{"id":1372,"date":"2012-04-15T23:53:25","date_gmt":"2012-04-15T21:53:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1372"},"modified":"2012-04-18T15:35:07","modified_gmt":"2012-04-18T13:35:07","slug":"lo-scranno-troppo-alto-dellintellettuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2012\/04\/15\/lo-scranno-troppo-alto-dellintellettuale\/","title":{"rendered":"Lo scranno troppo alto dell&#8217;intellettuale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/File:Lazarsfeld.jpg\" title=\"Paul Felix Lazarsfeld\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/220px-lazarsfeld.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"220px-lazarsfeld.jpg\" width=\"150\" \/><\/a>Negli anni &#8217;40 e &#8217;50 una serie di studi, partiti da quello sulla formazione delle opinioni in occasione della campagna elettorale per la Presidenza degli Stati Uniti del 1940, port\u00f2 Paul Felix Lazarsfeld e Elihu Katz\u00c2\u00a0 a teorizzare, nell&#8217;ambito della cosiddetta <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Two-step_flow_of_communication\">teoria della comunicazione a due flussi<\/a>, il concetto di Opinion Leader. Era un concetto diverso da quello a cui associamo oggi questo termine, anche perch\u00e9 quella era una societ\u00e0\u00a0 poco mediatizzata in cui la televisione muoveva solo i primi passi. L&#8217;opinion leader di Lazarsfeld e Katz le opinioni le guidava ancora attraverso il contatto faccia-a-faccia, con questo termine infatti si intendeva quel membro di una comunit\u00e0\u00a0 che, in ragione di una autorevolezza acquisita per meriti vari, ma quasi sempre una volta per tutte, aveva il potere di influenzare le opinioni degli altri. Poteva essere il frequentatore abituale di un bar, il barbiere, il postino, ma Lazarsfeld aveva scoperto che la maggior parte delle persone non si formavano opinioni direttamente ascoltando la radio o leggendo i giornali, ma ascoltando la lettura che di quegli eventi dava una o pi\u00f9 persone di loro fiducia. La societ\u00e0\u00a0 della comunicazione, nella convinzione di molti, ha spazzato via questo modello, vi \u00e8 la convinzione diffusa che oggi non sia pi\u00f9 cos\u00ec, che le persone ascoltino alla televisione Santoro o Ferrara, Gad Lerner o Vespa, mentre argomentano su questo o quello, e si facciano la propria idea, magari attraverso il filtro di loro convinzioni profonde ma senza altri mediatori. E invece ho proprio l&#8217;impressione non sia cos\u00ec per tutti: che molte, moltissime persone ancora sentano il bisogno di qualcuno che sentono pari a loro, di cui si fidano, che li aiuti a decodificare tutta questa mole di informazioni nella quale altrimenti si perdono, alla ricerca inutile di una lettura che possa permettere loro di formarsi un&#8217;opinione e quindi di assumere una posizione. L&#8217;abilit\u00e0\u00a0 di Emilio Fede era manifestamente nell&#8217;interpretare questo ruolo sebbene dal trono televisivo: non si presentava come colui che raccontava al popolo una verit\u00e0\u00a0, come colui che li imboniva con teorie sottili e con ragionamenti fini. Si presentava con l&#8217;aria smarrita che era la stessa delle persone a cui si rivolgeva e con un levare di sopracciglia, con un dar di spallucce e un allargar di braccia, comunicava al pubblico di essere uno di loro che, a forza di sentire le notizie e di riordinare le idee, aveva scoperto che forse una spiegazione c&#8217;era e attingendo a piene mani al senso comune la elargiva, manifestando lo stesso atteggiamento del barbiere che d\u00e0\u00a0 un momento di riposo al rasoio per spiegarti che Del Piero andr\u00e0\u00a0 a giocare in Brasile o del barista che, mentre sciacqua i bicchieri, ti spiega che Monti sar\u00e0\u00a0 il prossimo Presidente della Repubblica. La spiegazione magari fa razionalmente acqua da tutte le parti, ma il pubblico ormai non si fa pi\u00f9 domande perch\u00e9 ormai di Fede si fida. Non importa che il 70 magari l&#8217;80% degli italiani ridessero dietro a Fede, c&#8217;era quel 20% che di lui si fidava ed era pronto a seguirlo su qualunque interpretazione desse della realt\u00e0\u00a0.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/scimmia.jpeg\" title=\"Scimmia\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/scimmia.jpeg\" class=\"floatright\" alt=\"scimmia.jpeg\" width=\"150\" \/><\/a>Scoprire, <a href=\"http:\/\/leonardo.comunita.unita.it\/2012\/04\/03\/emilio-fede-non-era-un-pagliaccio\/#1\">grazie a Leonardo<\/a>, che a molti intellettuali questo aspetto del fenomeno TG4 era del tutto sfuggito, mi ha suggerito la possibilit\u00e0\u00a0 che anche fini teste pensanti facciano l&#8217;errore che fa qualunque persona malaccorta che guardi fuori dalla finestra e veda il cielo nuvolo, ma lasci lo stesso a casa l&#8217;ombrello perch\u00e9 le previsioni danno bel tempo. Una tendenza generale non copre tutti i casi, il fatto che la societ\u00e0\u00a0 scopra nuovi modelli e si orienti verso di essi non significa che ci siano sacche anche molto estese che vanno in direzione contraria. Gli intellettuali in questione evidentemente\u00c2\u00a0 non si sono mai accorti che un venti percento dell&#8217;elettorato viveva ancora nell&#8217;epoca di Mike Bongiorno e lasciava quindi con fiducia che Fede guidasse la loro mano sulla scheda elettorale; quegli intellettuali fanno parte della stessa categoria di coloro che sostengono che nuove linee di trasporto non servono perch\u00e9 oggi si viaggia sulle autostrade digitali, tranne scoprire che i viaggi di lavoro all&#8217;estero <a href=\"http:\/\/www.ontit.it\/opencms\/opencms\/ont\/it\/stampa\/in_evidenza\/Riparte_il_turismo_d_affari_italiano_preferite_le_mete_estere\">crescono<\/a> anche in periodo di crisi, sono gli stessi che dicono che ormai la spesa si fa solo online, tranne scoprire che i centri commerciali nascono come funghi e quando nascono sono regolarmente travolti da invasioni bibliche di clienti assetati di shopping. Sono delle avanguardie che sono talmente avanti da aver perso di vista la retroguardia, sono persone che a forza di concentrare lo sguardo su uno spicchio della realt\u00e0\u00a0, quello pi\u00f9 interessante e dinamico, si dimenticano che esiste tutto il resto: eppure la parte numericamente preponderante di una societ\u00e0\u00a0 \u00e8 quella che va a rimorchio e che spesso fa da freno a tutto il resto, specialmente quando ci dimentichiamo di lei.<br \/>\nNon voglio sembrare troppo impietoso con costoro: ci sbagliamo tutti, quante volte ci sorprendiamo a scoprire che ci sono persone che non hanno la carta di credito, che non hanno un conto corrente bancario, che non si sono mai collegate con Internet e cos\u00ec via? Almeno per\u00f2 non siamo considerati dei <em>maitre a penser<\/em> dei nostri tempi e quindi ci sentiamo un po&#8217; pi\u00f9 giustificati nel nostro errore.<br \/>\nAlla fine poi scopri che uno di quelli che consideravano Fede solo una figura folcloristica \u00e8 Cacciari che \u00e8 lo stesso che <a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/?p=1093\">si diceva annoiato<\/a> delle piccolezze di cui aveva dovuto occuparsi quando era stato Sindaco di Venezia. A questo punto tutto torna e ti rendi conto che quando la cecit\u00e0\u00a0 dell&#8217;intellettuale si spinge a questi estremi pu\u00f2 essere considerata una malattia che, visto l&#8217;ascendente che alcuni di questi personaggi hanno sull&#8217;opinione pubblica, presenta anche fortissimi rischi epidemici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli anni &#8217;40 e &#8217;50 una serie di studi, partiti da quello sulla formazione delle opinioni in occasione della campagna elettorale per la Presidenza degli Stati Uniti del 1940, port\u00f2 Paul Felix Lazarsfeld e Elihu Katz\u00c2\u00a0 a teorizzare, nell&#8217;ambito della cosiddetta teoria della comunicazione a due flussi, il concetto di Opinion Leader. 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