{"id":1391,"date":"2012-05-15T20:51:55","date_gmt":"2012-05-15T18:51:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1391"},"modified":"2012-05-15T17:03:01","modified_gmt":"2012-05-15T15:03:01","slug":"quarantunmila-lacrime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2012\/05\/15\/quarantunmila-lacrime\/","title":{"rendered":"Quarantunmila lacrime"},"content":{"rendered":"<p>Il ricordo di Alessandro Del Piero a cui sono pi\u00f9 affezionato \u00e8 legato al lontano 1995 e alla sua terza stagione nella prima squadra della Juve. Lo scudetto era anche allora tornato alla Juve dopo lunga attesa, un&#8217;attesa pi\u00f9 lunga (8 anni) ma meno tormentata di quella che si \u00e8 conclusa pochi giorni fa, e un giovanissimo Del Piero ne era stato uno dei protagonisti. Io da pochi mesi abitavo in un appartamento in condivisione a Milano dove avevo appena iniziato la mia lunghissima vita professionale nell&#8217;allora operatore neo-entrante nella telefonia mobile. Visto che la padrona di casa pretendeva, per concederci il diritto di avere una televisione, che pagassimo il canone, gli altri affittuari avevano deciso di fare a meno del tubo catodico e io, ultimo arrivato, mi adeguai. Dopo pochi mesi per\u00f2 iniziava la stagione di Coppa Campioni che allora andava ancora sulle tv in chiaro, e l&#8217;assenza della televisione mi divent\u00f2 intollerabile. Mi venne cos\u00ec in mente di avere lasciato, a casa dei miei genitori, un vecchio televisorino portatile: lo recuperai e me lo portai a Milano nascondendolo in un armadio, per poi sfoderarlo la sera della Coppa. Cos\u00ec sul mio minischermo di 8 pollici vidi le meraviglie di quel giovane campione che segn\u00f2 un gol impossibile con la naturalezza con cui ci si ravvia i capelli. Questo \u00e8 il genere di cose, di ricordi, di affezioni a cui rimani legato e che rendono il loro protagonista come un amico, una persona di casa, qualcuno che ti manca quando se ne va.<\/p>\n<param name=\"movie\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/4iNbn2yp2Bg?fs=1&amp;hl=it_IT;start=10\"><\/param>\n<param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\"><\/param>\n<param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\"><\/param><embed src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/4iNbn2yp2Bg?fs=1&amp;hl=it_IT;start=10\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"true\" height=\"385\" width=\"640\"><\/embed><br \/>\n<\/p>\n<p>\nCos\u00ec e solo cos\u00ec si spiega il momento di commozione collettiva che ha colto lo Stadio della Juventus Domenica pomeriggio, quando dalla panchina si \u00e8 alzato un cartello con il numero 10, quello di Del Piero e il campione ha abbandonato per l&#8217;ultima volta il campo, davanti al suo pubblico. Il lungo, infinito applauso, durato un quarto d&#8217;ora, ma soprattutto le lunghe, calde lacrime, che hanno inondato il catino dello Stadio della Juve, erano il riavvolgersi di tutto quel vissuto che il Capitano aveva saputo condire di gioia e di classe, calcistica e non. Un vissuto che, nel caso di Alex, non \u00e8 stato pressoch\u00e9 mai accompagnato da momenti bui, da discussioni meschine, tensioni, ripicche, in un puro distillato di spettacolo e di ci\u00f2 di emozionante che lo spettacolo calcistico \u00e8 in grado di creare.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/addio-del-piero-capitano.jpg\" title=\"Addio a Del Piero.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/addio-del-piero-capitano.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"addio-del-piero-capitano.jpg\" width=\"350\" \/><\/a> Seguo il calcio da quando ero bimbo io ma lo spettacolo di vedere quarantunmila persone piangere come vitellini, vedendo il loro Capitano che per l&#8217;ultima volta abbandonava la tolda della nave, \u00e8 uno dei pi\u00f9 belli che mi ricordi. Bello perch\u00e9 rappresenta bene quale straordinario catalizzatore di emozioni pu\u00f2 riuscire ad essere il pallone che rotola. Bello perch\u00e9 vissuto da chi ha voluto rappresentare un modello di campione, composto, sobrio e rispettoso, in un&#8217;epoca in cui di modelli ce ne sono proprio pochini. Mi piace pensare che \u00e8 stato anche grazie a questa sua attenzione che Alex si \u00e8 ritrovato nell&#8217;invidiabilissima condizione di poter concludere la sua carriera con le braccia sollevate come un ciclista vittorioso che taglia il traguardo, come un Capitano che ha riportato coraggiosamente la sua nave in porto, attraverso la pi\u00f9 furiosa tempesta della sua storia, e che adesso si guarda intorno con l&#8217;orgoglioso ma composto compiacimento dello scolaretto che ha completato senza errori il suo compitino. Da domani senza di lui inizia un calcio diverso, spero che il passaggio di Alex Del Piero nel mondo del calcio lascer\u00e0\u00a0 almeno delle tracce in chi ama questo gioco: in chi era allo Stadio Domenica ne lascer\u00e0\u00a0 sicuramente di profonde.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ricordo di Alessandro Del Piero a cui sono pi\u00f9 affezionato \u00e8 legato al lontano 1995 e alla sua terza stagione nella prima squadra della Juve. 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