{"id":1295,"date":"2011-12-20T00:43:44","date_gmt":"2011-12-19T22:43:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1295"},"modified":"2011-12-21T15:11:50","modified_gmt":"2011-12-21T13:11:50","slug":"il-tavolo-della-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2011\/12\/20\/il-tavolo-della-pace\/","title":{"rendered":"Il tavolo della pace"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tavolodellapace.jpg\" title=\"Il tavolo della pace.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tavolodellapace.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"tavolodellapace.jpg\" width=\"250\" \/><\/a>Qualche giorno fa il gotha del calcio italiano si \u00e8 riunito insieme a Federazione e CONI a Roma attorno ad un tavolo definito pomposamente &#8220;Il Tavolo della Pace&#8221;. Dovessi provare a dire quale fosse l&#8217;argomento di discussione non saprei fare di meglio che dire che l&#8217;oggetto era la storia del calcio italiano degli ultimi vent&#8217;anni. E&#8217; quasi ovvio dire che non si \u00e8 risolto nulla. Se la trasponiamo su ambiti ben pi\u00f9 seri \u00e8 un po&#8217; come se esponenti politici di destra o sinistra si incontrassero per arrivare ad una lettura comune della caduta del comunismo o del fascismo, o, passando alla gastronomia, \u00e8 un po&#8217; come se un napoletano ed un piemontese si incontrassero per discutere se \u00e8 pi\u00f9 buona la Mozzarella o il Castelmagno, la Pastiera o il Bonet.<br \/>\nMa cosa spinge i rappresentanti di alcune delle pi\u00f9 grandi aziende italiane a riunirsi per chiedersi se cinque anni fa lo scudetto lo meritasse la Juve, l&#8217;Inter o qualcun altro? Li spinge qualcosa che nel calcio riveste un&#8217;assoluta sacralit\u00e0\u00a0: l&#8217;Albo d&#8217;Oro. L&#8217;Albo d&#8217;Oro \u00e8, in ogni sport, la lista dei vincitori di una competizione nelle sue varie edizioni. Nel caso del Campionato di Calcio l&#8217;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Albo_d%27oro_%28Campionato_Serie_A%29\">Albo d&#8217;Oro<\/a> \u00e8 il mantra che ogni appassionato di calcio ripassa periodicamente perch\u00e9, per quanto si possa protestare, mugugnare, elevare proteste ed invettive all&#8217;organizzazione, l&#8217;Albo d&#8217;Oro \u00e8 quello che fa fede: chi ha vinto ha vinto e tutto il resto rimane col tempo confinato alla chiacchiera da Bar Sport, al limite tra storia e leggenda metropolitana. Anche per questo forse, in tante edizioni di Campionato e su tanti casi di illeciti che hanno determinato penalizzazioni e retrocessioni, solo una volta (<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Divisione_Nazionale_1926-1927\">nel 1927<\/a>) la Federazione ha revocato uno scudetto e la cosa \u00e8 ancora talmente controversa che da <a href=\"http:\/\/bologna.repubblica.it\/dettaglio\/articolo\/1738722\">pi\u00f9<\/a> di <a href=\"http:\/\/forum.toronews.net\/viewtopic.php?p=1150212&amp;sid=19bed4b6a70bb0f70cc915d127b21eb5\">una parte<\/a> c&#8217;\u00e8 chi ancora reclama quel titolo. Figurarsi revocare in una volta sola due scudetti due, per di pi\u00f9 stravinti da una squadra colonna portante della nazionale campione del mondo nel 2006 in Germania, e colonna pure della Francia vicecampione, una squadra che quello scandalo distrusse proprio quando viveva il suo apice. Sovvertire l&#8217;esito di quei campionati sarebbe stato un mezzo vulnus nella storia del calcio anche se avessero scoperto un arbitro con un assegno firmato da Moggi con il risultato finale della partita indicato come causale; figuriamoci cosa poteva accadere nel momento in cui tutto ci\u00f2 \u00e8 accaduto a seguito di un processo sportivo che, cos\u00ec come quello penale, per <a href=\"http:\/\/download.ju29ro.com\/processo_calciopoli\/sentenza-de-gregorio.pdf\">stessa ammissione dei giudici<\/a>, \u00e8 stato puramente indiziario e nel quale, per di pi\u00f9, gli indizi e gli elementi erano simili per tutte le maggiori squadre, comprese formazioni nemmeno toccate dalle inchieste.<br \/>\nOggi ci ritroviamo con un tavolo al quale gli uni si approcciano intimamente convinti che Calciopoli sia stata una somma manifestazione di giustizia che ha liberato il calcio da una gang di &#8220;truffatori&#8221; senza i quali il calcio ha ritrovato la sua genuninit\u00e0\u00a0 perduta, un&#8217;epurazione che ha evitato che il contagio di codeste mele marce potesse far marcire tutto il cesto calcistico. Gli altri invece approcciano il tavolo considerando Calciopoli una congiura di palazzo destinata a colpire chi aveva meritatamente conquistato i suoi successi e che al massimo si era dovuto adeguare ad un malcostume diffuso e imperante. E&#8217; ben difficile trovare un punto di incontro tra gli uni e gli altri in questo contesto. Eppure gli uni e gli altri sono le colonne del calcio italiano, gli uni e gli altri portano entusiasmo e denaro sugli altari del Dio Pallone ed il fatto che gli uni e gli altri si fregino dello stesso Scudetto toglie fascino al rito dell&#8217;Albo d&#8217;Oro e quindi a quello dell&#8217;intero calcio.<br \/>\nPu\u00f2 la Federazione lasciare aperta questa voragine senza perdere completamente di credibilit\u00e0\u00a0 di fronte al mondo dei sostenitori calcistici? Ma come pu\u00f2 d&#8217;altronde rimediarvi senza in ci\u00f2 scontentare pesantemente gli uni o gli altri?<br \/>\nQuando ci si caccia in un vicolo cieco in genere ci si chiede dove stava l&#8217;errore che ha portato a questa conclusione. Certamente nello specifico l&#8217;errore fu a suo tempo organizzare un processo di piazza sulla base del tamtam mediatico, senza andare a fondo in quanto era successo e in quanto non era successo. L&#8217;errore fu ignorare quello che gi\u00e0\u00a0 nel 2006 si intuiva, ripetendo il dogma di Moggiopoli, del bene contro il male, della giustezza delle sentenze sportive e del calcio finalmente ripulito. Chi non lo fece ed in questi anni <a href=\"http:\/\/www.ju29ro.com\/home\/dossier\/cantanapoli-il-processo.html\">ha scavato<\/a> sotto l&#8217;apparenza della narrazione mediatica si \u00e8 ritrovato con una verit\u00e0\u00a0 molto diversa e pressoch\u00e9 inconciliabile con quella ufficiale. Tutto questo per\u00f2 \u00e8 figlio, a sua volta, di un errore di fondo, cio\u00e8 della debolezza cronica della Federazione Gioco Calcio. Nel Campionato di Calcio la Federazione riveste poco pi\u00f9 che un ruolo di arbitro, di giudice di pace tra le parti: non ha una reale autorevolezza, non ha un reale potere di dissuasione e spesso nemmeno di persuasione. Per questo la Federazione ad ogni scandalo si trova trascinata dal batage mediatico, si trova messa in croce dai presidenti scontenti, si trova tirata per la giacchetta da questo e da quello. Per questo il calcio italiano si sent\u00ec in dovere di infliggere pene esemplari nel 2006, pur non avendo ben capito perch\u00e9, solo perch\u00e9 il sistema mediatico glielo chiedeva ed oggi non se la sente di fare un passo indietro perch\u00e9 il sistema mediatico la invita, nella sua maggioranza, a desistere. Per questo nel passato, in tantissimi altri casi in cui importanti interessi erano in gioco, la Federazione ha deciso in modo ambiguo e accomodante. Non dimentichiamoci che quelli che hanno preceduto il 2006 erano anni in cui il primo che si alzava a dire che c&#8217;era un complotto, che era tutto fasullo e che la Federazione era in mano a quattro fantocci riscuoteva solo applausi e consensi. Una Federazione che tolleri tutto ci\u00f2 non pu\u00f2 essere credibile, non pu\u00f2 essere autorevole e diventa un vaso di coccio tra i vasi di ferro risultando odiosa sia ai vasi di ferro che agli altri vasi di coccio.<br \/>\nHo l&#8217;impressione che al tavolo della pace pi\u00f9 che discutere delle telefonate di Moggi o di Facchetti si dovrebbe discutere di un riequilibrio che faccia della Federazione un organismo realmente direttivo, e della Serie A un campionato fatto per essere equo, competitivo, e soprattutto non sia pi\u00f9 un tavolino fatto apposta per ospitare il braccio di ferro tra le famiglie pi\u00f9 potenti del paese. Se questo si fosse discusso su quel tavolo della pace probabilmente si sarebbe trovato un punto di accordo tra i presidenti di societ\u00e0\u00a0 presenti, solo che sarebbero stati probabilmente tutti d&#8217;accordo nell&#8217;opporvisi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa il gotha del calcio italiano si \u00e8 riunito insieme a Federazione e CONI a Roma attorno ad un tavolo definito pomposamente &#8220;Il Tavolo della Pace&#8221;. Dovessi provare a dire quale fosse l&#8217;argomento di discussione non saprei fare di meglio che dire che l&#8217;oggetto era la storia del calcio italiano degli ultimi vent&#8217;anni. 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