{"id":1422,"date":"2012-07-10T07:32:52","date_gmt":"2012-07-10T05:32:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1422"},"modified":"2012-07-10T16:33:23","modified_gmt":"2012-07-10T14:33:23","slug":"quando-mario-sgonfio-il-petto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2012\/07\/10\/quando-mario-sgonfio-il-petto\/","title":{"rendered":"Quando Mario sgonfi\u00c3\u00b2 il petto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/monti-come-balotelli.jpg\" title=\"Monti come Balotelli\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/monti-come-balotelli.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"monti-come-balotelli.jpg\" width=\"200\" \/><\/a>E&#8217; curioso come la storia si diverta ad intrecciare le storie di due personaggi che portano lo stesso nome, da una parte quella del controversissimo centravanti della Nazionale e dall&#8217;altra quella dell&#8217;anche lui controverso Presidente del Consiglio. In giorni vicini entrambi si sono ritrovati a gonfiare il petto per gloriarsi di un successo. Mi vorrei concentrare su quello di Mario Monti, tornato dal vertice europeo come un trionfatore per avere ottenuto lo scudo anti-spread, una <a href=\"http:\/\/torvergata.eurosblog.eu\/spip.php?article689\">sorta di meccanismo di protezione<\/a> delle economie pi\u00f9 deboli dell&#8217;Eurozona per proteggerli dal rischio di eccessivo sbilanciamento della domanda di titoli di Stato. Pu\u00f2 darsi che sia stata una vittoria, forse <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/_web\/cmstp\/tmplRubriche\/editoriali\/grubrica.asp?ID_blog=41&amp;ID_articolo=1208\">l&#8217;entusiasmo di Gramellini<\/a> \u00e8 giustificato, sicuramente permette all&#8217;economia italiana di respirare, sicuramente non possiamo che essere contenti, per\u00f2 a me suona un po&#8217; <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Antonio_Gava\">Antonio Gava<\/a> che torna nel suo collegio elettorale vantando una manovra di aiuti al mezzogiorno, \u00e8 una vittoria da amministratore, non \u00e8 una vittoria da &#8220;statista&#8221;.<br \/>\nGonfiare il petto si pu\u00f2 certo, ma sar\u00e0\u00a0 la vittoria di Pirro se non si riuscir\u00e0\u00a0, oltre a salvare il salvabile oggi, a mettere in sicurezza l&#8217;Europa nel suo insieme attraverso una riforma, per non dire una rivoluzione delle sue istituzioni politiche. E qui il contabile Monti si fa da parte ed entrano in campo i giganti della politica, quelli che si rendono conto che la storia di un paese non la si fa solo con i numeri ma anche con strutture sociali e istituzionali da cui i numeri scaturiranno. E allora ecco che la Merkel, che in qualche modo era stata messa all&#8217;angolo al vertice europeo, mette il dito nella piaga e <a href=\"http:\/\/www.rinascita.eu\/index.php?action=news&amp;id=15321\">riporta il dibattito<\/a> sul piano che gli spetta, quello politico, indicando l&#8217;unica strada possibile. Non bastano gli scudi, non bastano gli eurobond, ci vuole un&#8217;unione politica, che abbia un mandato sufficientemente ampio e sufficiente potere per poter decidere con una voce sola una linea politica ed economica. E se non tutti i paesi dell&#8217;Eurozona accetteranno quello che ci\u00f2 comporta dovranno rimanere indietro, non ci sono alternative.<br \/>\nE&#8217; una proposta forte, in parte rivoluzionaria. Come reagisce Monti? Mi sarei aspettato almeno un commento, una puntualizzione, una visione di qualunque genere. E invece nulla, come se nemmeno avesse capito di cosa si parli. Continua a flirtare con Hollande, che, come fece De Gaulle, sta cercando di affossare il sogno europeo, in nome dell&#8217;orticello nazionale appena conquistato, ma apparentemente Monti lo corteggia pi\u00f9 per opportunismo che per presa di posizione. Pi\u00f9 semplicemente Monti sgonfia il petto e si ritrova di nuovo confinato al suo ruolo di economista prestato alla politica per far tornare i conti, ma che non sa guardare oltre al pareggio di bilancio, cos\u00ec come Balotelli non tocca palla contro la Spagna e ripiomba nel suo ruolo di talento mai completamente espresso, mentre altri ci danno lezione di calcio. Non \u00e8 colpa di Monti, non \u00e8 il suo mestiere progettare l&#8217;Europa, \u00e8 il mestiere della politica che per\u00f2 in Italia in questa fase preferisce nascondersi, un po&#8217; per non essere colpevolizzata di quello che Monti \u00e8 chiamato a fare, ma soprattutto perch\u00e9 i politici nostrani, anche quanti a parole si definiscono europeisti, in realt\u00e0\u00a0 pensano: &#8220;meglio primo in un villaggio che secondo a Roma&#8221;, e allora brindano allo scudo anti-spread ma guardano con preoccupazione all&#8217;unione politica, ad un potere europeo che non saprebbe cosa farsene dei populisti di casa nostra, ad un elettorato europeo che probabilmente non si esalta per le provocazioni di Grillo e non si rassicura per le pacche sulle spalle di Bersani.<br \/>\nCos\u00ec noi ci accontentiamo di un gol di un mediocre attaccante per raggiungere una finale insperata, di un piccolo successo ad un vertice europeo di un discreto economista, mentre altri si mettono in testa grandi progetti con i quali forse passeranno alla storia, anzi che forse faranno la storia. Questa \u00e8 la differenza e per questo tutta questa vicenda della discussione sul da farsi per salvare l&#8217;Europa non fa, al momento, a mio modo di vedere, che ricollocare noi italiani nel rimorchio della storia, una storia che altri stanno trainando e per guidare la quale abbiamo bisogno di personalit\u00e0\u00a0 che purtroppo al momento, nella politica italiana, non si intravedono affatto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; curioso come la storia si diverta ad intrecciare le storie di due personaggi che portano lo stesso nome, da una parte quella del controversissimo centravanti della Nazionale e dall&#8217;altra quella dell&#8217;anche lui controverso Presidente del Consiglio. In giorni vicini entrambi si sono ritrovati a gonfiare il petto per gloriarsi di un successo. 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