{"id":1426,"date":"2012-08-02T07:06:05","date_gmt":"2012-08-02T05:06:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1426"},"modified":"2012-08-02T07:06:05","modified_gmt":"2012-08-02T05:06:05","slug":"quando-il-fuoricorso-indica-la-luna-il-tecnico-guarda-il-fuoricorso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2012\/08\/02\/quando-il-fuoricorso-indica-la-luna-il-tecnico-guarda-il-fuoricorso\/","title":{"rendered":"Quando il fuoricorso indica la luna, il tecnico guarda il fuoricorso"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; trascorso ormai un po&#8217; di tempo da quando in Italia uno dei tormentoni pi\u00f9 ricorrenti nella contestazione alla politica era la lamentazione contro l&#8217;ignoranza dei suoi esponenti. I nostri uomini di stato erano rappresentati spesso come un esercito di dinosauri cresciuti nelle sedi di partito come piante in serra, imbevuti di scienze sociali e di dialettica, ma affetti da profonda ignoranza quando si parla di economia, medicina, istruzione, nuove tecnologie. E via con il fiorire su giornali e Internet di tecnici pronti a fare le pulci alle dichiarazioni e ai provvedimenti dei politici, rimarcandone errori, omissioni, astrazioni fuori luogo, cerchiobottismi. Poi \u00e8 nato il governo dei tecnici e abbiamo cominciato a scoprire che anche i tecnici dicono delle fesserie, d&#8217;altra parte anche loro sono costretti a pronunciarsi su cose che non conoscono perch\u00e9 nessuno \u00e8 onnisciente e l&#8217;economista che deve parlare di Internet dice fesserie, cos\u00ec come l&#8217;informatico che deve parlare dello spread, o perfino il docente universitario che deve parlare di scuole elementari.<br \/>\nTutta questa contestualizzazione per dire che ultimamente ho cominciato a trovare gli articoli di Noise From Amerika, o di fonti simili, assai meno affascinanti di un tempo ed affetti da una visione altrettanto miope, solo pi\u00f9 orientata ad una visione atuttiicosti economica, invece che atuttiicosti sociale di ogni problema. In particolare ho trovato affetto da superficialit\u00e0\u00a0 analitica <a href=\"http:\/\/noisefromamerika.org\/articolo\/revisione-spesa-universita\">l&#8217;articolo<\/a> di <a href=\"http:\/\/www.eui.eu\/DepartmentsAndCentres\/HistoryAndCivilization\/People\/Professors\/Federico.aspx\">Giovanni Federico<\/a> (peraltro non dissimile da altri letti in Rete) riguardo alla recente riforma che permetter\u00e0\u00a0 alle universit\u00e0\u00a0 di aumentare le tasse universitarie (ancorch\u00e9 gi\u00e0\u00a0 cresciute vertiginosamente negli ultimi anni), con pesante penalizzazione soprattutto degli studenti fuori corso. Federico plaude sia all&#8217;aumento delle tasse universitarie come principio, perch\u00e9 va di pari passo con la riduzione del finanziamento pubblico che Federico considera un&#8217;ingiustizia (&#8220;<em>le tasse, pagate dai lavoratori dipendenti a reddito medio, pagano gli studi dei figli degli evasori fiscali e dei ricchi<\/em>&#8220;), sia al fatto che si compenseranno i maggiori costi per gli studenti estendendo le opportunit\u00e0\u00a0 di borse di studio per i meritevoli che abbiano difficolt\u00e0\u00a0 economiche, sia infine al fatto che questo aumento penalizzer\u00e0\u00a0 soprattutto i fuori corso che in un immaginario abbastanza diffuso, che evidentemente Federico condivide, sono figli di pap\u00e0\u00a0 sfaccendati che si trastullano anzich\u00e9 studiare. Di seguito provo un po&#8217; ad approfondire questi punti.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/noneunpaese.jpg\" title=\"Protesta studenti contro il rincaro tasse\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/noneunpaese.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"noneunpaese.jpg\" width=\"250\" \/><\/a>Cominciamo dal problema del finanziamento. L&#8217;analisi di Federico \u00e8 tipica della visione dell&#8217;universit\u00e0\u00a0 come un servizio qualunque: il servizio ha un costo? Se lo sobbarchi chi ne usufruisce! Il ragionamento potrebbe anche avere un senso, peccato che ci si dimentichi del fatto che in realt\u00e0\u00a0 l&#8217;Universit\u00e0\u00a0 non \u00e8 solo un servizio agli utenti ma alla societ\u00e0\u00a0 nel suo complesso, perch\u00e9 la mette nella condizione di avere personale formato a disposizione del mercato del lavoro. Se in Italia non ci fossero ingegneri dell&#8217;autoveicolo o ce ne fossero troppo pochi la FIAT dovrebbe assumere personale straniero. Da una parte la cosa avrebbe dei costi per l&#8217;azienda che si troverebbe ad affrontare probabilmente un aumento del costo del lavoro, ma la cosa avrebbe anche un costo sociale maggiore perch\u00e9 uno straniero paga meno tasse di un italiano e perch\u00e9 tende a trasferire parte del suo reddito all&#8217;estero anzich\u00e9 mantenerlo nel ciclo nell&#8217;economia nazionale. Un paese ha quindi un interesse a far s\u00ec che l&#8217;universit\u00e0\u00a0 produca laureati in quantit\u00e0\u00a0 e con un livello di qualit\u00e0\u00a0 accettabile ed \u00e8 quindi corretto che sostenga questo sforzo con finanziamento pubblico. E&#8217; vero che il Signor Bianchi pur avendo deciso di non mandare all&#8217;universit\u00e0\u00a0 i propri figli paga con la sua IRPEF la possibilit\u00e0\u00a0 per altri di studiare, ma \u00e8 anche vero che gli studi di costoro consentiranno al sistema economico e sociale di funzionare e il Signor Bianchi se ne giover\u00e0\u00a0 come tutti gli altri. In definitiva non si tratta quindi di stabilire se sia giusto o sbagliato il finanziamento pubblico dell&#8217;universit\u00e0\u00a0, ma piuttosto se sia eccessivo o meno.<br \/>\nSul secondo punto sfaterei il mito dei &#8220;pi\u00f9 meritevoli&#8221;, per il quale far pagare l&#8217;universit\u00e0\u00a0 quanto serve (anche se dovessero essere cifre non accessibili ai pi\u00f9) per salvare i &#8220;pi\u00f9 meritevoli&#8221; attraverso borse di studio legate ai risultati scolastici. Anche qui stiamo parlando di un modello diverso, non necessariamente migliore o peggiore di quello a cui siamo abituati, semplicemente diverso. Una cosa \u00e8 il modello di universit\u00e0\u00a0 &#8220;inclusivo&#8221; che permette a tutti, indipendentemente del reddito della propria famiglia, di accedere all&#8217;universit\u00e0\u00a0; un&#8217;altra \u00e8 il modello &#8220;esclusivo&#8221; che permetta di accedere liberamente all&#8217;universit\u00e0\u00a0 ai soli studenti che abbiano la disponibilit\u00e0\u00a0 economica per farlo, gli altri per accedere devono per forza primeggiare. Gli svantaggi di un modello esclusivo sono rappresentati da due punti, il primo, pi\u00f9 diretto, \u00e8 legato alla riduzione del numero complessivo di laureati (vi sar\u00e0\u00a0 chi non ha la disponibilit\u00e0\u00a0 economica per pagare le tasse e non ha le capacit\u00e0\u00a0 per primeggiare che dovr\u00e0\u00a0 abbandonare), il secondo, indiretto, \u00e8 legato alla riduzione della mobilit\u00e0\u00a0 sociale (chi abbia umili origini avr\u00e0\u00a0 pi\u00f9 difficolt\u00e0\u00a0 che nel passato ad uscire dalla propria condizione). Anche qui la sicurezza con la quale ci si pronuncia a favore di un modello &#8220;esclusivo&#8221; sembra trascurare i fattori sociali connessi ai due svantaggi di cui sopra.<br \/>\nInfine il tema dei fuoricorso. Federico considera giusto mirare soprattutto ai fuori corso, sempre in un&#8217;ottica di servizio. Ti offro un servizio e tu non lo utilizzi quanto potresti? Te lo faccio pagare di pi\u00f9 cos\u00ec magari ti impegni di pi\u00f9. Qui la logica \u00e8 addirittura ingenua, perch\u00e9 d\u00e0\u00a0 per scontato qualcosa che non lo \u00e8 affatto: ovvero che gli studenti vadano fuori corso solo perch\u00e9 scarsamente motivati alla laurea, sono degli sfaccendati, degli sfigati come <a href=\"http:\/\/www.asca.it\/news-Spending_review__Martone__fuoricorso_sfigati__Lo_ridirei_ancora-1182227-BRK.html\">ebbe a dire<\/a> il sottosegretario Martone. Tutto \u00e8 possibile ma secondo le statistiche del MIUR gli studenti fuori corso erano <a href=\"http:\/\/anagrafe.miur.it\/php5\/cerca-laureati.php?tv=tutti&amp;anni=2004-05&amp;submitButtonName=cerca\">il 36%  nel 2005<\/a>\u00c2\u00a0 e sono arrivati al <a href=\"http:\/\/anagrafe.miur.it\/php5\/cerca-laureati.php?tv=tutti&amp;anni=2008-09&amp;submitButtonName=cerca\">57% nel 2009<\/a>. Cosa \u00e8 successo? Un  improvviso attacco di pigrizia collettiva? Ho l&#8217;impressione in realt\u00e0\u00a0 che gli studenti vadano fuori corso non per pigrizia, ma perch\u00e9 non riescono fisicamente a trovare un compromesso tra impegno universitario, costo degli studi e necessit\u00e0\u00a0 quindi di <a href=\"http:\/\/www.studenti.it\/lavoro\/leggicontratti\/studenti_lavoratori.php\">mantenersi agli studi lavorando<\/a>. Quest&#8217;impressione mi nasce non solo dalla mia frequentazione universitaria ma dai dati statistici in merito. Non ho trovato dei dati che incrociassero lo status di fuoricorso con l&#8217;impegno lavorativo ma noto che negli ultimi anni sono cresciute vertiginosamente sia la percentuale di studenti fuoricorso (come detto) che la <a href=\"http:\/\/www.univrmagazine.it\/sito\/vedi_articolo.php?id=1192\">percentuale di studenti lavoratori<\/a>. Se leggo che <a href=\"http:\/\/www.nannimagazine.it\/_resources\/_documents\/Uploaded-Files\/File\/Sesta%20indagine%20Eurostudent%20sulle%20condizioni%20di%20vita%20e%20di%20studio%20degli%20studenti%20universitari%20italiani%281%29.pdf\">l&#8217;83% degli studenti con pi\u00f9 di 27 anni lavora<\/a> l&#8217;impressione che i due trend siano strettamente correlate si rafforza. Visto che la mia esperienza e quella di coloro con i quali mi sono confrontato, mi dicono che le tasse sono progressivamente aumentate nelle universit\u00e0\u00a0 e si sono ridotti progressivamente gli appelli di esame, non mi stupisce che ci siano sempre pi\u00f9 studenti che devono lavorare per mantenersi agli studi e che per\u00f2 dedicando magari otto ore al giorno al lavoro non riescono poi a rimanere in pari con gli esami. Per esperienza personale vi dico che dare tre esami nello spazio di due settimane quando puoi studiare solo la sera e nei finesettimana \u00e8 un&#8217;impresa davvero eroica, altro che sfigato&#8230;<br \/>\nSempre riguardo ai fuori corso sono piuttosto perplesso di fronte a quanti <a href=\"http:\/\/www.studenti.it\/universita\/iniziative\/laurea_fuoricorso_statistica.php\">ci spiegano<\/a> che la presenza dei fuori corso ha un costro rilevante per lo Stato (8000 Euro all&#8217;anno a studente). Non vorrei che semplicemente si fossero divisi i costi complessivi della didattica per studente iscritto e moltiplicati per il numero di fuori corso. Lo dico perch\u00e9 ho l&#8217;impressione che i costi per l&#8217;universit\u00e0\u00a0 di uno studente fuori corso siano in realt\u00e0\u00a0 piuttosto bassi soprattutto se si tratta di studenti lavoratori: non frequentano i corsi, utilizzano raramente le strutture dell&#8217;universit\u00e0\u00a0, si limitano a preparare a casa e con i propri tempi gli esami e a venire a darli. I costi maggiori mi paiono quelli amministrativi ma non credo siano cos\u00ec&#8217; ingenti. I veri costi sono in realt\u00e0\u00a0 pi\u00f9 per il mercato del lavoro che disporrebbe di personale qualificato, gi\u00e0\u00a0 pronto per essere produttivo, che per\u00f2 deve ancora perder tempo alle prese con la cronica improvvisazione e disorganizzazione dell&#8217;universit\u00e0\u00a0 italiana, inseguendo siti web che non funzionano, professori che si dimenticano degli orari di ricevimento, sessioni di esame annullate all&#8217;ultimo momento e tanto altro. Questo \u00e8 il problema e non lo risolve semplicemente aumentando le tasse  perch\u00e9 ci\u00f2 non induce gli studenti fuoricorso a laurearsi pi\u00f9 rapidamente ma  al limite ad abbandonare, diminuendo ulteriormente il numero di laureati  dell&#8217;universit\u00e0\u00a0 italiana gi\u00e0\u00a0 ben sotto alla media europea.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/studiare.jpg\" title=\"Studiare\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/studiare.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"studiare.jpg\" width=\"250\" \/><\/a>E qui vengo al punto fondamentale perch\u00e9 in definitiva ho l&#8217;impressione che sulla questione dei fuoricorso come su tante si consideri erronamente un problema (i tanti fuoricorso) quello che in realt\u00e0\u00a0 \u00e8 l&#8217;indicatore del problema vero (un&#8217;universit\u00e0\u00a0 che non funziona) come nel celebre proverbio cinese che richiamo nel titolo. Varrebbe la pena di chiedersi perch\u00e9 l&#8217;universit\u00e0\u00a0 italiana produce cos\u00ec pochi laureati (appena <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/scuola\/2012\/06\/07\/news\/troppi_pochi_laureati_italia_fanalino_di_coda_in_europa-36744591\/\">il 20% dei trentenni in Italia sono laureati<\/a> contro il 34% medio in Europa).\u00c2\u00a0 Magari potremmo addirittura scoprire che non sia per genetica pigrizia della stirpe italica, ma perch\u00e9 la selettivit\u00e0\u00a0 degli atenei \u00e8 troppo elevata in rapporto ad un servizio didattico scarso, e si badi che per selettivit\u00e0\u00a0 non intendo solo quella legata al merito ma soprattutto quella legata a burocrazia e disorganizzazione, che mette gli studenti di fronte alle code in segreteria, ai moltissimi esami, forse non tutti utili, alle micro o macro isterie dei docenti: ostacoli tra i quali solo pochi riescono a destreggiarsi. Purtroppo l&#8217;approccio da economista (che peraltro Federico non mi pare sia), o per meglio dire da controllore finanziario, \u00e8 quello di guardare il bilancio, scoprire qual \u00e8 la voce che non va ed eliminarla, senza farsi troppe domande ulteriori e invece spesso sono le domande ulteriori quelle pi\u00f9 illuminanti.<br \/>\nIn quest&#8217;ottica, tornando al finanziamento dell&#8217;universit\u00e0\u00a0, diventa difficile sostenere che i finanziamenti all&#8217;universit\u00e0\u00a0 sono eccessivi, visto che il sistema cos\u00ec foraggiato non riesce nemmeno a produrre una quantit\u00e0\u00a0 sufficienti di laureati. Si dir\u00e0\u00a0 che oggi spesso ci si laurea in fisica nucleare per poi andare a lavorare in call center e che quindi la laurea diventa inutile, ma la realt\u00e0\u00a0 \u00e8 che la scarsit\u00e0\u00a0 di laureati non aiuta la competitivit\u00e0\u00a0 della nostra economia e favorisce la migrazione delle professioni ad alto profilo verso altri paesi.<br \/>\nNon se la prenda nessuno se accosto nel titolo il &#8220;tecnico&#8221; allo sciocco della versione originale del proverbio. Non si tratta di essere uno sciocco, ma di vedere solo un aspetto della questione, di fare semplificazioni fuori luogo che stravolgono i dati del problema. Non \u00e8 affatto facile vederli tutti gli aspetti, sia per limiti alla nostra conoscenza, sia per forma mentis che tende a cristallizzare le nostre opinioni su schemi semplici e facilmente riutilizzabili. Smettiamo solo di pensare che ci sia una visione settoriale migliore di altre, che avere al governo un economista ci dia maggiori sicurezze che avere uno scienziato sociale: per analizzare un problema occorre vederne tutti i lati, non solo uno preferenziale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; trascorso ormai un po&#8217; di tempo da quando in Italia uno dei tormentoni pi\u00f9 ricorrenti nella contestazione alla politica era la lamentazione contro l&#8217;ignoranza dei suoi esponenti. 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