{"id":1098,"date":"2011-03-31T22:35:10","date_gmt":"2011-03-31T20:35:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1098"},"modified":"2011-03-31T19:38:00","modified_gmt":"2011-03-31T17:38:00","slug":"fatevi-prendere-dal-panico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2011\/03\/31\/fatevi-prendere-dal-panico\/","title":{"rendered":"Fatevi prendere dal panico"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/ok-panic.png\" title=\"ok-panic.png\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/ok-panic.png\" class=\"floatright\" alt=\"ok-panic.png\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/L%27aereo_pi%C3%B9_pazzo_del_mondo\">&#8220;L&#8217;aereo pi\u00f9 pazzo del mondo&#8221;<\/a> (Airplane) \u00e8 un film cult nell&#8217;ambito del genere della commedia demenziale, soprattutto in quanto tra gli iniziatori del genere. Una<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=5ilGGP9BDZs\"> scena particolarmente celebre<\/a> della pellicola \u00e8 quella in cui, di fronte al panico dei passeggeri, il pannello luminoso esibisce la scritta: &#8220;Okay, panic&#8221;. Il senso del contrario rispetto al tradizionale &#8220;Don&#8217;t panic&#8221; faceva molto ridere chi, come il sottoscritto, era allora ragazzino e si trovava per la prima volta di fronte ad un film simile. Adesso rivedere quello schermo mi fa meno ridere e non solo perch\u00e9 sono pi\u00f9 vecchio e scafato, ma soprattutto perch\u00e9 il messaggio &#8220;Okay, panic&#8221; \u00e8 uno dei pi\u00f9 comuni tra quelli passati dai media.<br \/>\nIn questi giorni il primo argomento sui notiziari \u00e8 rappresentato dagli sbarchi di migranti a Lampedusa, in un fiorire di scenari sempre pi\u00f9 apocalittici: le invasioni barbariche sembrano essere cosa minima in confronto all&#8217;afflusso devastante di stranieri che giungeranno nella nostra martoriata penisola, almeno secondo la percezione trasmessaci. Eppure le stime del governo parlano alla fine di 50mila persone: quando nel &#8217;91 ci fu la crisi albanese dal paese balcanico arrivarono 27mila persone in pochi giorni. Non mi pare che quello sia stato un evento apocalittico, non si capisce perch\u00e9 lo debba essere questo. Eppure i notiziari sembrano obbligati a cercare di seminare il panico, sembra necessario passare il messaggio che ognuno di noi si ritrover\u00e0\u00a0 un gruppo di immigrati sul divano del salotto.<br \/>\nCi sono poi le vicende di cronaca che costituiscono un ottimo generatore di panico: i delitti efferati riproposti cento volte nei loro particolari pi\u00f9 agghiaccianti che ci inducono a pensare che gli assassini siano ovunque e che ogni volta che si gira l&#8217;angolo bisogna essere sul chi va l\u00e0\u00a0, pronti a fuggire in caso di pericolo. A tal proposito scopro, grazie ad un <a href=\"http:\/\/leonardo.blog.unita.it\/il-blog-degli-orrori-1.61561\">articolo<\/a> di Leonardo su L&#8217;Unit\u00e0\u00a0, che c&#8217;\u00e8 un blog che si occupa specificatamente di lotta contro la pedofilia, ma lo fa non tanto per fare chiarezza sul tema, quanto per esibire le violenze, linciare mediaticamente i presunti colpevoli prima ancora della loro condanna, per armare emotivamente l&#8217;opinione pubblica contro tutti i casi confermati o meno di pedofilia o maltrattamenti nei confronti dei minori, come in una continua mobilitazione emozionale e ansiogena.<br \/>\nQuesto bisogno di panico e di irrazionalit\u00e0\u00a0 \u00e8 talmente vasto e ossessivo che non si placa nemmeno quando ci sono elementi materiali non da poco che consiglierebbero la prudenza. Parlo della crisi nucleare giapponese, nella quale i vasti interessi economici in gioco parrebbero un buon motivo per minimizzare, mettere la sordina ad un   evento che rischia di far sfumare un progetto come quello del nucleare   in Italia, che avrebbe fruttato un bel po&#8217; di denaro ad alcuni   costruttori e sicuramente qualcosa di grosso in cambio a molti politici. Tuttavia anche qui il desiderio di seminare il panico pare essere prevalente e cos\u00ec pochi giorni fa i media hanno preannunciato l&#8217;arrivo di una &#8220;nube  radioattiva&#8221; seminando il panico: il giorno successivo nel mio ufficio non si  parlava di altro, chi cercava informazioni sui siti dell&#8217;ARPA, chi  sosteneva che &#8220;Non ci stanno dicendo tutto&#8230;&#8221;, chi proponeva pastiglie  miracolose&#8230; Alla fine si trattava di una minima variazione della  radioattivit\u00e0\u00a0 sostanzialmente appena rilevabile dagli strumenti.<br \/>\nTutto questo spesso viene spiegato con una tesi complottista: il potere ha interesse a sviare l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica dalla politica e dalle sue quotidiane degenerazioni proponendo emergenze allarmanti, sollecitando paure diffuse. C&#8217;\u00e8 una componente di verit\u00e0\u00a0 sicuramente in questo, ma ho l&#8217;impressione che una componente importante sia data anche dai meccanismi comunicativi della societ\u00e0\u00a0 odierna. Nel vertiginoso caleidoscopio della comunicazione mediatica diventa sempre pi\u00f9 difficile superare la soglia di attenzione di un pubblico sempre pi\u00f9 disattento e allora bisogna colpire, spaventare, rendere ansiosi, per rendere i notiziari interessanti, per far salire l&#8217;audience dei talk show, per rendere ancora appassionante una comunicazione di massa che probabilmente lo \u00e8 sempre di meno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;L&#8217;aereo pi\u00f9 pazzo del mondo&#8221; (Airplane) \u00e8 un film cult nell&#8217;ambito del genere della commedia demenziale, soprattutto in quanto tra gli iniziatori del genere. 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