{"id":1090,"date":"2011-03-21T08:57:41","date_gmt":"2011-03-21T06:57:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1090"},"modified":"2011-03-21T10:08:44","modified_gmt":"2011-03-21T08:08:44","slug":"perche-ho-festeggiato-lunita-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2011\/03\/21\/perche-ho-festeggiato-lunita-ditalia\/","title":{"rendered":"Perch\u00c3\u00a9 ho festeggiato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/150-anni-unita-italia.jpg\" title=\"150-anni-unita-italia.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/150-anni-unita-italia.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"150-anni-unita-italia.jpg\" \/><\/a>Tra moltissime bandiere tricolori esposte alle finestre, tanta retorica certo, ma anche tanta sincera emozione e autentico fervore, si \u00e8 consumata la festa per il centocinquantesimo dell&#8217;Unit\u00e0\u00a0 d&#8217;Italia. Anche le contestazioni non sono mancate e non parlo solo di <a href=\"http:\/\/www.tmnews.it\/web\/sezioni\/news\/PN_20110317_00275.shtml\">quelle<\/a> pi\u00f9 note dei leghisti ma anche di quelle <a href=\"http:\/\/fascinazione.blogspot.com\/2011\/03\/17-marzo3-napoli-centri-sociali-e.html\">meno pubblicizzate<\/a> degli autonomi napoletani contro l'&#8221;annessione&#8221; del 1861. Se vi interessa: io ho festeggiato, con tanto di bandiera al balcone e ci terrei a raccontarvi anche il motivo per cui ho festeggiato.<br \/>\nPrima di farlo per\u00f2 provo a fare una premessa sul concetto di patria cos\u00ec spesso tirato in ballo in questi giorni: patria \u00e8 un termine con connotazione prettamente emotiva associato al concetto di nazione. A sua volta per nazione si intende solitamente un insieme di persone che, condividendo una serie di elementi comuni (lingua, sistema culturale, sistema sociale, caratteristiche etniche, cammini storici)\u00c2\u00a0 condividono un sentimento di solidariet\u00e0\u00a0 reciproca che li porta con naturalezza a ritrovarsi nelle istituzioni di uno Stato, detto appunto Stato nazionale. Tuttavia in una visione pi\u00f9 materialista, in cui personalmente mi trovo pi\u00f9 a mio agio, si possono anche rovesciare i termini del discorso e ipotizzare che invece la nazione sia un insieme di persone che, volenti o nolenti, la storia ha posto di fronte alla necessit\u00e0\u00a0 di condividere comuni istituzioni statuali e che quindi si ritrovano ad andare in cerca di comuni radici culturali, storiche, linguistiche, rituali o simboliche, per dare un senso ad un progetto di convivenza sotto uno stesso tetto politico. Meno si \u00e8 predisposti, per abitudini e cultura, ad accogliere con entusiasmo un&#8217;entit\u00e0\u00a0 statuale (qualunque sia il suo nome e la sua origine) e l&#8217;organizzazione sociale che la presuppone con le sue regole e le sue costrizioni, e maggiore sar\u00e0\u00a0 la freddezza con cui si accoglieranno eventuali iniezioni di simboli e rituali tesi a cementare un istinto nazionale. Ho l&#8217;impressione che, se nei centocinquant&#8217;anni della patria italiana ce n&#8217;\u00e8 fregato ben poco, non \u00e8 tanto perch\u00e9 i suoi promoter non sono stati all&#8217;altezza, ma perch\u00e9 gli italiani sono per abitudine culturale (questa s\u00ec estesa all&#8217;intero stivale) restii ad accogliere una qualunque organizzazione sociale che si estenda oltre ad una ristretta cerchia di conoscenze che corrisponda al concetto di clan. Oggi il padano ci spiega che non festeggia perch\u00e9 l&#8217;unit\u00e0\u00a0 d&#8217;Italia \u00e8 stato un tragico errore che ha portato un peso intollerabile al Nord, peso senza il quale sarebbe una delle principali potenze europee (dimenticandosi che se il Nord \u00e8 cos\u00ec sviluppato \u00e8 perch\u00e9 ha avuto un mercato privilegiato nel Sud); il partenopeo invece ci spiega che non festeggia perch\u00e9 con l&#8217;unit\u00e0\u00a0 d&#8217;Italia il sud \u00e8 stato assoggettato ad un regime di colonizzazione che l&#8217;ha votato ad un destino di sottosviluppo (dimenticandosi che, quando le \u00e8 stato consentito di esprimere un consenso, l&#8217;Italia del Sud non ha mai mancato di dare il suo sostegno alla classe dirigente italiana) . La mia impressione \u00e8 che gli uni e gli altri farebbero gli stessi ragionamenti anche se la bandiera che sventola sul balcone di fronte al loro fosse diversa. Ho l&#8217;impressione che in un&#8217;ipotetica Repubblica di Sardegna i veneti si scaglierebbero contro Torino ladrona ed in un&#8217;ipotetica repubblica delle Due Sicilie i siculi si lamenterebbero dello sfruttamento che ne fanno i campani. Escludo che questa caratteristica possa essere iscritta nel DNA degli italiani, ma sono portato a pensare che l&#8217;avere avuto a lungo entit\u00e0\u00a0 statuali deboli se non controllate dalle potenze straniere abbia contribuito a questo rigetto nei confronti del concetto di nazione e quindi di patria.<br \/>\nCos\u00ec ho sbandierato anch&#8217;io, ho cantato l&#8217;inno e mi sono un po&#8217; commosso. S\u00ec, lo so che Garibaldi era un avventuriero, che Cavour era un vecchio volpone e che a Vittorio Emanuele II gli puzzava pure l&#8217;alito. Lo so che molte delle forze che hanno unito il paese lo hanno fatto per interesse e che lo si poteva fare senz&#8217;altro molto meglio. Lo so che dall&#8217;unit\u00e0\u00a0 d&#8217;Italia in poi Nord e Sud hanno intrapreso un rapporto malato di reciproca dipendenza e reciproca insoddisfazione. Lo so che in Germania <a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2010\/settembre\/14\/Germania_addio_Muro_Est_ricco_co_9_100914044.shtml\">sono bastati meno di 20 anni<\/a> per riequilibrare Est e Ovest mentre in Italia lo squilibrio tra Nord e Sud \u00e8 rimasto enorme. Ma non \u00e8 tenendo la bandiera nel cassetto che cambieremo la storia.<br \/>\nLo so anche che il concetto di stato nazionale \u00e8 in fase di decadenza e che gli stati cederanno sempre pi\u00f9 potere alle entit\u00e0\u00a0 sovranazionali, il cui potere crescente \u00e8 necessario a controbilanciare quello sovranazionale dell&#8217;economia, e che quindi tra entit\u00e0\u00a0 di dimensione regionale e istituzioni continentali il livello intermedio diventer\u00e0\u00a0 in futuro sempre meno necessario. Che per\u00f2 la storia ci obblighi in futuro ad essere europei o ad essere padani, qualunque sia la bandiera che ci troveremo a sventolare, se verso le bandiere continueremo ad avere l&#8217;attuale allergia ci ritroveremo pi\u00f9 deboli e pi\u00f9 fragili degli altri.<br \/>\nAlla fine quindi il motivo per cui ho messo la bandiera al balcone \u00e8 fondamentalmente terapeutico: \u00e8 la speranza che una overdose di simboli nazionali aiuti gli italiani a sentirsi, almeno per un po&#8217;, una nazione, una qualunque.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra moltissime bandiere tricolori esposte alle finestre, tanta retorica certo, ma anche tanta sincera emozione e autentico fervore, si \u00e8 consumata la festa per il centocinquantesimo dell&#8217;Unit\u00e0\u00a0 d&#8217;Italia. 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