{"id":1253,"date":"2011-10-21T22:55:16","date_gmt":"2011-10-21T20:55:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1253"},"modified":"2011-10-24T08:08:22","modified_gmt":"2011-10-24T06:08:22","slug":"dogmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2011\/10\/21\/dogmi\/","title":{"rendered":"Dogmi"},"content":{"rendered":"<p>Ogni tanto la parte razionalista di me mi chiede come mai io segua il calcio con cos\u00ec grande fervore. Uno degli alibi pi\u00f9 ricorrenti che mi d\u00f2 \u00e8 che il calcio \u00e8 davvero interessante soprattutto in quanto \u00e8 una dimensione semplificata della realt\u00e0\u00a0, \u00e8 un campo nel quale ci si esercita a mettere in gioco quegli stessi vizi e virt\u00f9 morali e intellettuali che la realt\u00e0\u00a0 propone, con il vantaggio di essere un gioco, vantaggio che si concretizza nel fatto che qui \u00e8 pi\u00f9 facile che in ogni altro ambito sganciarsi dal vortice delle passioni, prendere distacco dalle cose ed osservarle con occhio analitico. Se gli affetti, il lavoro, la politica coinvolgono comunque nostri interessi personali dai quali \u00e8 difficile riuscire ad estraniarsi, col calcio \u00e8 molto meno arduo provare per un attimo a non essere coinvolto emotivamente e guardare quindi a quanto accade da una posizione superpartes. In realt\u00e0\u00a0 non \u00e8 affatto per questo n\u00e9 per nessun altro motivo razionale che il calcio mi appassiona, ma credo sia assolutamente vero quanto fin qui scritto ed \u00e8 proprio questa caratteristica del calcio che mi spinge spesso, oggi come molte altre volte, a scrivere su questo blog, mescolando temi pallonari a caratteristiche generali della nostra societ\u00e0\u00a0.<br \/>\nMi tocca tornare, ad esempio, a parlare di Calciopoli, per dire che se guardo da tifoso bianconero alle vicende del processo su Calciopoli non posso che essere poco originale, irritandomi a pensare ai due scudetti vinti meritatamente (perch\u00e9 si era di gran lunga i pi\u00f9 forti) e sfumati a causa di quanto accaduto sui giornali e nelle aule di giustizia sportiva, in un processo di piazza fatto di frasi distorte e di pesantissime omissioni ed in un processo sportivo la cui sentenza era gi\u00e0\u00a0 stata emessa prima di iniziare. Se provo per\u00f2 ad abbandonare per un momento la visuale della contesa sportiva non posso non riconoscere che qualcosa che non andasse c&#8217;era indubbiamente e che renderlo pubblico non \u00e8 stato un male per il calcio, n\u00e9 per la societ\u00e0\u00a0 italiana in generale. E tuttavia, anche prima delle ultime novit\u00e0\u00a0 uscite dal processo di Napoli, non ero mai riuscito a trovare un solo elemento che mi convincesse che ci fosse tra le maggiori societ\u00e0\u00a0 calcistiche una cos\u00ec abissale disparit\u00e0\u00a0. Le cene segrete di Galliani con Collina, le velate minacce agli arbitri di Facchetti erano davvero meno gravi delle SIM svizzere di Moggi? Ma soprattutto erano meno gravi delle incazzature di Foti (presidente della Reggina) che valsero una disperata rincorsa ai calabresi contro una penalizzazione di nove punti, mentre il Milan veleggiava tranquillo in Champions League e l&#8217;Inter sfoggiava uno scudetto mai vinto? Forse \u00e8 comprensibile che il rutilante batage mediatico che aveva accompagnato l&#8217;esplosione dello scandalo avesse confuso molti e che quanto emerso successivamente non sia stato sufficiente a cancellare l&#8217;imprinting che il 2006 aveva lasciato nella testa dei meno attenti. Francamente per\u00f2 pensavo che, dopo le ultime nuove intercettazioni scovate dalla difesa di Moggi, i maitre-a-penser paladini di Calciopoli facessero qualche passo indietro, cominciassero a scricchiolare le certezze sul Sistema-Moggi, qualche &#8220;Forse ci siamo sbagliati&#8221; uscisse. Niente di tutto ci\u00f2 invece: alcuni sembrano avere scelto la ritirata non parlando pi\u00f9 dell&#8217;argomento, altri invece rimangono in trincea come se niente fosse accaduto. Tra i primi c&#8217;\u00e8 Michele Serra, del quale non sono riuscito a trovare un articolo su Calciopoli che non sia vecchio meno di tre anni (se non <a href=\"http:\/\/www.ilpost.it\/2011\/09\/10\/i-29-scudetti-della-juve-michele-serra\/\">questo<\/a>), ma anche Beppe Severgnini evita ultimamente di pronunciarsi (<a href=\"http:\/\/simonesalvador.blogspot.com\/2010\/04\/beppe-severgnini-e-lobiettivita-della.html\">questa<\/a> l&#8217;ultima sua comparizione). Chi invece non si rassegna \u00e8 Marco Travaglio (tra l&#8217;altro juventino, a dimostrazione che l&#8217;incapacit\u00e0\u00a0 di rivedere le proprie convinzioni talvolta \u00e8 pi\u00f9 forte del senso di appartenenza) il quale <a href=\"http:\/\/juve1897.blogspot.com\/2011\/07\/lavvocato-di-moggi-vs-travaglio.html\">continua<\/a> a <a href=\"http:\/\/perquelchemiriguarda.blogspot.com\/2011\/07\/pallonari-e-pallisti-di-marco-travaglio.html\">tuonare<\/a> dalle colonne del Fatto Quotidiano contro quelli che vogliono equiparare la Juve di Moggi all&#8217;Inter di Facchetti.<br \/>\nInsomma mi sono letto un po&#8217; di fonti sul tema, ci ho riflettuto e alla fine mi sono reso conto dell&#8217;origine di questa impermeabilit\u00e0\u00a0, come d&#8217;altra parte di molte altre impermeabilit\u00e0\u00a0 intellettuali: un dogma. In effetti in tutte le ricostruzioni innocentiste nei confronti dell&#8217;Inter aleggia sempre uno spettro dogmatico, ovvero che in quegli anni la Juve rubava e l&#8217;Inter veniva derubata. Questa \u00e8 l&#8217;asserzione, non dimostrata, di partenza, questa \u00e8 le prospettiva ineludibile in funzione della quale poi si interpretano tutti gli elementi processuali. Chiunque, credo, <a href=\"http:\/\/www.goal.com\/it\/news\/240\/calciopoli\/2010\/05\/05\/1909624\/telefonata-inequivocabile-tra-facchetti-e-bergamo-bertini\">sentendo<\/a> un designatore dire ad un dirigente di societ\u00e0\u00a0: &#8220;Non ti preoccupare: Domenica vincete, ci parlo io con l&#8217;arbitro&#8221; ne concluderebbe che il tentativo di illecito sia conclamato, una squadra normale sarebbe stata retrocessa senza discussioni, ma, visto che il dirigente in questione era della squadra sbagliata, la dissonanza dal dogma obbliga a ridefinire la realt\u00e0\u00a0 e l&#8217;illecito diventa una sorta di &#8220;contentino offerto per digerire ben altro&#8221;. Con questo procedimento qualunque evidenza contraria si pu\u00f2 assorbire, il fatto che l&#8217;Inter procurasse colloqui di lavoro agli arbitri amici diventa un modo per difenderli dalle angherie del sistema Moggi, il fatto che l&#8217;arbitro designato per Inter-Juve fosse istruito a favorire i nerazzurri era solo un modo per indurlo a non esagerare in senso opposto, e cos\u00ec via. In fondo \u00e8 un procedimento che funziona anche al di fuori del contesto calcistico. Non \u00e8 forse vero che milioni di italiani hanno ridefinito negli anni le proprie convinzioni, la propria morale, le proprie fonti di informazioni per difendere, man mano che uscivano gli scandali, il dogma secondo il quale Berlusconi \u00e8 tanto una brava persona? Che dire della guerra in Iraq? Non \u00e8 forse vero che molti paesi hanno combattuto una guerra in Iraq mandando a morire migliaia di giovani in base al dogma che Saddam avesse le armi di distruzioni di massa e quando abbiamo scoperto che le armi di distruzioni di massa non c&#8217;erano e probabilmente i governi sapevano non ci fossero, nessuno ha battuto ciglio, accontentandosi semmai di riposizionare gli scopi della guerra sulla famosa &#8220;esportazione della democrazia&#8221;?<br \/>\nCome nascono per\u00f2 questi dogmi? Perch\u00e9 ad un certo punto una parte dell&#8217;opinione pubblica viene cos\u00ec profondamente penetrata da una convinzione da non potersene pi\u00f9 liberare?<br \/>\nIl meccanismo mi si \u00e8 palesato qualche mattina orsono quando il barista dove prendo il caff\u00e9 al mattino, che solitamente parla poco di calcio ed \u00e8 pure milanista, mi ha accolto dicendo: &#8220;Certo che &#8216;sto calcio \u00e8 proprio marcio. Ho visto che hanno dato di nuovo contro l&#8217;Inter un rigore che non c&#8217;era&#8221;. Questo \u00e8 quello che fitra: possono esserci anni di &#8220;<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/?p=467\">zeru riguri<\/a>&#8220;, di &#8220;aiutini&#8221;, di polemiche da pi\u00f9 parti sui favori arbitrali all&#8217;Inter passate regolarmente <a href=\"http:\/\/sport.sky.it\/sport\/calcio_italiano\/2011\/05\/29\/coppa_italia_reazioni_inter_palermo.html\">sotto silenzio<\/a>, giuste o sbagliate che fossero. E&#8217; bastato qualche risultato negativo, qualche scontata lamentazione contro gli arbitri e il filtro mediatico ha rimesso in piedi il complottismo dei tempi migliori. Non \u00e8 difficile: \u00e8 sufficiente che i mezzi di comunicazione attribuiscano in gran maggioranza gli sbagli in una direzione alla fallibilit\u00e0\u00a0 dell&#8217;uomo e a quelli in direzione opposta ad un complotto globale e la convinzione si instilla in molti, in quasi tutti. <a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/cartesio.jpg\" title=\"cartesio.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/cartesio.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"cartesio.jpg\" width=\"300\" \/><\/a>Non che le voci contrarie siano censurate, ma diciamoci la verit\u00e0\u00a0: quante migliaia di volte \u00e8 passato in televisione il <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=gHvEGs4i6s8#t=2m25\">rigore negato<\/a> a Ronaldo e quante volte (due o tre) il <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Ap6Iv8pzwcE#t=2m52\">gol sottratto<\/a> a Trezeguet che regal\u00f2 all&#8217;Inter una Supercoppa (e qui gi\u00e0\u00a0 un dogmatico direbbe: &#8220;<em>Eh gi\u00e0\u00a0! Vuoi mettere uno scudetto con una Supercoppa<\/em>!&#8221;). Cos\u00ec Rocchi, protagonista di un paio di errori a favore del Napoli nel recente incontro contro l&#8217;Inter, diventa l&#8217;arbitro che espulse l&#8217;anno passato Sneijder (peraltro in modo <a href=\"localhost\/?p=672\">sacrosanto<\/a>) dal derby con il Milan e non l&#8217;arbitro che <a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/?p=53\">risolse a favore dell&#8217;Inter<\/a> il Campionato di qualche anno fa. E&#8217; una polarizzazione continua dell&#8217;informazione che come una goccia d&#8217;acqua, a lungo andare pu\u00f2 bucare anche la pietra: \u00e8 questione di tempo e di lavor\u00eco ai fianchi ma alla fine il dogma \u00e8 servito e nessun dato, nessuna evidenza contraria potr\u00e0\u00a0 cancellarlo fino in fondo.<br \/>\nChe possiamo fare? Dialogare, discutere, ascoltare criticamente, in questi e altri campi \u00e8 l&#8217;unica arma che abbiamo contro lo spettro del dogma. Certo il dogma spesso non \u00e8 uno spettro simpatico, spesso diventa un elemento cos\u00ec identitario per chi lo assorbe che se cerchi di attaccarlo rischi di risultare irritante, fastidioso, il tuo interlocutore si infuria, digrigna i denti, ti d\u00e0\u00a0 del folle o del rompicoglioni. Ecco, alla fine forse la colpa \u00e8 tutta del nostro vecchio caro <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cartesio\">Descartes<\/a> e delle sue idee sul dubbio sistematico, in fondo coi dogmi si vive anche bene, almeno per un po&#8217;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni tanto la parte razionalista di me mi chiede come mai io segua il calcio con cos\u00ec grande fervore. 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