qualcuno potrebbe venire il dubbio che questa illusione sia instillata negli studenti da un sistema scolastico che tende, in ogni campo del sapere, a specializzare fortemente gli studenti, a partire dalle molteplici scuole secondarie superiori, per non parlare delle infinite specializzazioni universitarie. E&#8217; legittimo chiedersi perch\u00e9 un sistema scolastico ti porta alla pi\u00f9 esasperata delle specializzazioni per poi gettarti in un mondo del lavoro in cui dovrai fare la prima cosa che ti capita. Il sottoscritto si \u00e8 laureato in ingegneria elettronica una ventina di anni fa e ha da allora, pur lavorando sempre in ambito tecnico, sfruttato una parte davvero minima di quanto appreso, facendo invece corsi su corsi di comunicazione, psicologia del lavoro e dell&#8217;organizzazione, economia; questo con buona pace di personaggi che da anni <a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/articoli\/-scuola_universita\/pagina1003427.html\">farneticano<\/a> sull&#8217;inutilit\u00e0\u00a0 di taluni corsi di laurea e l&#8217;indispensabilit\u00e0\u00a0 di talaltri. E allora forse pu\u00f2 essere il caso di domandarsi se non sia il caso di avere una formazione pi\u00f9 interdisciplinare, nella quel ogni laureato ha una infarinatura di diverse discipline, tale da essere indotto a non trovare poi cos\u00ec disdicevole fare cose diverse dalla propria specializzazione.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Pier_Luigi_Bersani_Agrigento_2.JPG?uselang=it\" title=\"Pier Luigi Bersani\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/491px-pier_luigi_bersani.JPG\" class=\"floatright\" alt=\"491px-pier_luigi_bersani.JPG\" width=\"200\" \/><\/a>Non voglio qui disegnare la scuola del futuro. Non ho la competenza n\u00e9 l&#8217;esperienza per farlo ma mi aspetto che chi ce l&#8217;ha si sia posto alcuni se non tutti gli interrogativi sopra esposti. Perch\u00e9 allora non \u00e8 in grado di formulare un progetto complessivo di riforma della scuola, che non sia solo una sequenza infinita di tagli ai costi? Forse proprio perch\u00e9 ristrutturare la scuola avrebbe dei costi, che forse sarebbero recuperati nel tempo, ma che in primis richiederebbe un&#8217;esposizione economica e oggi nessuno ha voglia di impegnarsi a farlo.<br \/>\nLasciamo perdere il passato (Gelmini e suoi predecessori) e il presente (Profumo, minsitro di un Governo ormai dimissionario) e guardiamo al futuro. Chi oggi annuncia la sua candidatura per governare il nostro paese, candidature che presumibilmente verr\u00e0\u00a0 accettata dagli italiani, deve dirci che scuola ha in mente.<br \/>\nLa scuola \u00e8 uno dei capitoli pi\u00f9 importanti della vita di ognuno di noi e, come elettore, mi \u00e8 difficile pensare di votare per chi lasci un punto interrogativo su quest&#8217;area, come colpevolmente \u00e8 stato fatto alle primarie PD. Di qui a Marzo, se si voter\u00e0\u00a0 a Marzo, come elettore mi aspetto che chi cerchi il mio voto mi spieghi come rispondere alle suggestioni che ho posto sopra e che idea ha della scuola del futuro. Chi pensi alla scuola che former\u00e0\u00a0 mia figlia come ad un limone, nel quale forse c&#8217;\u00e8 ancora qualcosa da spremere, si scordi di avere il mio consenso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La situazione della scuola italiana, vista dall&#8217;esterno, \u00e8 un ribollire di conflitti pi\u00f9 o meno armati, una guerra non dichiarata tra il Ministro in carica e il personale scolastico, con scontri, incontri, accordi e colpi bassi. 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