{"id":1389,"date":"2012-06-14T20:22:33","date_gmt":"2012-06-14T18:22:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1389"},"modified":"2012-06-15T09:01:26","modified_gmt":"2012-06-15T07:01:26","slug":"il-merito-leccellenza-e-il-ridicolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2012\/06\/14\/il-merito-leccellenza-e-il-ridicolo\/","title":{"rendered":"Il merito, l&#8217;eccellenza e il ridicolo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/pdnetwork\/7268012950\/\" title=\"Il ministro Profumo di PDnetwork, su Flickr\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm8.staticflickr.com\/7088\/7268012950_35e7a84b50.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"Il ministro Profumo\" height=\"250\" width=\"166\" \/><\/a>Leggendo gli <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/cronache\/12_maggio_26\/premi-scuole-eccellenti-voti-alti-internet_a85e12d4-a6f1-11e1-84cc-01e2a07cd5bc.shtml\">intendimenti<\/a> del Ministro Profumo circa una riforma scolastica orientata a premiare il merito mi \u00e8 parso di risentire vecchi refrain che andavano molto ai tempi del precedente Governo. Tali refrain avevano un suono diverso per\u00f2 quando li suonava la Gelmini. Allora questi tormentoni parevano infatti essere specchietto per le allodole, messi l\u00ec per nascondervi tagli e ridimensionamenti predisposti da chi non ha capito il ruolo fondamentale che l&#8217;istruzione ha nel paese e nel mondo di oggi; che adesso Profumo riprenda quegli stessi temi mi fa venire il dubbio che ci sia una patologia culturale che affligge la nostra classe dirigente ma al di l\u00e0\u00a0 dei miei dubbi, provo ad affrontare i temi sollevati, nel modo pi\u00f9 analitico che mi \u00e8 possibile.<br \/>\nPartiamo dal discorso legato allo studente dell&#8217;anno: ottima idea premiare lo &#8220;studente dell&#8217;anno&#8221; e creare una gara tra i pi\u00f9 bravi per l&#8217;amb\u00ecto premio; ci saranno alcuni studenti, quelli che pensano di raggiungere il 100 e lode, che si impegneranno magari anche strenuamente per questo trofeo. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 da dire che la media di diplomati per istituto superiore si aggira in Italia intorno ai 100, quindi avremmo un centesimo dei diplomati cos\u00ec premiato. Ipotizzando che ci possano essere quattro-cinque studenti per istituto che possano competere per il premio stiamo parlando di un&#8217;iniziativa che interessa a malapena il 5% della base studentesca. Sarebbe certamente un premio alle eccellenze, forse in futuro vinceremo qualche premio Nobel in pi\u00f9, ma pensare che questo possa incidere nella percezione di premio al merito nella scuola equivale a credere che un finanziamento alla Serie A di calcio possa costituire un incentivo per la pratica sportiva in Italia. Ho l&#8217;impressione invece che l&#8217;obiettivo di premiare in modo rilevante il merito si possa ottenere attraverso una maggiore severit\u00e0\u00a0 nella valutazione ed eventualmente attraverso riconoscimenti al merito scolastico pi\u00f9 diffusi di quelli prefigurati da Profumo, magari promossi da un apparato docente pi\u00f9 motivato in questo senso.<br \/>\nNei propositi del Ministro non manca poi il riferimento ad un qualche criterio di misura per individuare istituti efficienti e istituti meno efficienti. Visto che non si pu\u00f2 misurare l&#8217;afflusso di informazioni al cervello degli studenti, quando si vuole cercare di valutare l&#8217;efficacia dell&#8217;apprendimento si ricorre solitamente a criteri di misura basati su &#8220;evidenze esterne&#8221; (bocciature e scelte scolastiche successive in questo caso). Il problema per\u00f2 \u00e8 che in questo genere di risultanze possono avere un peso determinante le condizioni contestuali: il numero di studenti di una scuola media che decidono di iscriversi al liceo pu\u00f2 non dipendere dalla qualit\u00e0\u00a0 della scuola ma dalla percezione di prospettive che gli studenti hanno. E&#8217; quindi evidente che la scuola di un quartiere disagiato avr\u00e0\u00a0 risultati peggiori da questo punto di vista di quelli di un quartiere benestante. Penalizzare le realt\u00e0\u00a0 pi\u00f9 difficili porta ad un circolo vizioso che certamente non favorisce l&#8217;inclusione sociale e diminuisce la percezione che chi se lo merita ce la possa fare. Si parla poi addirittura di numero di bocciature come elemento di penalizzazione di una scuola, con la conseguenza che le scuole che vogliono essere premiate eviteranno di bocciare, e questo costituirebbe indubbiamente un incentivo al demerito anzich\u00e9 al merito. Un altro criterio di misurazione per le scuole secondarie, non richiamato da Profumo, ma di gran moda \u00e8 il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Test_INVALSI\">Test Invalsi<\/a>: un questionario teso a misurare il grado di preparazione degli studenti. Personalmente la ritengo un&#8217;iniziativa interessante dal punto di vista scientifico, o meglio che sarebbe interessante da questo punto di vista se a rilevare i dati non fossero gli insegnanti medesimi che quindi, nei contesti meno controllati, compilano loro stessi i questionari degli studenti per far bella figura, annullando ogni validit\u00e0\u00a0 del test. Sarebbe, ripeto, interessante dal punto di vista scientifico ma credo <a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/articoli\/pagina1001850-351.html\">solo dal punto di vista scientifico<\/a>, perch\u00e9 ho la franca impressione che la dipendenza dei risultati dal contesto renda i risultati inaffidabili dal punto di vista della selezione delle scuole pi\u00f9 meritevoli. E&#8217; anche qui evidente che nella scuola di un quartiere disagiato la difficolt\u00e0\u00a0 nel migliorare le competenze degli studenti sia enormemente superiore a quella di un quartiere benestante.<br \/>\nIl problema di fondo che poi vedo sta proprio nel voler ricercare a tutti i costi un criterio oggettivo per valutare una scuola, che potrebbe poi diventare poi un criterio oggettivo per valutare un docente. Ma siamo sicuri che ci\u00f2 sia possibile? C&#8217;\u00e8 davvero un modo oggettivo per valutare o la valutazione di un&#8217;attivit\u00e0\u00a0 articolata come l&#8217;insegnamento \u00e8 un processo la cui complessit\u00e0\u00a0 \u00e8 troppo grande per ricondursi ad un calcolo aritmetico. Esiste forse un&#8217;azienda nella quale i dipendenti o le unit\u00e0\u00a0 organizzative vengono valutati sulla base di un algoritmo o di un questionario a risposte multiple? Se non esiste \u00e8 forse perch\u00e9 qualunque criterio simile \u00e8 illusorio e l&#8217;unico modo per valutare un&#8217;organizzazione \u00e8 che ci sia un valutatore che ne soppesi l&#8217;efficienza e i risultati. E&#8217; difficile conseguire un risultato simile nell&#8217;apparato dello Stato? Negherebbe il criterio dell&#8217;autonomia scolastica? Forse s\u00ec, ma tra un&#8217;autonomia che rischia di stritolarti e una pi\u00f9 efficiente dipendenza non avrei dubbi su che cosa scegliere. C&#8217;\u00e8 il rischio di collusioni e clientele? Pazienza, ma ho l&#8217;impressione che sia preferibile il rischio di una valutazione sbilanciata piuttosto che la certezza.<br \/>\nMa supponiamo anche di trovare un giorno un criterio di giudizio oggettivamente valido: a quel punto varrebbe la pena di chiedersi se la misura giusta da prendersi contro la scuola oggettivamente scarsa sia penalizzare la scuola, come in genere si ipotizza in questi casi, o non piuttosto spostare ad altro incarico il dirigente che ha portato dei risultati negativi. Se il ramo di un&#8217;azienda porta dei risultati al di sotto delle attese ci\u00f2 che si fa di solito \u00e8 rimuovere chi dirige quel ramo di azienda, non certo ridurre il suo budget e allora perch\u00e9 nella pubblica amministazione non ci si pu\u00f2 muovere allo stesso modo? Protezioni sindacali? Vogliamo dire che preferiamo chiudere una scuola che intaccare la carriera del dirigente scolastico che la dirige?<br \/>\nVedo infine che il passo successivo previsto da Profumo sar\u00e0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www3.lastampa.it\/scuola\/sezioni\/news\/articolo\/lstp\/457554\/\">riformare i concorsi<\/a>: ottima idea anche questa, per\u00f2 non leggo un riferimento a quello che dovrebbe essere il principale obiettivo da perseguire intervenendo sui concorsi, ovvero renderli un banco di prova autentico e non il dominio dell&#8217;abuso e della raccomandazione: a tutti i livelli, dall&#8217;universit\u00e0\u00a0 alla scuola elementare.<br \/>\nNon sono certo un conoscitore del mondo della scuola e sono sicuro di aver scritto molte inesattezze e di aver probabilmente trascurato fattori essenziali; sono d&#8217;altronde certo che la rete abbondi di pareri pi\u00f9 <a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/articoli\/-scuola_universita\/pagina1003109.html\">autorevoli<\/a> e competenti del mio e che le domande che pongo forse non hanno risposta. Non posso per\u00f2 che notare che chi conosce la scuola e ci passa da anni le sue giornate me la descrive come un ambiente nel quale l&#8217;abuso, il sopruso e la prevaricazione regnano sovrani, nel quale abbondano insegnanti di ruolo che non riescono ad imbroccare due congiuntivi di fila nemmeno per sbaglio, nel quale i concorsi sono poco pi\u00f9 che farse organizzate per premiare gli amici e i raccomandati, nel quale l&#8217;utilizzo per fini personali di risorse pubbliche \u00e8 la normalit\u00e0\u00a0, nel quale spesso sono le famiglie e non gli insegnanti a stabilire i criteri di valutazione, nel quale il mobbing \u00e8 pratica quotidiana verso chi voglia ristabilire criteri di merito e di trasparenza. E allora scusatemi se nel momento in cui il Ministro Profumo, di fronte all&#8217;immane compito di riformare tutto ci\u00f2, si presenta producendo come prima straordinaria proposta quella dello &#8220;studente dell&#8217;anno&#8221; faccio fatica a trovare per questa iniziativa una definizione diversa da &#8220;ridicola&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leggendo gli intendimenti del Ministro Profumo circa una riforma scolastica orientata a premiare il merito mi \u00e8 parso di risentire vecchi refrain che andavano molto ai tempi del precedente Governo. Tali refrain avevano un suono diverso per\u00f2 quando li suonava la Gelmini. 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