{"id":1073,"date":"2011-04-28T20:28:07","date_gmt":"2011-04-28T18:28:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1073"},"modified":"2011-04-28T20:29:11","modified_gmt":"2011-04-28T18:29:11","slug":"rinnovabili-regalia-o-lungimiranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2011\/04\/28\/rinnovabili-regalia-o-lungimiranza\/","title":{"rendered":"Fotovoltaico: regal\u00c3\u00aca o lungimiranza?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/celle_solari_nanotecnologie_nanotubi_carbonio_celle_solari_cella_solare_1.jpg\" title=\"celle_solari_nanotecnologie_nanotubi_carbonio_celle_solari_cella_solare_1.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/celle_solari_nanotecnologie_nanotubi_carbonio_celle_solari_cella_solare_1.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"celle_solari_nanotecnologie_nanotubi_carbonio_celle_solari_cella_solare_1.jpg\" width=\"250\" \/><\/a>Ho gi\u00e0\u00a0 scritto altrove di quanto l&#8217;energia diventi spesso oggetto di contrapposizione politica anzich\u00e9 scientifica e dell&#8217;assurdit\u00e0\u00a0 di questo approccio. Per conseguenza da sempre le energie rinnovabili sono di sinistra mentre il nucleare \u00e8 di destra e conseguentemente il nostro governo ha guardato fin dal suo esordio con scetticismo alle fonti rinnovabili e con entusiasmo al nucleare. Le ultime vicende giapponesi hanno poi fatto oscillare come un pendolo il governo sul tema, cos\u00ec dopo aver seminato il panico nel settore del fotovoltaico <a href=\"http:\/\/www.ilmessaggero.it\/articolo_app.php?id=36816&amp;sez=HOME_NOSTRISOLDI&amp;npl=&amp;desc_sez=\">minacciando<\/a> la chiusura dei rubinetti dei finanziamenti alle energie rinnovabili, l&#8217;esecutivo ha fatto una parziale marcia indietro, ma ha lasciato comunque <a href=\"http:\/\/www.ilcambiamento.it\/energie_alternative\/quarto_conto_energia_dibattito.html\">molti malumori<\/a> nel settore. Rimane l&#8217;impressione, che traspare <a href=\"http:\/\/www.qualenergia.it\/articoli\/20110413-il-%E2%80%9Cromani-pensiero%E2%80%9D-sul-conto-energia-fotovoltaico\">dalle parole<\/a> dal Ministro Romani, che i finanziamenti alle rinnovabili e al fotovoltaico in particolare, siano considerati un regalo concesso a suo tempo dal governo Prodi e che ora si sta considerando seriamente di non rinnovare. E&#8217; proprio cos\u00ec?<br \/>\nInizierei col dire che le fonti rinnovabili hanno assorbito nel 2010 finanziamenti per 3,4 miliardi di euro. All&#8217;interno di questa quota la parte del leone la fa il fotovoltaico che ha ricevuto finanziamenti per 825 milioni. Siccome per\u00f2 negli ultimi mesi c&#8217;\u00e8 stata una corsa all&#8217;installazione di nuovi impianti fotovoltaici <a href=\"http:\/\/www.autorita.energia.it\/it\/com_stampa\/11\/110207.htm\">secondo l&#8217;autorit\u00e0\u00a0 per l&#8217;energia<\/a> a Giugno avremo installati 180.000 impianti con un costo per la collettivit\u00e0\u00a0 stimabile nel 2011 a quasi 3 miliardi di euro per una produzione di circa 8 TWh annui. C&#8217;\u00e8 chi dice che 3 miliardi sono pochi, c&#8217;\u00e8 chi dice che <a href=\"http:\/\/www.ilmessaggero.it\/articolo.php?id=140226\">sono tanti<\/a>, come fare a stabilirlo con un certo grado di ragionevolezza? Secondo la teoria economica corrente i finanziamenti pubblici ad una tecnologia sono correttamente allocati se monetizzano i vantaggi che quella tecnologia apporta alla collettivit\u00e0\u00a0 nel suo complesso per il solo fatto che venga utilizzata, vantaggi che il singolo utente, che nella fattispecie decide se comprare o meno un pannello fotovoltaico, non valuta individualmente. Proviamo ad enumerare questi vantaggi nel caso del fotovoltaico:<\/p>\n<ol>\n<li>Riduzione delle emissioni: l&#8217;energia prodotta tramite pannelli non determina direttamente produzione di CO2, quindi produrre energia con il fotovoltaico anzich\u00e9 con fonti non rinnovabili fa risparmiare una quantit\u00e0\u00a0 di CO2 pari al mix medio di energia prodotta. Per fare una stima ipotizzo che il costo di emissione della CO2 possa essere stimato sulla base del valore dei Carbon Credit (i crediti che chi non voglia ridurre le sue emissioni pu\u00f2 acquistare in sostituzione) che <a href=\"http:\/\/forex.forumup.it\/post-176378-forex.html\">si aggira sui 30 Euro a tonnellata<\/a>. Tenendo poi conto che il rapporto tra emissioni di CO2 e energia prodotta \u00e8 di <a href=\"http:\/\/www.greenpeace.org\/raw\/content\/italy\/ufficiostampa\/rapporti\/lampadine.pdf\">0,53 KGCo2 per 1 KWh<\/a>, ci\u00f2 vuol dire che il risparmio in termini di emissioni di un impianto come quello che ho installato a casa mia (che produce 2000 KWh annui) \u00e8 di 32 Euro annui. La stima \u00e8 ovviamente pesantemente influenza dal valore del Carbon Credit che ovviamente \u00e8 al momento legata alle attuali misure di riduzione dell&#8217;effetto serra, misure che la maggior parte della comunit\u00e0\u00a0 scientifica considera insufficienti rispetto ai danni che il riscaldamento globale pu\u00f2 causare, ma tant&#8217;\u00e8&#8230;<\/li>\n<li>Indipendenza energetica: nella misura in cui l&#8217;energia che produciamo non la dobbiamo comprare e nemmeno la dobbiamo trasportare ma ogni casa dotata di pannelli fotovoltaici l&#8217;energia se la produce autonomamente lo scenario dell&#8217;energia cambia totalmente rispetto all&#8217;oggi. Ovviamente lo scenario ha dei caveat perch\u00e9 gli impianti producono poco durante l&#8217;inverno e quasi nulla quando c&#8217;\u00e8 nebbia ma ridurre la dipendenza energetica a una parte dell&#8217;anno costituisce comunque uno scenario rivoluzionario. Ovviamente \u00e8 difficile da quantificare in quanto dovremmo considerare i costi legati agli accordi che un paese come il nostro, povero di fonti di energia, \u00e8 costretto stipulare con le nazioni detentrici di fonti energetiche.<\/li>\n<li>Vantaggio di posizionamento: i costi del fotovoltaico stanno calando rapidamente. Una loro ulteriore riduzione potrebbe portare in un futuro non lontanto l&#8217;investimento nel fotovoltaico ad essere economicamente redditizio anche per il singolo cliente domestico, anche senza finanziamenti statali. Esserci portati avanti su questa strada, tanto da essere i secondi in Europa per produzione di fotovoltaico, ci posiziona bene da questo punto di vista. Aver iniziato ad affrontare le tematiche economiche (disponibilit\u00e0\u00a0 a concedere prestiti da parte di istituti di credito) e culturali (disponibilit\u00e0\u00a0 dei condomini a concedere il tetto per installazione di pannelli) connesse al fotovoltaico ci mette in prima fila per il momento in cui il settore avr\u00e0\u00a0 un boom. Potrebbe essere un vantaggio, anche questo non \u00e8 per\u00f2 facilmente quantificabile.<\/li>\n<\/ol>\n<p>I vantaggi che, in uno scenario non incentivato,vanno  invece direttamente in tasca all&#8217;acquirente del pannello fotovoltaico residenziale sono ovviamente gli 0,18 Euro per KWh della bolletta che risparmia, che, nel caso del mio pannello da 2000 KWh sono 360 Euro l&#8217;anno. Considerando che ho speso poco pi\u00f9 di 14.000 Euro per l&#8217;impianto, ho un complessivo rientro nell&#8217;investimento fotovoltaico quantificabile in circa 40 anni che sono ovviamente moltissimi ma che se, dovessero essere ad esempio dimezzati nei prossimi lustri grazie al prevedibile progresso tecnologico ed alle economie di scala, potrebbero rendere redditizio l&#8217;investimento per il singolo anche in assenza di incentivi (va tenuto presente che i pannelli hanno una durata minima garantita di 20 anni ma ovviamente nessuno sa esattamente quanto pu\u00f2 essere la durata media di un pannello visto che sono pochi anni che vengono prodotti).<br \/>\nTirando le somme non c&#8217;\u00e8 un modo certo per capire se gli incentivi al fotovoltaico sono una regalia a qualche visionario o sono un lungimirante investimento e chi vi proponga l&#8217;una o l&#8217;altra posizione come certezza vi sta spacciando come verit\u00e0\u00a0 quella che in realt\u00e0\u00a0 \u00e8 una propria teoria. La realt\u00e0\u00a0 \u00e8 che si tratta di una scommessa: una scommessa su una tecnologia che potrebbe rivoluzionare il panorama energetico ma che richiede di affidare una gran quantit\u00e0\u00a0 di denaro e risorse ad un azzardo, esercizio al quale in una societ\u00e0\u00a0 dominata dal calcolo costi\/benefici ci stiamo disabituando. Eppure in questo come in altri ambiti: la ricerca, i trasporti, l&#8217;impresa, la cultura, la propensione a correre rischi, ad affidarsi ad una scommessa, \u00e8 una capacit\u00e0\u00a0 fondamentale che un paese che voglia tornare ad essere competitivo deve esercitare. Non so quindi se la scommessa andr\u00e0\u00a0 bene ma sono contento che in Italia si provi, almeno ogni tanto, a provare ad immaginare il futuro, \u00e8 un segno di vitalit\u00e0\u00a0 incoraggiante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho gi\u00e0\u00a0 scritto altrove di quanto l&#8217;energia diventi spesso oggetto di contrapposizione politica anzich\u00e9 scientifica e dell&#8217;assurdit\u00e0\u00a0 di questo approccio. 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