{"id":1106,"date":"2011-04-08T08:36:13","date_gmt":"2011-04-08T06:36:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1106"},"modified":"2011-04-08T10:18:44","modified_gmt":"2011-04-08T08:18:44","slug":"sei-mesi-da-papa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2011\/04\/08\/sei-mesi-da-papa\/","title":{"rendered":"Sei mesi da Pap\u00c3\u00a0"},"content":{"rendered":"<p>Mi hanno sempre raccontato che la prima cosa che facciamo quando, appena nati, veniamo posati sul petto della Mamma \u00e8 andare a cercarne il seno. Non ricordo se \u00e8 andata cos\u00ec quando sono stato io l&#8217;interessato, ma posso testimoniare che \u00e8 proprio andata cos\u00ec quando sei mesi fa Matilde, mia figlia, \u00e8 venuta al mondo.<br \/>\nPer il nostro modo di pensare da adulti tutto ci\u00f2 \u00e8 curioso: fino a quel momento non abbiamo mai visto un seno n\u00e9 mai gustato il liquido che ne scaturisce e, anche se ci fosse capitato, non ce ne ricorderemmo perch\u00e9 la facolt\u00e0\u00a0 mnemonica non si \u00e8 ancora formata. Non abbiamo aspettative, il concetto di causa-effetto ancora non l&#8217;abbiamo assimilato, eppure ci trasciniamo verso quella strana protuberanza mossi da quel curioso meccanismo che si chiama istinto. Per un po&#8217; funziona ancora tutto cos\u00ec, dormiamo quando ci viene sonno, mangiamo quando ci viene fame, piangiamo quando qualcosa ci disturba, non ci sono perch\u00e9, non ci sono scopi, nulla di tutto questo&#8230; Piano piano per\u00f2 cominciamo a indovinare quello che sta per succedere, cominciamo ad avere delle aspettative, ci attacchiamo al seno sicuri che ne sgorgher\u00e0\u00a0 il latte, iniziamo a piangere convinti che arriver\u00e0\u00a0 la Mamma. Lentamente entriamo in una dimensione mentale in cui tutto ci\u00f2 che facciamo ha delle conseguenze, e prevedendo quelle conseguenze diamo ad esse valore e sulla base di quel valore cominciamo a prendere addirittura delle decisioni, a fare delle scelte. Ci vorr\u00e0\u00a0 un po&#8217; di tempo, ma inizieremo a dormire perch\u00e9 il giorno dopo ci dobbiamo alzare presto, a mangiare perch\u00e9 se no rischiamo di saltare il pranzo, a piangere per commuovere la ragazza che ci vuole lasciare. Finiamo per riempire la nostra vita di cose che hanno uno scopo, un senso, un significato e allora finiamo per applicare lo stesso meccanismo alla vita stessa, sforzandoci di dare un senso alla vita attraverso i modi pi\u00f9 vari: l&#8217;amore, la religione, il lavoro, i passatempi. Verit\u00e0\u00a0 assolute? Illusioni? Non lo sappiamo e forse non ci interessa saperlo perch\u00e9 l\u00ec per l\u00ec \u00e8 solo un modo per rendere la vita coerente al nostro modo di pensare, per evitare di litigare con i nostri istinti primordiali che sotto sotto sono ancora l\u00ec all&#8217;opera: la cosa importante alla fine \u00e8 che il tutto funzioni.<br \/>\nPoi, tra i tanti modi per dare senso all&#8217;esistenza ti viene un giorno in mente quello di fare un figlio e cos\u00ec ti ritrovi a rivivere, attraverso gli occhi di un&#8217;altra persona, l&#8217;affannosa ricerca del seno materno e tutto quello che viene dopo. Ecco: sei mesi da pap\u00e0\u00a0 sono stati un po&#8217; tornare quarantatr\u00e8 anni indietro quando sul petto della Mamma c&#8217;ero io, tornare a vedere la realt\u00e0\u00a0 liberi della schiavit\u00f9 del senso, del significato: pura scoperta della vita e meraviglia di fronte ad essa. E&#8217; un&#8217;avventura che non d\u00e0\u00a0 solo emozioni profonde, d\u00e0\u00a0 le vertigini, e che consiglio anche ai pi\u00f9 scettici.<br \/>\nBuoni sei mesi, Matilde!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi hanno sempre raccontato che la prima cosa che facciamo quando, appena nati, veniamo posati sul petto della Mamma \u00e8 andare a cercarne il seno. Non ricordo se \u00e8 andata cos\u00ec quando sono stato io l&#8217;interessato, ma posso testimoniare che \u00e8 proprio andata cos\u00ec quando sei mesi fa Matilde, mia figlia, \u00e8 venuta al mondo. 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