{"id":1397,"date":"2012-05-28T20:39:29","date_gmt":"2012-05-28T18:39:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1397"},"modified":"2012-05-29T12:01:26","modified_gmt":"2012-05-29T10:01:26","slug":"perche-sono-30","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2012\/05\/28\/perche-sono-30\/","title":{"rendered":"Perch\u00c3\u00a9 sono 30"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/30-scudetti.jpg\" title=\"Bandiera con i 30 scudetti fuori dalla sede della Juventus\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/30-scudetti.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"30-scudetti.jpg\" width=\"300\" \/><\/a>Il tribunale della Santa Inquisizione era solito non accontentarsi di pronunciare verdetti di condanna, pur basati su elementi spesso abbastanza opinabili, ma pretendeva dai condannati la confessione che ovviamente estorceva a prezzo di torture terribili al termine delle quali anche la pi\u00f9 innocente colomba sarebbe stata disposta a confessare le colpe pi\u00f9 orribili. Da allora il diritto si \u00e8 un po&#8217; evoluto in senso garantista e ad un condannato \u00e8 consentito di proclamarsi innocente, anche allorquando tutti i gradi di giudizio previsti gli abbiano dato torto. C&#8217;\u00e8 chi ha forse nostalgia dell&#8217;inquisizione e quindi si indigna se un tifoso juventino osa considerare iniquo il verdetto sportivo, che port\u00f2 alla revoca dei due scudetti del 2005 e 2006, e quindi osa sentire come propri i due scudetti che ufficialmente non rientrano oggi tra quelli conquistati dalla Juve, contandone quindi 30 e non 28.<br \/>\nIl tema dei 30 scudetti va per\u00f2 ancora oltre alla mera questione giudiziaria e attiene a quelle che sono le emozioni del tifoso che vanno ben oltre all&#8217;ufficialit\u00e0\u00a0 dell&#8217;albo d&#8217;oro. Capisco che molti possano non afferrarle, ma non capire e giudicare lo stesso \u00e8 un atteggiamento che non suggerisce una spiccata intelligenza.<br \/>\nVi racconto una storia di calcio. Siamo alla fine del Campionato 1982-83, la Roma si avvia a vincere il proprio secondo scudetto, e la Juve di Platini e Boniek sta concludendo il suo Campionato di vana rincorsa dei giallorossi, nell&#8217;attesa della finale di Coppa dei Campioni che rappresenter\u00e0\u00a0 per la Juve la pi\u00f9 cocente delusione sportiva della sua storia dopo un&#8217;annata esaltante quanto mai nessun&#8217;altra nella storia bianca e nera. Si gioca al Comunale Juve-Inter che gi\u00e0\u00a0 allora era una sfida aspra e tesa: la Juve va subito sotto di due gol, cerca la rimonta e le roi Platini accorcia prima della fine del primo tempo. Nel secondo tempo la partita diventa un assedio, ma in contropiede l&#8217;Inter allunga di nuovo il passo. La Juve non si arrende: ci sono anche un paio di episodi molto sospetti in area interista che accendono ulteriormente gli animi; quella tranquilla sfida di fine campionato diventa una corrida, segna ancora Platini, poi Bettega ed \u00e8 3-3. Nel finale si gioca in una sola metacampo, ci sono ancora contestazioni all&#8217;arbitro Barbaresco e Bettega si fa cacciare per proteste. Finisce in pareggio ma \u00e8 una delle partite pi\u00f9 belle ed emozionanti di quell&#8217;annata e avere riacciuffato il pareggio e sfiorato la vittoria in una giornata in cui tutto ma proprio tutto \u00e8 andato storto \u00e8 una soddisfazione immensa. Arrivato a casa avrei scoperto che qualche idiota aveva tirato una pietra all&#8217;autobus dell&#8217;Inter colpendo il giocatore dell&#8217;Inter Marini. La cosa non aveva influenzato l&#8217;esito della partita visto che non era nemmeno previsto Marini giocasse, ma l&#8217;Inter fece ricorso e ottenne la vittoria a tavolino. Ai fini della classifica quindi l&#8217;Inter ottenne due punti (allora ne venivano attribuiti solo 2 per la vittoria) e la Juve zero. In quel caso il verdetto non fu per niente iniquo: per quanto il principio della responsabilit\u00e0\u00a0 oggettiva sia in assoluto discutibile, la giurisprudenza sportiva non lasciava dubbi sulla correttezza della decisione. Eppure tutto ci\u00f2 non aveva nessuna importanza, a me restava la soddisfazione di <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=EfB7ipgTVXI\">aver quel giorno visto<\/a> una squadra stellare giocare una grande partita e dominare gli avversari. Cos\u00ec come l&#8217;emozione di aver visto la Juve trionfare nel 2005 e 2006, al termine di campionati dominati, non pu\u00f2 essere cancellata da una sentenza, foss&#8217;anche molto meno iniqua di quanto \u00e8 stata. Questo \u00e8 il senso del tifo calcistico, vedere la propria squadra vincere, avere quella sensazione di superiorit\u00e0\u00a0 che la Juve di Capello trasmetteva e che fu testimoniata dall&#8217;esito dei Mondiali 2006. Che l&#8217;albo d&#8217;oro dica oggi un&#8217;altra cosa interessa agli appassionati ben poco.<br \/>\nSe tutto ci\u00f2 offende qualcuno mi dispiace: posso solo immaginare che non abbia capito quello che ho modestamente provato a spiegargli. Vuol dire che forse non c&#8217;\u00e8 proprio speranza di comprendersi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tribunale della Santa Inquisizione era solito non accontentarsi di pronunciare verdetti di condanna, pur basati su elementi spesso abbastanza opinabili, ma pretendeva dai condannati la confessione che ovviamente estorceva a prezzo di torture terribili al termine delle quali anche la pi\u00f9 innocente colomba sarebbe stata disposta a confessare le colpe pi\u00f9 orribili. 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