{"id":116,"date":"2008-07-17T17:13:24","date_gmt":"2008-07-17T16:13:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=116"},"modified":"2008-07-21T13:14:28","modified_gmt":"2008-07-21T12:14:28","slug":"leinonsachisonoismmo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2008\/07\/17\/leinonsachisonoismmo\/","title":{"rendered":"Leinonsachisonoismo"},"content":{"rendered":"<p>Fresco di ritorno in Italia scopro che un&#8217;altra giunta regionale si \u00e8 fatta prendere con le mani nella marmellata, in una storia di tangenti in cui \u00e8 stato coinvolto anche il Presidente dell&#8217;Abruzzo Del Turco. Come pu\u00f2 reagire un paese civile all&#8217;ennesimo caso di corruzione che coinvolge apparati di governo regionali? Con una ferma condanna, una dolorosa autocritica da parte delle istituzioni, una promessa di interventi per dare pi\u00f9 strumenti alla magistratura per combattere corruzione e malaffare, un inasprimento delle pene. L&#8217;Italia no. In Italia la classe politica sotto accusa non si sente in dovere di fare nulla di ci\u00f2, non lo fece nemmeno dopo Mani Pulite, figuriamoci adesso. Anzi, oggi il nostro Presidente del Consiglio parla di teorema e si sente rafforzato nella sua battaglia contro la magistratura, nonostante il processo nasca invece dalla denuncia di un imprenditore che non pare essere n\u00e9 inaffidabile, n\u00e9 orientato politicamente. Nel frattempo Veltroni evita di dire alcunch\u00e9 che non sia pura ovviet\u00e0\u00a0 e chi si scandalizza viene etichettato subito come giustizialista, termine che un tempo aveva un&#8217;accezione negativa solo in ambienti di estrema sinistra e che oggi invece pare il peggiore degli epiteti.<br \/>\nMa forse \u00e8 anche comprensibile che una classe politica permeata di corruzione e malaffare fatichi a combattere quello stesso cancro di cui si alimenta. Il problema \u00e8 il resto della nostra societ\u00e0\u00a0, quello al quale il sistema delle tangenti non porta vantaggi, anzi li costringe a vivere in un paese sempre pi\u00f9 povero, sempre pi\u00f9 lontano dal resto d&#8217;Europa, sempre pi\u00f9 considerato buono per andarci a fare la vacanze ma assolutamente inaffidabile per un&#8217;attivit\u00e0\u00a0 commerciale o industriale. Ma la societ\u00e0\u00a0 italiana \u00e8 talmente affetta da una cultura del leinonsachisonoismo che di fronte al ladro pi\u00f9 matricolato, purch\u00e9 occupi posizioni di potere, \u00e8 pronta a chiudere un occhio, a perdonare ed anzi \u00e8 infastidita dai magistrati impiccioni che continuano ad intralciare queste brave persone nell&#8217;esplicamento delle loro attivit\u00e0\u00a0. Questa visione ben si concilia poi con il cialtronismo per il quale chi fa rispettare le leggi \u00e8 un moralista, essenzialmente un represso, mentre chi le v\u00ecola \u00e8 un animo libero. Non stupisce che in un paese come questo su un grande giornale che ha sempre fatto dell&#8217;equidistanza dagli schieramenti politici la propria bandiera, come il Corriere della Sera, compaia un <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/editoriali\/08_luglio_15\/panebianco_giudici_pd_8d1fd9c2-5230-11dd-b48c-00144f02aabc.shtml\">articolo delirante<\/a> come quello di Angelo Panebianco, segnalatomi da Bruno (grazie) che rappresenta, a mio parere, un campionario dei vizi intellettuali peggiori del nostro paese.<br \/>\nNell&#8217;articolo il giornalista invita con toni accorati Veltroni a <em>&#8220;smetterla di fare il pesce in barile sulle questioni della giustizia e dei rapporti fra magistratura e politica&#8221;<\/em>, che poi significa affiancarsi finalmente a Berlusconi nella battaglia contro la magistratura per infliggerle una sconfitta che riporti finalmente la magistratura al suo ruolo, ovvero ad indagare sui delitti passionali e sui furti in appartamento. Il giornalista riunisce in poche righe i pezzi forti del leinonsachisonoismo, Riesaminando l&#8217;ultimo ventennio, per Panebianco la sinistra ha <em>&#8220;finto che non ci fossero veri problemi nel rapporto fra giustizia e politica. Ha negato l&#8217;esistenza di un potere discrezionale eccessivo dei pubblici ministeri, ha finto di non vedere le continue invasioni di campo&#8221;<\/em> e segnala che la priorit\u00e0\u00a0 nel nostro paese \u00e8 <em>&#8220;riequilibrare i rapporti (squilibrati ormai da quasi un ventennio) fra magistratura e politica&#8221;<\/em>. Quindi il fatto che la corruzione sia dilagante nel nostro paese \u00e8 un falso problema, un volo onirico di pochi magistrati che si inventano passaggi di mazzette e cannoli siciliani che mai sono esistiti, o di pochi istituti specializzati sulla corruzione che immaginano chiss\u00e0\u00a0 perch\u00e9 che in Italia ci siano livelli di corruzione sudamericani. Il fatto che in venti anni da Mani Pulite non sia stato fatto assolutamente nulla da questa classe politica per combattere la corruzione e che la situazione \u00e8 la stessa del 1992 non \u00e8 un problema. Il vero problema per Panebianco non \u00e8 la corruzione, ma i magistrati che la scoprono, un po&#8217; come quel tizio che non va mai dal medico perch\u00e9 \u00e8 convinto che finch\u00e9 non ci va non si accorger\u00e0\u00a0 mai di essere malato. Probabilmente secondo Panebianco se i magistrati si facessero i fatti propri la corruzione sparirebbe da s\u00e9. Un paese nel quale il massimo successo editoriale \u00e8 un libro che denuncia le nefandezze della classe politica, in cui i governi cadono per un&#8217;inchiesta sulla moglie di un ministro, la massima priorit\u00e0\u00a0 \u00e8 tenere sotto controllo la pericolosissima magistratura. L&#8217;affondo finale di Panebianco \u00e8 naturalmente sul grande sogno dei leinonsachisonoismo: ovvero l&#8217;abolizione dell&#8217;obbligatoriet\u00e0\u00a0 dell&#8217;azione penale ed il demandare all&#8217;esecutivo le indicazioni su quello su cui si deve indagare e quello che non si deve. Ad una classe politica che ha dimostrato di considerare la propria impunit\u00e0\u00a0 l&#8217;unica vera priorit\u00e0\u00a0 del paese vorremmo assegnare lo strumento per garantirsela: questo \u00e8 quello di cui stiamo parlando, non di altro.<br \/>\nIl problema \u00e8 che il resto del mondo non \u00e8 cos\u00ec miope e continua ad urlarci che siamo un paese dalla corruzione dilagante e del tutto inaffidabile e sono pronto a scommettere che non lo fa solo perch\u00e9 ci invidia la pizza o le belle donne. E quel resto del mondo non \u00e8 cos\u00ec miope da non rendersi conto che l&#8217;unica risposta che la nostra classe politica sa dare \u00e8 stendere una foglia di fico davanti alle proprie vergogne. Di quel resto del mondo fa parte l&#8217;Economist, che fotografa perfettamente la situazione in Italia con il titolo <a href=\"http:\/\/www.economist.com\/world\/europe\/displayStory.cfm?source=hptextfeature&amp;story_id=11751325\">&#8220;Berlusconi suona il violino, l&#8217;Italia brucia&#8221;<\/a>. Vi invito a leggerlo soprattutto perch\u00e9 fa sempre bene a chiunque, indipendente dalle preferenze politiche, provare a vedere le cose da un punto di vista esterno rispetto alla stucchevole contrapposizione politica di casa nostra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fresco di ritorno in Italia scopro che un&#8217;altra giunta regionale si \u00e8 fatta prendere con le mani nella marmellata, in una storia di tangenti in cui \u00e8 stato coinvolto anche il Presidente dell&#8217;Abruzzo Del Turco. Come pu\u00f2 reagire un paese civile all&#8217;ennesimo caso di corruzione che coinvolge apparati di governo regionali? 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