{"id":1001,"date":"2010-12-14T21:27:39","date_gmt":"2010-12-14T19:27:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=1001"},"modified":"2010-12-14T20:28:30","modified_gmt":"2010-12-14T18:28:30","slug":"allultimo-minuto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2010\/12\/14\/allultimo-minuto\/","title":{"rendered":"All&#8217;ultimo minuto"},"content":{"rendered":"<p>Una delle caratteristiche pi\u00f9 sorprendenti del calcio \u00e8 la fenomenologia degli ultimi minuti. A differenza di quanto accade in altri sport nel calcio gli ultimi minuti sono in genere caratterizzati dal molteplice e difficile rapporto con il momento del fischio finale: talvolta si tratta di una nervosa attesa nella speranza che il risultato non cambi, altre volte si tratta della speranza che invece il risultato cambi, che diventa per\u00f2 sempre pi\u00f9 vana di minuto in minuto. Per questo un gol negli ultimi minuti spesso sconvolge lo stato emotivo del tifoso ed in particolare la seconda fenomenologia sopra descritta \u00e8 la pi\u00f9 interessante, perch\u00e9 la frustrazione crescente di chi vede sfumare di minuto in minuto il risultato sperato, viene improvvisamente ribaltata in gioia sconfinata. Per questo una serata che culmini in un gol all&#8217;ultimo minuto non pu\u00f2 che essere memorabile, a prescindere da quanto possa essere accaduto fino a quel momento.<br \/>\nLa serata di Juve-Lazio era iniziata bene per Milos Krasic che dopo pochi minuti era fuggito via al suo custode Cavanda, fermato da Dias con un fallaccio da ammonizione che il pessimo Tagliavento nemmeno vedeva e poco dopo bruciava di nuovo l&#8217;avversario per servire un pallone prezioso a Quagliarella che metteva a lato ed era iniziata bene per la Juve che segnava subito con una capocciata di Giorgione Chiellini. Non appena la Juve riprendeva un po&#8217; di fiato per\u00f2, un calcio d&#8217;angolo schiaffeggiato goffamente da Storari generava un mischione da girone dantesco che Zarate risolveva con un gol che rovinava la festa bianca e nera. La Juve reagiva vigorosamente e in pochi minuti prima Aquilani e poi Krasic piallavano la traversa con un paio di conclusioni da fuori. L&#8217;ex-romanista non sembrava per\u00f2 in grande serata a differenza del suo sodale di centrocampo Melo che era determinato, continuo e solidissimo nella sua posizione in mezzo al campo dal quale governava splendidamente la circolazione di palla. Il sirenetto Sorensen, contrapposto da Del Neri a Zarate, che gli arrivava pi\u00f9 o meno alla spalla, se la cavava splendidamente confermando le sua capacit\u00e0\u00a0 interditive davvero ragguardevole, purtroppo la sua timidezza lasciava troppo solo in avanti Milos che progressivamente rimaneva estraneo al gioco. Quagliarella era in serata abbastanza opaca, mentre Iaquinta ritrovava la sua capacit\u00e0\u00a0 di un tempo di fare a sportellate con i difensori avversari e diventava un punto di riferimento per la squadra. La Lazio si difendeva con ordine ma con una prudenza che le lasciava ben poco in attacco e che rendeva la partita un lungo assedio, un assedio che la Juve non riusciva per\u00f2 a risolvere ed il passare del tempo limava la velocit\u00e0\u00a0 della Squadra. Non aiutava l&#8217;ingresso in campo di Del Piero, unico in tante cose, una delle quali \u00e8 il quanto un giocatore della sua classe immensa riesca ad essere irritante, egoista ed inconcludente nelle sue serate no come quella di Domenica sera. Alla fine la Lazio si svegliava e cominciava a farsi pericolosa, dopo aver lasciato per un&#8217;ora Storari a meditare sul suo errore iniziale.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/20101212_muslera-krasic.jpg\" title=\"20101212_muslera-krasic.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/20101212_muslera-krasic.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"20101212_muslera-krasic.jpg\" width=\"300\" \/><\/a>La partita volgeva al termine e il dispetto per l&#8217;ennesima vittoria interna sfumata cominciava a serpeggiare sugli spalti bianchi e neri quando per\u00f2 veniva il momento in cui Momo riscattava una stagione finora disastrosa lanciando in modo splendido Milos. La zazzera bionda cominciava a saettare sulla linea di fondo e puntava dritto verso la porta, Muslera faceva un passo fuori porta per anticipare un probabile passaggio al centro ma Milos cercava invece la porta con un colpo sotto sul quale il portiere uruguagio smanacciava il pallone che beffardamente rimbalzava al di l\u00e0\u00a0 della linea. La gioia pi\u00f9 pura inondava l&#8217;Olimpico di Torino. Tutto il resto era dimenticato, compreso qualche fischio che forse stava per piovere dalle tribune ed i volti all&#8217;uscita erano felici, spensierati: alla fine la gioia del calcio \u00e8 in queste piccole grandi soddisfazioni e, come in altre giornate, \u00e8 sempre il nostro splendido Milos colui al quale il popolo zebrato deve la sua felicit\u00e0\u00a0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle caratteristiche pi\u00f9 sorprendenti del calcio \u00e8 la fenomenologia degli ultimi minuti. 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