{"id":1440,"date":"2012-09-13T22:43:31","date_gmt":"2012-09-13T20:43:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1440"},"modified":"2012-09-14T08:13:41","modified_gmt":"2012-09-14T06:13:41","slug":"lattualita-di-stakhanov","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2012\/09\/13\/lattualita-di-stakhanov\/","title":{"rendered":"L&#8217;attualit\u00c3\u00a0 di Stakhanov"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/stakhanov.jpg\" title=\"Stakhanov\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/stakhanov.jpg\" alt=\"stakhanov.jpg\" class=\"floatright\" \/><\/a>Il comunismo gode ormai di pessima fama anche tra chi si proclama di sinistra, figuriamoci lo stalinismo. Lo <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stacanovismo\">stakanovismo<\/a> poi \u00e8 proprio odioso a tutti: unisce il disprezzo degli uni in quanto prodotto culturale di un regime comunista, a quello degli altri in quanto mito di realizzazione dell&#8217;uomo attraverso la messa al servizio del proprio corpo e del proprio tempo ad un ideale di superproduttivit\u00e0\u00a0 che stride con i valori della sinistra moderna. Eppure tanti in Italia, ma proprio tanti, forse incosciamente, si ricollegano a quel mito, perch\u00e9 dopo essere andati a sbirciare in casa dei paesi emergenti in cerca di ispirazione, tornano affermandosi certi che il modo per reagire alle bordate che quei paesi sferrano alla nostra economia \u00e8 utilizzare le loro stesse armi, ovvero, per dirla in modo schietto, farsi un mazzo cos\u00ec. Se senti il Sottosegretario Polillo <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/economia\/12_giugno_18\/polillo-troppe-ferie-pil_7dedf41e-b935-11e1-a52c-a7a9b914e823.shtml\">rinunciando ad una settimana e mezza di ferie<\/a> recupereremmo un punto di Pil, se<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2012\/02\/28\/news\/marchionne_fiat_resta_in_italia_a_precise_condizioni-30634492\/\"> senti Marchionne<\/a> le disavventure di FIAT dipendono dalla scarsa produttivit\u00e0\u00a0 del lavoro in Italia, insomma c&#8217;\u00e8 un problema culturale che noi avremmo e altri no. Polillo e Marchionne non sono che la punta dell&#8217;iceberg di una moltitudine di teorici dello sgobbonismo (neologismo che ha sostituito lo stakanovismo), convinti che il problema che noi italiani abbiamo \u00e8 che lavoriamo poco e chi lavora pi\u00f9 di noi riesce poi a produrre a costi minori.<br \/>\nTuttavia, ogni volta che ci si confronta con <a href=\"http:\/\/politicaesocieta.blogosfere.it\/2012\/09\/lavoro-europa-italia-e-grecia-battono-germania-1.html\">i numeri<\/a>, si scopre che gli italiani gi\u00e0\u00a0 oggi, prima che i sogni di neo-stakanovismo si realizzino, <a href=\"http:\/\/www.industriadelturismo.com\/ferie-gli-italiani-lavorano-tanto-ma-male\/\">lavorano quantitativamente di pi\u00f9<\/a> rispetto <a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/italia-germania\">ai paesi europei<\/a> con i tassi di sviluppo migliori. Probabilmente per\u00f2 lavorano peggio, se \u00e8 vero che la produttivit\u00e0\u00a0 in Italia <a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/produttivita\">risulta pi\u00f9 bassa<\/a> che in altri paesi in cui si lavora di meno. D&#8217;altronde la mia esperienza personale in azienda mi dice che se nell&#8217;azienda di telecomunicazioni in cui lavoro, da sempre noto che una bella fetta di persone si fermano in ufficio fino a tardi la sera, mi \u00e8 invece sempre capitato, in visita ad aziende dello stesso settore del Nord Europa, di essere stupito dalla puntualit\u00e0\u00a0 con cui i dipendenti lasciano in massa il posto di lavoro in coincidenza del termine dell&#8217;orario previsto.<br \/>\nConstatato che, a differenza di quanto molti vorrebbero farci intendere, non vi \u00e8 affatto un legame cos\u00ec chiaro tra ore o giornate lavorate e produttivit\u00e0\u00a0, resta da chiedersi poi se cercare (e magari non trovare) la produttivit\u00e0\u00a0 a spese del tempo libero di chi lavora non abbia altri effetti collaterali negativi. Eh s\u00ec, perch\u00e9 il problema \u00e8 mantenere in piedi un sistema che si basa  su un circolo virtuoso tra produzione e consumo. Quando ognuno di noi  esce dal suo ufficio va a fare cose che in molti casi comportano un  consumo: va fuori a cena, va al cinema, gioca con la Play  Station, guarda la partita su Sky, tutte cose che consentono ad altri di fornire servizi e quindi di produrre. Se io sto fino alle nove di sera in  ufficio o compio un lavoro massacrante con una pausa di soli 15 minuti forse  alla sera rinuncer\u00f2 al cinema, a cenare fuori, magari persino alla partita alla  Play Station. Ricordo che in Francia i primi beneficiari della riforma  delle 35 ore <a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2000\/luglio\/14\/Francia_rivoluzione_delle_ferie_co_0_0007143418.shtml\">furono proprio gli operatori turistici<\/a> perch\u00e9 i francesi, con il Venerd\u00ec pomeriggio libero, erano pi\u00f9 propensi a caricare la famiglia in macchina e passare il weekend al mare. Insomma \u00e8 fatale che se lavoro di pi\u00f9 consumo di meno: quanto di meno  non lo sappiamo stimare (almeno non ho trovato analisi in merito), ma il rischio che i costi di un  aumento delle ore lavorate siano per l&#8217;economia superiori ai benefici  esiste. Non voglio dire che l&#8217;equilibrio ottimale tra produzione e consumo non possa cambiare nel tempo, mi accontento di dimostrare che non \u00e8 affatto scontato che aumentare il tempo di lavoro arrechi vantaggi all&#8217;economia.<br \/>\nE allora mi vien da dire che forse potrebbe non essere poi cos\u00ec utile aumentare le ore lavorate, aumentare lo straordinario, ridurre le pause, ridurre le ferie, incollare l&#8217;operaio o l&#8217;impiegato alla sua postazione, come nelle idee di Marchionne, ma forse \u00e8 pi\u00f9 utile migliorare processi e procedure, rendere pi\u00f9 efficiente la tecnologia a supporto: in altre parole non \u00e8 importante tanto il tempo che si passa al lavoro ma piuttosto come lo si utilizza. Molte delle persone che conosco che lavorano in FIAT sostengono che l&#8217;azienda \u00e8 penalizzata, rispetto alla concorrenza, ben pi\u00f9 dall&#8217;obsolescenza delle infrastrutture produttive, dalle scelte di risparmio sui materiali utilizzati, che da vincoli sindacali.<br \/>\nIl problema \u00e8 che quanto sopra evidenziato non passa da trattative sindacali, da decreti legge, da decisioni che vengono dall&#8217;alto, ma dalla capacit\u00e0\u00a0 organizzativa che le aziende sanno darsi, dalla predilezione per l&#8217;innovazione e l&#8217;efficienza, dalla propensione al rischio, all&#8217;investimento incerto, dalla cura della formazione, dalle scelte in termini di ricerca e sviluppo. Come in tanti altri casi quindi, ho proprio l&#8217;impressione che la soluzione &#8220;sgobbonista&#8221; del problema sia la solita scorciatoia italiana verso la soluzione pi\u00f9 semplice e, perch\u00e9 no, delegabile a governo e istituzioni e non riconducibile a s\u00e9 stessi. Vorrei sentire un imprenditore, uno solo, dire: <em>&#8220;Siamo quelli che investono di meno in Europa in ricerca, siamo quelli che per riorganizzare un processo o una procedura ci mettono mesi, siamo quelli che per ogni chiodo che si sposta dobbiamo passare mesi a discutere, siamo quelli che spesso per aumentare le vendite riducono i costi scegliendo materiale scadente (tanto quando i consumatori se ne accorgeranno il manager che ha fatto questa scelta lavorer\u00e0\u00a0 gi\u00e0\u00a0 altrove&#8230;), \u00e8 colpa nostra: rimbocchiamoci le maniche e proviamo a migliorare.&#8221;<\/em> Ma l&#8217;autocritica \u00e8 sempre uno sport poco praticato e allora ci ritroviamo a sentirci spacciare come l&#8217;uovo di Colombo la riduzione di cinque minuti della pausa pranzo, la modifica del trattamento di malattia o altre simili amenit\u00e0\u00a0. E nel frattempo la Volskwagen <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/economia\/finanza\/2012\/03\/12\/news\/volkswagen_raddoppia_l_utile_premi_record_per_gli_operai-31404101\/\">raddoppia gli utili<\/a>, facendo lavorare i suoi operai <a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-admin\/%20quantitativamente\">dalle 33 alle 35 ore settimanali<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il comunismo gode ormai di pessima fama anche tra chi si proclama di sinistra, figuriamoci lo stalinismo. 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