{"id":1198,"date":"2011-08-26T18:51:01","date_gmt":"2011-08-26T16:51:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1198"},"modified":"2011-08-27T19:55:50","modified_gmt":"2011-08-27T17:55:50","slug":"calciatori-e-demagogia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2011\/08\/26\/calciatori-e-demagogia\/","title":{"rendered":"Calciatori e demagogia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/striscione_sciopero_sampdoria_bari_ansa.jpg\" title=\"striscione_sciopero_sampdoria_bari_ansa.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/striscione_sciopero_sampdoria_bari_ansa.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"striscione_sciopero_sampdoria_bari_ansa.jpg\" width=\"320\" \/><\/a>Le vicende estive riguardanti il rinnovo del contratto collettivo dei calciatori hanno consentito di rispolverare un bel po&#8217; di demagogia sul Calcio e soprattutto sui calciatori. Non \u00e8 mancato certo all&#8217;appello <a href=\"http:\/\/www.agi.it\/politica\/notizie\/201108171951-ipp-rt10093-calderoli_attacca_i_calciatori_casta_di_viziati\">Calderoli<\/a>, che quando si tratta di parlare del nulla non fa mai mancare il proprio contributo, ma altre voci si sono levate per rimettere in riga i calciatori sindacalizzati e ieri \u00e8 arrivato perfino <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/_web\/cmstp\/tmplRubriche\/editoriali\/grubrica.asp?ID_blog=41&amp;ID_articolo=1039&amp;ID_sezione=56\">Gramellini<\/a>.<br \/>\nMi rendo conto che mettersi a scrivere un articolo apologetico nei confronti della categoria calciante pare davvero tempo perso, sicuramente ci sono vertenze sindacali pi\u00f9 coinvolgenti dal punto di vista empatico, ma \u00e8 forse utile chiedersi perch\u00e9 il genere delle polemiche contro i calciatori sia cos\u00ec di successo.<br \/>\nInizierei col chiarire i contorni della vicenda, giusto per capire di cosa parliamo. I calciatori hanno un contratto collettivo che disciplina i rapporti tra calciatori e societ\u00e0\u00a0 di calcio ed a cui i contratti dei singoli calciatori fanno riferimento, non troppo dissimilmente da ogni altra categoria. Va precisato che il contratto collettivo riguarda non solo i calciatori di Serie A ma tutti i calciatori professionisti, quindi anche quelli di categoria inferiore che guadagnano quanto un impiegato. Entrando pi\u00f9 nel merito della vertenza i punti di scontro tra Associazione Calciatori e Lega Serie A sono legati all&#8217;eventuale contributo di solidariet\u00e0\u00a0 e ai calciatori fuori rosa. Il primo punto \u00e8 ben spiegato da un <a href=\"http:\/\/www.francescocosta.net\/2011\/08\/17\/la-legge-e-uguale-anche-per-i-calciatori\/\">articolo<\/a> su Il Post di Francesco Costa e si riferisce a quei contratti calciatore-societ\u00e0\u00a0 per i quali il calciatore concorda una retribuzione netta. In tali contratti \u00e8 previsto che il prelievo fiscale sul reddito del giocatore sia comunque pagato dalla societ\u00e0\u00a0 e l&#8217;effettivo reddito del giocatore sia quindi indipendente dall&#8217;aliquota in vigore: in presenza quindi di un aggravio dell&#8217;imposizione fiscale la differenza sarebbe interamente a carico delle societ\u00e0\u00a0 e non dei calciatori. Le societ\u00e0\u00a0 di calcio sostengono adesso invece che il Contributo di Solidariet\u00e0\u00a0 (peraltro ancora da approvare) stia fuori da quest&#8217;ambito e dovr\u00e0\u00a0 essere pagato interamente dai calciatori. Al di l\u00e0\u00a0 di quanto guadagnino i calciatori, la posizione dell&#8217;AIC mi pare abbastanza ragionevole e quella delle Societ\u00e0\u00a0 di difficile comprensione.<br \/>\nL&#8217;altro punto riguarda la &#8220;messa fuori rosa&#8221;: succede infatti abbastanza sovente che un calciatore, pur essendo ancora sotto contratto, non rientri pi\u00f9 nei piani tecnici della societ\u00e0\u00a0 ma non accetti il trasferimento ad altra squadra. In questo caso i calciatori chiedono che comunque il giocatore possa continuare ad allenarsi con i suoi compagni di squadra o comunque assistito da personale tecnico della societ\u00e0\u00a0, in modo tale da permettergli di conservare la massima efficienza fisica. Le societ\u00e0\u00a0 qui lamentano i costi che devono sostenere per gli allenamenti di giocatori che non giocando, non portano alcun valore aggiunto alla societ\u00e0\u00a0. Ho l&#8217;impressione per\u00f2 che tali costi siano minimi e l&#8217;obiettivo sia semmai fare pressione sui giocatori perch\u00e9 accettino di essere ceduti quando ancora il loro contratto \u00e8 in vigore, questo perch\u00e9 mentre un giocatore sottocontratto pu\u00f2 essere venduto ad altra compagine con conseguente ricavo per la societ\u00e0\u00a0, a scadenza del contratto invece il giocatore diventa libero di accasarsi dove vuole senza alcun vantaggio economico per la societ\u00e0\u00a0 originaria. Qui \u00e8 pi\u00f9 difficile definire la questione: sarebbe come se si chiedesse che un operaio messo in cassa integrazione ricevesse comunque dal datore di lavoro un training periodico che gli consentisse di mantenersi aggiornato. Una societ\u00e0\u00a0 calcistica ha lo stesso problema di una qualunque azienda: in caso di crisi (che per la societ\u00e0\u00a0 di calcio pu\u00f2 esser rappresentata ad esempio da un&#8217;inattesa retrocessione e un&#8217;esclusione dalle competizioni europee) la societ\u00e0\u00a0 si trova ad avere una voce costi per retribuzione dipendenti elevata ed una contrazione dei ricavi. Per evitare il fallimento a quel punto la societ\u00e0\u00a0 pu\u00f2 sfruttare la possibilit\u00e0\u00a0 che hanno le squadre di calcio di cedere i suoi giocatori sotto contratto, ma questi ultimi hanno la facolt\u00e0\u00a0 di rifiutare il trasferimento e questo mette poi la societ\u00e0\u00a0 calcistica in difficolt\u00e0\u00a0. Non vado oltre nell&#8217;approfondire la questione ma basti questo capire che \u00e8 una normalissima vertenza tra datori di lavoro e dipendenti.<br \/>\nIl fatto che poi i calciatori scioperino non \u00e8 nemmeno questo sorprendente: lo sciopero come arma di pressione \u00e8 riconosciuto a tutte le categorie sociali, non si capisce perch\u00e9 i calciatori non ne abbiano diritto. Abbiamo avuto nel passato scioperi di notai e di avvocati, alcuni dei quali <a href=\"http:\/\/corrieredelveneto.corriere.it\/veneto\/notizie\/politica\/2011\/29-marzo-2011\/redditi-parlamento-paniz-ruba-primato-ghedini-190329831775.shtml\">percepiscono<\/a> redditi pari a quelli di un calciatore di Serie A, quindi anche qui nulla di nuovo.<br \/>\nD&#8217;altronde non si pu\u00f2 dire che manchino le critiche ai calciatori anche quando non scioperano: quante volte ci sentiamo dire a proposito dei calciatori che guadagnano troppo, che \u00e8 una vergogna che un calciatore guadagni mille volte di pi\u00f9 di un ricercatore e cos\u00ec via. Eppure lo stipendio di un calciatore non \u00e8 pagato dallo Stato, ma da una societ\u00e0\u00a0 privata (anche se sul fatto che sia privata molti tifosi avrebbero da ridire) che ritiene che quell&#8217;emolumento sia congruente con i ricavi che pu\u00f2 generare; d&#8217;altronde se tali ricavi non venissero ridistribuiti ai calciatori rimarrebbero semplicemente nelle tasche dei proprietari di societ\u00e0\u00a0 che non sono certo persone pi\u00f9 bisognose di un ragazzo nato magari nelle favelas brasiliane. Anche trascurando il contesto economico e rimanendo su una dimensione puramente estetica non si capisce comunque perch\u00e9 lo stesso argomento non venga sollevato altrettanto frequentemente anche a proposito di intrattenitori televisivi o altre categorie che percepiscono anch&#8217;essi redditi milionari senza svolgere compiti essenziali per le sorti dell&#8217;umanit\u00e0\u00a0.<br \/>\nNon mi convince nemmeno l&#8217;argomentazione di Gramellini per il quale i calciatori sarebbero dei mercenari che tradiscono i sogni di noi tifosi. Francamente quando entro allo stadio, sognando una vittoria della mia squadra, so perfettamente che il centravanti che sto osannando tra pochi mesi, con le stesse espressioni di felicit\u00e0\u00a0 e amore per la maglia, potrebbe festeggiare i successi della compagine rivale solo perch\u00e9 gli da un po&#8217; di soldi in pi\u00f9. Non \u00e8 troppo diverso da apprendere che l&#8217;attore che mi fa commuovere davanti allo schermo per la delicatezza dei suoi sentimenti va a prostitute e picchia la moglie: non \u00e8 per lui come persona che piango ma per quello che rappresenta nel momento in cui interpreta un ruolo, esattamente come non \u00e8 per il calciatore come persona che mi emoziono ma per quello che rappresenta nel momento in cui veste la maglia della mia squadra. Il mondo dello spettacolo (anche quello sportivo) \u00e8 finzione e nessuno di noi credo sia cos\u00ec ingenuo da non rendersene conto.<br \/>\nCompletato questo excursus arrivo al punto perch\u00e9, come premesso all&#8217;inizio, la cosa interessante \u00e8 chiedersi per quale motivo uno sciopero o generiche rivendicazioni suscitino tanta indignazione solo quando sono opera di calciatori. Ho un po&#8217; l&#8217;impressione che la categoria dei calciatori abbia un peso mediatico troppo sbilanciato rispetto alla controparte. Nell&#8217;ambito delle vertenze industriali da una parte c&#8217;\u00e8 l&#8217;impresa e dall&#8217;altra ci sono i lavoratori, che non hanno nessun peso singolarmente ma valgono molti voti e qualcuno che li difenda, conseguentemente, lo trovano. Altre categorie sindacali hanno poi come controparte lo Stato, e quindi il Governo, e trovano ancora facile sostegno nelle fonti di informazione di opposizione. Il problema dei calciatori \u00e8 che sono pochi numericamente, che se si blocca il Campionato in fondo non succede nulla anzi un sacco di mogli sono contente, e soprattutto che hanno come controparte il fior fiore dell&#8217;imprenditoria italiana, corrispondente alla propriet\u00e0\u00a0 della stragrande maggioranza dei mezzi di informazione in Italia.<br \/>\nIn definitiva ho l&#8217;impressione che questo confermi quanto gi\u00e0\u00a0 visto su tanti altri tavoli: ovvero che i nostri giudizi di valore si formino ormai sempre meno su principi generali e sempre di pi\u00f9 su quanti siano gli opinion maker al servizio dell&#8217;una o l&#8217;altra delle parti in causa e i calciatori di opinion maker al momento ne hanno pochini. A <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Damiano_Tommasi\">Tommasi<\/a>, Presidente dell&#8217;Associazione Calciatori, bisognerebbe forse consigliare di investire un po&#8217; in comunicazione: in fondo, basta pagare, e qui i soldi direi che non manchino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le vicende estive riguardanti il rinnovo del contratto collettivo dei calciatori hanno consentito di rispolverare un bel po&#8217; di demagogia sul Calcio e soprattutto sui calciatori. 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