{"id":1040,"date":"2011-01-24T09:17:50","date_gmt":"2011-01-24T07:17:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1040"},"modified":"2011-01-25T14:16:01","modified_gmt":"2011-01-25T12:16:01","slug":"ma-chi-sono-i-moralisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2011\/01\/24\/ma-chi-sono-i-moralisti\/","title":{"rendered":"Ma chi sono i moralisti?"},"content":{"rendered":"<p>Una delle parole che ricorrono pi\u00f9 frequentemente in questi giorni \u00e8 &#8220;moralismo&#8221;. E&#8217; comune che questa espressione venga utilizzata contro chi denunci gli eccessi del potere ed ovviamente in periodo di smisurati eccessi rimbomba ad ogni angolo. Pochi giorni fa l&#8217;Economist, una delle riviste pi\u00f9 lette in giro per il mondo, ha pubblicato <a href=\"http:\/\/www.economist.com\/node\/17965515\">l&#8217;ennesimo articolo<\/a> in cui descrive il nostro Capo del Governo come un individuo poco raccomandabile, in particolare in questo caso dominava la similitudine con il personaggio di Cetto Laqualunque che il film di Albanese sta rendendo famoso anche oltre confine. Il Giornale di casa Berlusconi ha prontamente reagito con un <a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/interni\/silvio_come_cetto_caro_economist_basta_darci_lezioni\/politica-economist-berlusconi-cetto_laqualunque-stampa_inglese-bunga_bunga-ruby-giudici-magistratura-pm-bilderberg\/20-01-2011\/articolo-id=500747-page=0-comments=1\">editoriale<\/a> che definirei rabbioso di Marcello Fo che iniziava cos\u00ec: &#8220;<em>Non sopporto il moralismo dell&#8217;Economist<\/em>&#8220;. Il seguito assecondava il consueto formato di questi attacchi anti-moralisti: &#8220;E&#8217; moralista perch\u00e9 critica tizio ma tace invece su caio&#8221; accennando alla poco conosciuta <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gruppo_Bilderberg\">Bilderberg<\/a>, associazione poco pubblicizzata che riunisce periodicamente alcuni esponenti di finanza, industria e giornalismo internazionale a parlare di non si sa bene cosa; pare che molti giornalisti dell&#8217;Economist sarebbero coinvolti in questa associazione. Sempre dalle colonne de &#8220;Il Giornale&#8221; Sgarbi attaccava anche lui, pochi giorni fa, &#8220;<a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/interni\/i_moralisti_che_godono_gettar_fango\/davanzo-bersani-vendola-repubblica\/18-01-2011\/articolo-id=500276-page=0-comments=1\">I moralisti che godono a gettar fango<\/a>&#8220;. Stavolta il critico d&#8217;arte accomunava Berlusconi a Agnelli, Onassis e Pasolini in termini di moralit\u00e0\u00a0, ovviamente senza ricordare per\u00f2 che costoro non erano capi di governo. Cito questi due articoli come esempio ma mille altri casi si potrebbero citare in questi giorni&#8230;<br \/>\nMa alla fine cosa significa moralismo? Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec ricorrente nei discorsi dei fidi berlusconiani e perch\u00e9 l&#8217;acredine abbonda nei confronti dei moralisti? Provo a partire dando un&#8217;occhiata alla definizione che d\u00e0\u00a0 di moralismo il Sabatino Coletti: &#8220;<em>1. Atteggiamento che tende a dare un posto di primaria importanza ai valori morali; 2. <span class=\"senso\">spreg.<\/span> Rigido e spesso preconcetto giudizio nel campo della morale, spec. nella valutazione del comportamento altrui<\/em>&#8220;. Partiamo dal presupposto che l&#8217;accezione sia quella dispregiativa e mi concentrerei sulla parte che si riferisce ai giudizi morali nei confronti degli altri (non mi pare che l&#8217;intervento dell&#8217;Economist fosse rigido o preconcetto). Ma alla fine che cosa c&#8217;\u00e8 di cos\u00ec fastidioso in chi emette giudizi morali verso gli altri? Non ho mai conosciuto nessuno in realt\u00e0\u00a0 che non abbia una morale, inteso come un impianto di principi etici a cui sostiene di attenersi, e molti di questi sono portati a criticare chi non segua i propri stessi principi, velatamente o esplicitamente. Quando i principi etici sono condivisi diventano morale corrente e, chi se ne discosti facilmente si espone alla condanna del gruppo sociale di cui fa parte. Pu\u00f2 parlarsi allora di moralismo? Non sempre. Non ho mai sentito nessuno essere accusato di moralismo perch\u00e9 criticava l&#8217;uso del burka o della infibulazione eppure anche quelle che vietano queste pratiche sono norme morali. Ma allora cosa si imputa il realt\u00e0\u00a0 al moralista? L&#8217;ipocrisia? La doppia  morale? Pensa forse Foa che i giornalisti dell&#8217;Economist vadano a letto  con minorenni? Non credo.<br \/>\nLa realt\u00e0\u00a0 \u00e8 che l&#8217;espressione &#8220;moralista&#8221;, nell&#8217;uso che se ne fa spesso, perde effettivamente il suo ruolo semantico diventando espressione irrazionale del punto di vista di chi riceve una condanna morale e se ne ribella: il termine &#8220;moralista&#8221; \u00e8 solo quindi un modo dispregiativo per definire chi denuncia una violazione della morale stessa.<br \/>\nQualunque norma, legislativa o morale che sia, contempla una limitazione della nostra libert\u00e0\u00a0 e per molti questa limitazione \u00e8 gravosa, ma altrettanto gravosa \u00e8 la condanna morale che consegue alla sua violazione. Taluni, incapaci di rispettare le norme etiche, accettano, seppur a fatica, la condanna morale, altri non possono accettarla o non se la possono permettere per il proprio ruolo pubblico e quindi nascondono il proprio operato creando la cosiddetta doppia morale: una pubblica (in armonia con la morale corrente) e una privata (del tutto personale e spesso totalmente dissonante dalla prima); una doppia vita che lascia strascichi pesanti quando infine viene scoperta e ci viene rinfacciata. Pu\u00f2 emergere lo sgomento ma pu\u00f2 anche emergere una reazione. Una delle reazioni pi\u00f9 comuni \u00e8 appunto definire moralista in tono dispregiativo chi ci rinfacci la doppiezza, reazione accompagnata spesso dall&#8217;accusa di essere, a sua volta, poco rispettoso della morale che professa, di essere comunque incoerente o di qualunque altro vizio, in un tentativo scomposto di alleggerire la propria posizione mettendo in difficolt\u00e0\u00a0 l&#8217;interlocutore.<br \/>\nAlla fine \u00e8 un po&#8217; come chi per strada insulta quello che gli ha fatto gli  abbaglianti per rimproverarlo di non avergli dato la precedenza:  &#8220;stronzo&#8221; piuttosto che &#8220;moralista&#8221;, il senso \u00e8 lo stesso. Ricorda un po&#8217; quell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.carpani.net\/w\/?p=125\">episodio di vita vissuta<\/a> narrato tempo fa da &#8220;Non \u00e8 vero niente&#8221; che introdusse nel mio vocabolario lo strano neologismo &#8220;multarolo&#8221;. Siamo sempre l\u00ec: \u00e8 la frustrazione di chi viene scoperto nella sua incoerenza, nella sua debolezza morale, e non sa che altro dire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle parole che ricorrono pi\u00f9 frequentemente in questi giorni \u00e8 &#8220;moralismo&#8221;. E&#8217; comune che questa espressione venga utilizzata contro chi denunci gli eccessi del potere ed ovviamente in periodo di smisurati eccessi rimbomba ad ogni angolo. 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