{"id":1287,"date":"2011-12-14T08:57:41","date_gmt":"2011-12-14T06:57:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1287"},"modified":"2011-12-21T15:28:49","modified_gmt":"2011-12-21T13:28:49","slug":"il-sesso-di-angela","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2011\/12\/14\/il-sesso-di-angela\/","title":{"rendered":"Il sesso di Angela"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:AM_Juli_2010_-_3zu4.jpg\" title=\"Angela Merkel\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/merkel.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"merkel.jpg\" width=\"250\" \/><\/a> Il gioco di parole contenuto nel titolo non vi illuda che si tratti di un ritorno di fiamma dell&#8217;antiberlusconismo, questa volta per discutere <a href=\"http:\/\/www.giornalettismo.com\/archives\/146481\/merkel-culona-inchiavabile\/\">le valutazioni estetiche<\/a> dell&#8217;ex-Premier. Vorrei invece esternare il mio disagio per il dibattito che impazza sulla Germania, sullo suo strapotere in Europa, sul rifiuto degli Eurobond, sulla revisione dei trattati, sul veto britannico e altre amenit\u00e0\u00a0 che si sprecano, tutto questo mentre un continente sta inarrestabilmente scivolando verso il baratro, cos\u00ec come la leggenda <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Discutere_del_sesso_degli_angeli\">narra<\/a> che i teologi bizantini discorressero del sesso degli angeli, mentre i turchi assediavano la citt\u00e0\u00a0.<br \/>\nHo l&#8217;impressione che non ci sia uno, ma nemmeno uno, dei mille temi relativi alla crisi che si succedono in questi giorni, che abbia senso affrontare prima di un altro, fondamentale. C&#8217;\u00e8 nella testa di qualcuno (e se s\u00ec di quanti) un progetto concreto e a breve termini di un Unione Europea con una struttura politica federale, autonoma rispetto agli Stati Nazionali e con poteri coercitivi sui medesimi in termini di politiche fiscali e non solo? La domanda si impone, perch\u00e9 ho sempre pi\u00f9 l&#8217;impressione che se questo progetto non c&#8217;\u00e8, rischiamo di ricadere su noi stessi. Non sar\u00e0\u00a0 continuando a trovare soluzioni di ripiego che nascondano l&#8217;assenza di un vero progetto di unione politica che eviteremo il disastro finale che sarebbe rappresentato dalla prospettiva di tornare indietro a logiche di chiusura nazionale.<br \/>\nOggi in Germania <a href=\"http:\/\/www.lettera43.it\/economia\/macro\/32570\/lite-bond-e-manovre-per-dividere-l-eurozona-come-nel-1992_breve.htm\">c&#8217;\u00e8 qualcuno<\/a> che pensa di creare una sorta di Padania europea, una mini Europa dei paesi virtuosi che realizzi una &#8220;secessione europea&#8221;, nella convinzione che i bilanci dei virtuosi se ne gioverebbero. Ora, io mi guardo un po&#8217; attorno e scopro che io e la mia compagna abbiamo due auto tedesche, su una delle quali \u00e8 montata un&#8217;autoradio tedesca, in casa abbiamo un televisore, un videoregistratore, un lettore di MP3, un rasoio, un tagliabasetta e uno stereo olandesi, due telefonini finlandesi. Se l&#8217;Italia non fosse nell&#8217;Unione Europea (o in un&#8217;altra Unione Europea) probabilmente tutto ci\u00f2 avrebbe altra provenienza, forse l&#8217;estremo oriente. E allora siamo proprio sicuri che convenga ai paesi dell&#8217;Europa &#8220;virtuosa&#8221; mandare a gambe levate il mercato europeo? In Italia c&#8217;\u00e8 chi un <a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/euro-germania\">po&#8217; pensa<\/a> che abbiano ragione e paragona le istanze tedesche con quelle padane, eppure <a href=\"http:\/\/www.noisefromamerika.org\/index.php\/articoli\/1582\">c&#8217;\u00e8 anche chi<\/a> nel passato si \u00e8 preoccupato di chiedersi se la secessione che la Lega torna in questo periodo a chiedere convenga davvero al Nord Italia e si \u00e8 dato una risposta negativa.<br \/>\nNel frattempo i governi europei, con l&#8217;immancabile eccezione del Regno Unito, hanno deciso di rivedere i trattati introducendo meccanismi che garantiscano un maggior rigore nel rispetto del patto di stabilit\u00e0\u00a0. Sicuramente \u00e8 meglio che niente, ma siamo sicuri che questo cambi in modo sostanziale le cose? Siamo sicuri che gli investitori si fideranno di un&#8217;economia regolata da un trattato tra stati sovrani che possono bellamente fregarsene del patto di stabilit\u00e0\u00a0, <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/online\/lf_primo_piano\/031119ecofin\/ecofin\/ecofin.html?ref=search\">come in passato<\/a>, senza un potere superiore che abbia reali capacit\u00e0\u00a0 coercitive? Personalmente non intravedo motivi per escludere che, con queste premesse, non possa verificarsi un nuovo caso Grecia e che un eventuale nuovo caso Grecia non si risolva di nuovo in un lungo stillicidio di rimbalzi e tempeste finanziarie.<br \/>\nProprio il Regno Unito ci d\u00e0\u00a0 la dimensione della difficolt\u00e0\u00a0 di rinunciare a secoli di storia nazionale nel nome dell&#8217;interesse comune: dall&#8217;introduzione dell&#8217;Euro la Sterlina ha perso un terzo del suo valore rispetto alla valuta europea (da un cambio intorno all&#8217;1,6 del 2002 all&#8217;attuale 1,1 nonostante la tempesta finanziaria) e forse non \u00e8 un caso se il Regno Unito \u00e8 il paese dell&#8217;Unione Europea in cui il carburante \u00e8 complessivamente pi\u00f9 caro (<a href=\"http:\/\/www.energy.eu\/\">il primo per il diesel, il secondo per la benzina<\/a>), eppure l&#8217;idea di entrare nell&#8217;economia dell&#8217;Euro non sfiora neppure i britannici e gli ultimi inciampi li hanno rafforzati in questa convinzione, anzich\u00e9 convincerli della necessit\u00e0\u00a0 di contribuire a rafforzare l&#8217;impianto europeo. In un momento tetro come questo suona quasi rassicurante il fatto che finalmente il Regno Unito, ostacolo immancabile di ogni trattativa europeista, si defili e marci verso un suo destino di isoletta dispersa nel Mare del Nord. E&#8217; chiaro per\u00f2 che dover fare a meno del Regno Unito sia un duro colpo per il posizionamento dell&#8217;Europa nello scacchiere futuro.<br \/>\nRevisione dei trattati a parte, anche le altre proposte di cui si parla in questi giorni sembrano appartenere alla categoria dei pannicelli. Un esempio \u00e8 quello degli Eurobond. Avrebbe senso che la BCE emettesse dei titoli  di Stato quando in Europa un vero Stato non c&#8217;\u00e8? Quale risparmiatore pu\u00f2 sentirsi garantito da un&#8217;Unione tra Stati la cui funzione \u00e8 oggi solo quella di erogare sussidi? Un altro esempio \u00e8 quello di introdurre un Ministro delle Finanze europeo. Avrebbe senso che si introduca una simile figura senza alcuna leva fiscale o potere di redistribuzione in mano? Farebbe forse la fine del Ministro degli Esteri europeo, il fantomatico Mister PESC, che nella persona di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Catherine_Ashton\">Mrs Ashley<\/a> ha mostrato in questi anni la sua totale irrilevanza.<br \/>\nL&#8217;impressione \u00e8 che ci giriamo attorno senza citarlo come in una circonlocuzione fatta apposta per non toccare mai un tab\u00f9, ma il tasto che non vogliamo premere \u00e8 l&#8217;unico che pu\u00f2 dare respiro e stabilit\u00e0\u00a0 all&#8217;Europa, quello dell&#8217;unione politica, quello della creazione di un vero Stato europeo. Il prossimo anno avremo le elezioni presidenziali in Francia e nel 2013 ci saranno le elezioni politiche in Italia e Germania. Se le coalizioni conservatrici al potere in questi paesi hanno determinato lo stallo attuale, non sarebbe male che le coalizioni progressiste cominciassero a riparlare concretamente di unione politica in Europa. Siamo gi\u00e0\u00a0 in abbondante ritardo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il gioco di parole contenuto nel titolo non vi illuda che si tratti di un ritorno di fiamma dell&#8217;antiberlusconismo, questa volta per discutere le valutazioni estetiche dell&#8217;ex-Premier. 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